Questo sito utilizza cookie di terze parti per inviarti pubblicità in linea con le tue preferenze. Se vuoi saperne di più clicca QUI 
Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all'uso dei cookie. OK

Arte e percezione visiva: dalla Gestalt alla neuroestetica

La ricerca è votata allo studio dei meccanismi, prima psicologici e infine neurologici, coinvolti nella percezione visiva di un'opera d'arte.
La prima parte riguarda la scuola tedesca di psicologia della Gestalt e nel particolare viene esaminato il concetto di pregnanza.
Le ripercussioni in campo artistico hanno avuto soprattuto in Rudolf Arnheim il maggior rappresentante, approfondito in rapporto alle sue opere "Arte e percezione visiva", Entropia ed arte", "Il potere del centro"e confrontato con Gombrich per i temi di psicologia dell'arte.
Il problema delle teorie scientifiche applicate al campo umanistico viene trattato nel capitolo chiamato "Il riduzionismo".
Una nuova disciplina chiamata neuroestetica, è protagonista della seconda parte della ricerca.
Nata grazie alle scoperte in campo neurologico, permette nuove indagini sugli aspetti coinvolti nella visione permettendo di ampliare i campi di riflessione.
Infine, sottolineando come si debba creare un'interdisciplinarietà per trovare e approfondire nuove relazioni, vengono analizzati i casi dal Rinascimento in poi che hanno visto il mondo dell'arte trarre conoscenza dalle scoperte scientifiche.

Mostra/Nascondi contenuto.
5 Introduzione      Ci troviamo di fronte a quella che nel sentire comune è definita opera  dʹarte.   La osserviamo nei minimi particolari, cercando di coglierne i tratti, le  caratteristiche  sia  simboliche  sia  formali,  ma  spesso  queste  ci  sono  sconosciute  permettendoci  solo  una  lettura  parziale  di  quelle  che  possono  essere  il  ventaglio  d’informazioni  sul  processo  che  lʹhanno  portata  a  essere  lì,  di  fronte  a  noi,  per  assurgere  a  oggetto ʺ sacroʺ,  speciale.   Nonostante questo possiamo esserne affascinati, ogni piccolo particolare  suscita una sensazione (sia positiva che negativa), ma che comunque è  trasmessa, rendendo quel momento unico.   Studiare  i  processi  che  conducono  a  questʹesperienza  ʺnaturale  di  bellezzaʺ, per usare le parole di Franco Fornari 1 , che portano lo spettatore  a ʺpercepireʺ lʹopera dʹarte, a far sì che il suo essere diventi esperienza  condivisa nella quale possiamo intravedere il pensiero del creatore –  artista (lo studium per usare un termine adottato nel caso della fotografia  da Roland Barthes, ma anche il punctum, cioè lʹemozione immediata,                                                                1      F. Fornari, Dallʹesperienza estetica in  Estetica e psicologia di L. Pizzo Russo (a.c. di), Il Mulino, Bologna,    1982, pag. 39. 

Tesi di Laurea Magistrale

Facoltà: Lettere e Filosofia

Autore: Gaetano Crisafulli Contatta »

Composta da 152 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 12843 click dal 23/04/2012.

 

Consultata integralmente 19 volte.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.