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Il caso Eluana Englaro: profili penalistici

Questo elaborato ha lo scopo di mettere in luce alcuni dei molteplici aspetti penalistici del caso Englaro, procedendo dapprima, singolarmente, all’analisi dei principali istituti giuridici facenti capo ad esso e focalizzando l’attenzione sulla configurabilità o meno degli stessi istituti al caso specifico, dopo aver illustrato il percorso giudiziario intrapreso da Beppino Englaro, finalizzato a ricevere l’autorizzazione ad interrompere l’alimentazione forzata che manteneva in vita la figlia.

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I INTRODUZIONE Questo elaborato ha lo scopo di mettere in luce alcuni dei molteplici aspetti penalistici del caso Englaro, procedendo dapprima, singolarmente, all’analisi dei principali istituti giuridici facenti capo ad esso e focalizzando l’attenzione sulla configurabilità o meno degli stessi istituti al caso specifico, dopo aver illustrato il percorso giudiziario intrapreso da Beppino Englaro, finalizzato a ricevere l’autorizzazione ad interrompere l’alimentazione forzata che manteneva in vita la figlia. Nel primo capitolo, perciò, si esamina dapprima il principio di autodeterminazione proprio di ogni soggetto, ricavabile dagli artt. 13 e 32, secondo comma, Cost., i quali trattano, rispettivamente, l’inviolabilità della libertà personale e il diritto del paziente di rifiutare le cure mediche, e la sua riconducibilità all’ambito sanitario, dal quale emerge inevitabilmente il contrasto tra lo stesso principio di autodeterminazione e il diritto alla vita e all’integrità fisica. Successivamente si passa all’analisi della natura giuridica e dei requisiti del consenso dell’avente diritto, la causa di giustificazione da cui parte della dottrina desume la liceità del consenso del paziente al trattamento medico-chirurgico, e al problema della collocazione del consenso presunto nell’ordinamento vigente, per poi interrogarsi sulla liceità delle molteplici fattispecie nelle quali si estrinseca il trattamento sanitario, ricavabile, secondo alcuni, dalla scriminante ex art. 51, mentre altri considerano lo stesso trattamento una scriminante tacita. Principio cardine degli istituti in oggetto è il diritto alla vita e l’attenzione, pertanto, si sposta sulle disposizioni che apprestano maggiormente tutela ad esso: gli artt. 575 e 579 c.p., i quali puniscono i reati di omicidio volontario e del consenziente: quest’ultimo, in particolare, pur risultando illecito, presenta l’attenuante del consenso prestato dall’avente diritto, tranne in presenza di alcune fattispecie, tra le quali rientra l’incapacità dello stesso consenziente. Infine viene trattato il tema dell’eutanasia, descrivendo prima le principali tipologie in cui essa trova attuazione e, successivamente, rivolgendo l’attenzione all’eutanasia passiva non consensuale, punita dall’ordinamento alla stregua dell’omicidio volontario.

Laurea liv.I

Facoltà: Giurisprudenza

Autore: Marco Coscia Contatta »

Composta da 115 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 2015 click dal 11/05/2012.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.