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I covenant nei contratti di finanziamento

I covenant sono clausole inserite nei contratti di finanziamento a medio e lungo termine delle grandi società di capitali .
La finalità di tali clausole contrattuali è quella di orientare la gestione societaria, imponendo vincoli di natura finanziaria o legati alle politiche di investimento della società . La violazione di detti vincoli legittima i creditori a porre in essere azioni volte alla salvaguardia dei propri interessi; difatti, le parti contraenti potranno rinegoziare le condizioni del finanziamento o, nei casi più gravi, si procederà alla risoluzione di diritto del contratto.
Tali considerazioni si limitano ad individuare le implicazioni di natura giuridica di dette clausole che si sono sviluppate nella prassi giurisprudenziale nordamericana .
La pratica di tali clausole si è evidenziata nel corso della recente crisi economica. I covenant hanno trovato diffusione anche nel nostro paese, in quanto associati sia a finanziamenti bancari (c.d. loan covenant) sia all'emissione di prestiti obbligazionari (c.d. debt covenant) . Tuttavia, come si evince da un attento esame della prassi di settore , l’utilizzo dei covenant è più frequente nell’ambito dei finanziamenti bancari.
Ciò accade perché la loro efficacia è condizionata dal livello di coordinamento dei detentori del debito e dai conseguenti costi di rinegoziazione in caso di violazione degli stessi. Ed invero, il basso livello di coordinamento degli obbligazionisti comporta ab origine una mancata stipula dei covenant (poiché il costo supererebbe il beneficio soggettivo), oppure un carattere più “tenue” degli stessi

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3 1. I covenant. Note introduttive. I covenant 1 sono clausole inserite nei contratti di finanziamento 2 a medio e lungo termine delle grandi società di capitali 3 . La finalità di tali clausole contrattuali è quella di orientare la gestione societaria, imponendo vincoli di natura finanziaria o legati alle politiche di investimento della società 4 . La violazione di detti vincoli legittima i creditori a porre in essere azioni volte alla salvaguardia dei propri interessi; difatti, le parti contraenti potranno rinegoziare le condizioni del finanziamento o, nei casi più gravi, si procederà alla risoluzione di diritto del contratto. 1 Nel linguaggio finanziario i covenant vengono per solito definiti ‹‹restrictions that are put on a borrower by the bank or other entity that granted the loan›› (si v. il Webster's New World Finance and Investment Dictionary, Indianapolis, 2003). 2 Ai fini della presente trattazione come contratto di finanziamento si intende atecnicamente quel genus di contratti la cui causa è connotata dal “trasferimento della proprietà di una determinata quantità di denaro (…) a favore del sovvenuto (...) e dall’obbligazione di costui di restituirne il tantundem”. In dottrina, cfr. LUMINOSO, I contratti tipici e atipici – Contratti di alienazione, di godimento, di credito, vol. I, Milano, 1995, p. 675. 3 Ciò perché la predisposizione di covenant non può che riguardare le grandi imprese. Infatti, solo tali imprese hanno sistemi di rilevazione e controllo che consentono di ottemperare agli obblighi di monitoraggio; e più in generale, solo i finanziamenti di grandi dimensioni sono in grado di “ammortizzare” i costi dell’apparato organizzativo necessario ad assicurare un efficace controllo del rispetto degli impegni assunti. Sotto tale profilo i covenant assolverebbero alla ulteriore funzione di allocare i costi dell’attività di monitoraggio sul finanziato rendendolo nel contempo soggetto attivo e collaboratore del finanziatore. Cfr. BAZZANA, I covenant nei contratti di debito Roma, 2007, p. 60 ss; GIANNELLI, I covenant finanziari ed il finanziamento di gruppo, in Riv. dir. societario, 2009, III, p. 611. 4 Cfr. SCANO, I covenant nei contratti di finanziamento all'impresa:garanzie o strumenti atipici di conservazione della garanzia patrimoniale?, in AA.VV ., Le operazioni di finanziamento alle imprese, Torino, 2010, pp. 86-70. Sul punto anche VELLA, Il nuovo diritto societario e la “governance” bancaria, in Banca imp. soc., 2003, p. 310, ove si afferma che ‹‹la notevole estensione degli strumenti di finanziamento dell’impresa, a sua volta connessa ad una molteplicità e diversificazione dei poteri amministrativi legati alle differenti tipologie di finanziamento, rappresenta una innovazione di grande rilievo››. Sulla base del nuovo diritto delle società, dunque, si riconoscerebbe ‹‹all’imprenditore ed al finanziatore la libertà non solo di individuare le caratteristiche del titolo di finanziamento, ma (…) anche di costruire e modulare il grado di presenza e di voice nel governo societario che quel finanziamento legittima››.

Tesi di Master

Autore: Maria Pia Peluso Contatta »

Composta da 33 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 13483 click dal 16/04/2012.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.