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Il declino degli anfibi: Il caso della Rana italica sui Monti della Tolfa

Informazioni tesi

  Autore: Jaclyn Mazzafoglia
  Tipo: Laurea liv.I
  Anno: 2008-09
  Università: Università degli studi di Viterbo
  Facoltà: Scienze Matematiche, Fisiche e Naturali
  Corso: Scienze biologiche
  Relatore: Giuseppe Nascetti
Coautore: Jaclyn Mazzafoglia
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 44

La tesi documenta la presenza e l'abbondanza di Rana italica presso 12 siti storici per la specie presso i Monti della Tolfa, al fine di evidenziare il possibile verificarsi di fenomeni di declino e il coinvolgimento del patogeno Amphibiocystidium sp.I risultati hanno indicato chiaramente come tali eventi di declino si siano effettivamente verificati, come lo stato di conservazione della specie nell'area sia attualmente critico e come ad esso possa aver contrubuito in modo rilevante Amphibiocystidium sp.

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4 Introduzione Gli anfibi sono una classe di vertebrati che, come indica il nome (dal gr. amfì, doppio, e bìos, vita) presentano, nella gran parte dei casi una duplice modalità di vita in quanto durante la fase larvale vivono obbligatoriamente nell'acqua e, dopo aver subito la metamorfosi, allo stato adulto vivono sulla terra ferma. La classe è composta da circa 6500 specie viventi ripartite fra tre ordini: gli Urodeli (Salamandre,Tritoni e Sirenedi); gli Anuri (Rane e Rospi) e gli Apodi, anfibi vermiformi, ciechi e privi di arti. Gli anfibi sono presenti in tutti i continenti con l’ esclusione delle zone polari e dei deserti più aridi e rappresentano, oggi, uno dei gruppi di vertebrati a più alto rischio d’ estinzione. A livello globale circa un terzo delle specie di anfibi che vivono sul nostro pianeta sono estinti o a rischi d’ estinzione, (Global Amphibian Assessment). In particolare circa il 30% delle specie conosciute ricade nella categoria ”minacciato criticamente”, “minacciato” o “vulnerabile”, ovvero le tre categorie che designano il maggior grado di minaccia secondo la classificazione dell’ IUCN (Unione Internazionale per la Conservazione della Natura. In Italia la situazione è ugualmente grave. Applicando i medesimi criteri e restringendo l’analisi alle specie autoctone per le quali si dispone di sufficienti dati (28 specie sulle 39 totali), il 43% delle specie ricade in una delle tre categorie di minaccia e precisamente l’11% nella categoria “minacciato criticamente”, l’11% nella categoria “minacciato” ed il 21 % nella categoria “vulnerabile”. Tra gli elementi di maggiore preoccupazione vi è il significato ecologico di questa perdita: gli anfibi infatti sono eccellenti “bioindicatori“. Il loro declino è dunque un campanello d’ allarme sullo stato degli ecosistemi. La loro vulnerabilità è dovuta al fatto che questi animali presentano un ciclo vitale che si svolge parte in acqua e parte a terra, quindi risultano doppiamente sensibili all’ alterazione degli habitat naturali e all’ inquinamento sia terrestre che idrico. Le cause dell’ attuale declino degli anfibi sono molteplici; il riscaldamento globale del pianeta che interferisce negativamente con il ciclo biologico di alcune specie; la riduzione dello strato di ozono, con il conseguente minore schermaggio dei raggi UV-B; l’ acidificazione delle acque che interferisce con la deposizione e lo sviluppo degli embrioni ed infine il commercio di specie “aliene” e relativi parassiti che le ospitano (G.A.D Global Amphibian Decline, 2008). Tutti questi fattori, inoltre, tendono ad

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Parole chiave

anfibi
declino
rana italica
amphibiocystidium

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