Questo sito utilizza cookie di terze parti per inviarti pubblicità in linea con le tue preferenze. Se vuoi saperne di più clicca QUI 
Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all'uso dei cookie. OK

Auto-mutuo-aiuto e cronicità: una panoramica degli interventi recenti

Nel primo capitolo verrà offerta una panoramica sui concetti di “salute” e “cronicità”, due facce della stessa medaglia. Verrà posta enfasi su come negli anni, grazie all’intervento della World Health Organization, il concetto di salute sia andato via via modificandosi, non più come “assenza di malattia”, ma come “stato di completo benessere fisico, mentale e sociale “ (Braibanti, Strappa & Zunino, 2009, p.19).
Successivamente, verrà introdotto il concetto di “cronicità” per avvicinarsi al mondo delle malattie croniche, ed esso sarà sempre posto in relazione alla salute, secondo le direttive della WHO. In particolare, verranno approfondite alcune malattie croniche, ovvero quelle maggiormente considerate dalla WHO a fini preventivi: cardiopatie, ictus, cancro, diabete e malattie respiratorie croniche. Il messaggio che si vuole trasmettere è che, nonostante una persona abbia una patologia cronica, magari incurabile, essa non viene lasciata sola al suo destino, ma si cerca di farla convivere con la propria condizione offrendo sostegno psicologico ed educativo.
Nell’ultimo paragrafo verranno descritte le strategie psicologiche con le quali tipicamente gli individui affetti da una patologia cronica gestiscono la propria condizione: esse, infatti, se sono disadattive, possono risultare dannose per la gestione dello stress, e la malattia verrà vissuta in modo inadeguato. A questo proposito, verranno citate le teorie classiche di Lazarus e Folkman.
Il secondo capitolo verterà sui gruppi di auto-aiuto: partendo dalla definizione storica di Katz e Bender (1976), verranno prese in esame le tipologie dei gruppi di auto-aiuto e anche le sue varianti, ovvero i gruppi di sostegno e i gruppi psicoeducativi, soffermandosi sulle somiglianze e le differenze che li contraddistinguono. Inoltre, è proprio in questo capitolo che verrà descritto il principio dell’ “helper-therapy” con il quale si è iniziato, descrivendo i vantaggi dell’essere al contempo fruitore e fornitore d’aiuto; nel paragrafo sui gruppi di auto-aiuto e di sostegno una sezione sarà dedicata ai fattori terapeutici che si possono ritrovare in tali gruppi attraverso la teoria di Yalom.
L’ultimo paragrafo sarà dedicato alla situazione attuale dei gruppi di auto-aiuto in Italia, facendo riferimento all’indagine conoscitiva sui gruppi di auto-aiuto condotta dal Cesvot nel 2006: verrà presa in considerazione la loro articolazione sul territorio e la loro organizzazione.
L’ultimo capitolo può considerarsi la parte “pratica” di questo lavoro, poiché verranno descritti i principali interventi recenti circa i gruppi di auto-aiuto per i malati cronici e per i loro familiari; per quanto riguarda le persone affette dalla patologia gli interventi descritti verteranno sulle patologie sopra citate, mentre per quanto riguarda i gruppi per i familiari, vittime anch’esse del peso psicologico della malattia, si farà riferimento alle malattie mentali. Si precisa, comunque, che questa rassegna non ha la pretesa di essere esaustiva, poiché fa riferimento al materiale disponibile dei principali database di ricerca.
A conclusione di quanto esposto, si analizzerà la situazione attuale dei gruppi di auto-aiuto sia in termini di punti di forza, sia in termini di limiti e aspetti da tenere in considerazione per una riflessione critica.
Infine, in appendice, verrà riportato il questionario redatto dalla WHO per la valutazione della qualità di vita WHOQOL-BREF, che sarà citato più volte nel corso dell’ultimo capitolo.

Mostra/Nascondi contenuto.
2 Introduzione “I coped because I thought that they have been helping me and I am still here, therefore I use all the time I have, all the energy I have, to help others.” (Partecipante di un gruppo di auto-aiuto, in Ussher, Kirsten, Butow & Sandoval, 2006) Le parole di questo partecipante di un gruppo di auto-aiuto per il cancro esprimono l’essenza del principio dell’ ―helper-therapy‖(Riessman, 1965), che rappresenta il filo conduttore di ogni gruppo di auto-aiuto: stare bene grazie al dare e al ricevere aiuto. Questa doppia condizione di essere al contempo fruitore e fornitore di aiuto è resa possibile dal fatto che i membri all’interno del gruppo condividono la stessa situazione: ciò che si diffonde tra i partecipanti è, quindi, una conoscenza ―esperienziale‖ del problema, frutto di un rapporto simmetrico, tra pari, e quindi opposta alla competenza ―tecnica‖ fornita dai professionisti. Nel primo capitolo verrà offerta una panoramica sui concetti di ―salute‖ e ―cronicità‖, due facce della stessa medaglia. Verrà posta enfasi su come negli anni, grazie all’intervento della World Health Organization, il concetto di salute sia andato via via modificandosi, non più come ―assenza di malattia‖, ma come ―stato di completo benessere fisico, mentale e sociale ― (Braibanti, Strappa & Zunino, 2009, p.19). Successivamente, verrà introdotto il concetto di ―cronicità‖ per avvicinarsi al mondo delle malattie croniche, ed esso sarà sempre posto in relazione alla salute, secondo le direttive della WHO. In particolare, verranno approfondite alcune malattie croniche, ovvero quelle maggiormente considerate dalla WHO a fini preventivi: cardiopatie, ictus, cancro, diabete e malattie respiratorie croniche. Il messaggio che si vuole trasmettere è che, nonostante una persona abbia una patologia cronica, magari

Laurea liv.I

Facoltà: Scienze della Formazione

Autore: Cristel Rubulotta Contatta »

Composta da 85 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 1503 click dal 05/01/2012.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.