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Scritture di gerarchi fascisti: dal personaggio alla personalità

Nel presente lavoro abbiamo preso in esame la vicenda umana di cinque noti gerarchi fascisti, per passare poi, come scopo della nostra tesi, attraverso l’analisi grafologica dei loro scritti, a tratteggiare la loro personalità. Ci proponevamo peraltro di verificare se i risultati raggiunti con l’anali grafologica corrispondessero o meno ai giudizi già emessi su tali “personaggi”, come sono stati tramandati dalla storia. Lo studio riguarda Galeazzo Ciano, Dino Grandi, Italo Balbo, Achille Starace ed Alessandro Pavolini. Dal punto di vista storico è stato più ampiamente trattato il gerarca Galeazzo Ciano, grazie alla maggiore documentazione di cui disponevamo. Per ognuno di essi è stata compilata una breve monografia, strutturata in tre paragrafi:a) La vita ;b) il personaggio: studi e testimonianze; c) l’analisi longitudinale della grafia. Per Galeazzo Ciano abbiamo aggiunto un ulteriore paragrafo, riguardante il suo Diario, molto importante per capire sia il periodo storico, sia il personaggio. Esaminando le varie testimonianze, ci siamo resi conto che i cinque gerarchi sono stati dagli studiosi presi in considerazione soprattutto, dal punto di vista “storico”, molto meno dal punto di vista umano. Inoltre, su alcuni di loro è stato espresso un giudizio “negativo”, specialmente per Galeazzo Ciano, genero del Duce, Ministro degli Esteri, che per aver firmato l’ordine del giorno di Dino Grandi, il 25 luglio 1943, finì fucilato a Verona come “traditore del fascismo”. Ci incuriosiva perciò tentare di definire meglio la vera personalità di questi uomini.
Il personaggio di Italo Balbo , Ministro dell’Aeronautica, trasvolatore famoso e uno degli artefici principali della marcia su Roma, è stato interpretato nei modi più disparati: c’è chi l’ ha visto forte e coraggioso come un “cavaliere medievale” e come l’incarnazione del vero eroe fascista, votato a “vivere pericolosamente”. Dietro a tutte queste più o meno romantiche interpretazioni traspare, comunque, un giudizio positivo. Lo stesso possiamo dire per l’ambasciatore Dino Grandi , anche se molti hanno visto nei suoi atteggiamenti accomodanti ed ambivalenti verso Benito Mussolini un lato ambiguo. Per quanto riguarda Achille Starace, Segretario del Partito fascista fino al 1939, la sua figura sembra spingere o all’aperto disprezzo o a un’indulgenza velata di compassione, per il fatto di essere stato il più fedele esecutore di ordini del regime che, comunque, seppe poi morire eroicamente. Su Alessandro Pavolini, amico e protetto di Galeazzo Ciano e poi Ministro della Cultura Popolare, grava l’ombra mai chiarita della “doppia personalità”: da letterato timido ed introverso a feroce segretario della Repubblica sociale. Un personaggio enigmatico, dunque, ma assolto dai più per il suo “fanatismo romantico” e per la cieca fede nell’ideale fascista che ne caratterizzò la vita e la morte. Nel paragrafo dedicato all’esame grafologico abbiamo presentato alcuni scritti autografi dei cinque gerarchi ed effettuato l’analisi di personalità, secondo la metodologia di Girolamo Moretti.
Per lo studio grafologico di ogni gerarca sono state effettuate – quando è stato possibile – analisi longitudinali delle scritture, per poter esprimere la valutazione più oggettiva dei soggetti in esame. Dopo l’analisi delle scritture sono state espresse alcune brevi considerazioni sui risultati grafologici raggiunti e se questi presentano coincidenze o differenze con il personaggio. Per il gerarca Galeazzo Ciano l’analisi di personalità ha evidenziato sia punti di contatto, sia elementi contrastanti con i giudizi emessi sul suo “personaggio”, mentre per gli altri quattro gerarchi, possiamo dire che i nostri risultati coincidono abbastanza con le testimonianze. Infatti, dall’analisi di personalità di Galeazzo Ciano è emerso che il gerarca – pur possedendo spirito di ambizione – era un uomo dall’intelligenza brillante ed equilibrata e non un superficiale, come è stato detto.
Dino Grandi ci è apparso intelligente, astuto e abile diplomatico, come ce l ‘ha presentato la storia. Italo Balbo – che tra i cinque gerarchi presenta la grafia più variabile – è risultato un uomo portato all’azione e dall’intelligenza vivace e, nonostante il leggero nervosismo che pervade il suo pensiero, capace di controllo e di organizzazione. Il contesto grafico del gerarca Achille Starace ha evidenziato, purtroppo, un aspetto negativo – e anche per questo personaggio dobbiamo allinearci con il giudizio storico – e pur riconoscendogli capacità organizzative, coraggio e spirito di abnegazione – dalla nostra analisi è emersa una personalità basata sull’autostima, ma poco profonda e carente di originalità.

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4 1. PRESENTAZIONE L’intento della presente tesi è stato quello di prendere in esame gli scritti autografi di cinque gerarchi fascisti con il fine di approfondire il giudizio storico riguardante il personaggio per risalire ai molteplici aspetti della loro personalità, attraverso la loro scrittura. A riguardo non sono stati rintracciati precedenti studi grafologici con cui effettuare eventuali comparazioni. Per la documentazione storica del personaggio abbiamo fatto riferimento alle varie testimonianze, memorie e diari degli stessi o di contemporanei e a libri e monografie di storici, e giornalisti e studiosi del periodo fascista. Esaminando questi testi abbiamo riscontrato opinioni spesso unanimi sulle capacità politiche di un determinato personaggio, riferite alla posizione storica da loro rivestita in quel periodo, ma non gli aspetti più umani e più intimistici della loro personalità. É questa la finalità del nostro lavoro: arrivare alla personalità del soggetto dopo averne studiato il personaggio storico ed esaminato le grafie. D’altra parte certi giudizi su questi gerarchi vicini al Duce, che a lui dovevamo tutto, che furono, come molti li hanno definiti, ‘creature’ di Benito Mussolini, sono stati da tutti accettati come veri, tanto che è molto difficile provare ad immaginare questi personaggi diversamente da come ci sono stati presentati dalla storia. Ma è stato proprio l’interesse ad approfondire l’animo e la personalità reale, quella meno appariscente di questi uomini – spesso relegati al ruolo di semplici esecutori della volontà di Benito Mussolini - che ci ha spinto a percorrere questa difficile strada, a volte, come a riguardo di Galeazzo Ciano, nel tentativo di superarne il giudizio storico, spesso inclemente, e di evidenziarne prevalentemente il lato umano che anche uomini come i gerarchi fascisti dovevano possedere.

Tesi di Laurea

Facoltà: Scienze della Formazione

Autore: Fulvia Maria Caprioli Contatta »

Composta da 386 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 6294 click dal 20/03/2004.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.