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''Zy zeilden't aerdrijck om zoo wijd de zonne straelt'' viaggi della Compagnia olandese delle Indie Orientali attraverso lo studio di diari, ambascerie e testimonianze arabe, cinesi e olandesi.

Informazioni tesi

  Autore: Juanita Speranza
  Tipo: Laurea liv.II (specialistica)
  Anno: 2009-10
  Università: Università degli Studi di Roma La Sapienza
  Facoltà: Lettere e Filosofia
  Corso: Traduzione letteraria e traduzione tecnico-scientifica
  Relatore: Francesca  Terrenato
Coautore: Lorenza Petit
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 341

Il presente lavoro nasce da un’idea comune di approfondire il ruolo della Compagnia olandese delle Indie Orientali in Oriente e in Medio Oriente in un arco temporale che dall’inizio del XVII secolo ricopre all’incirca settanta anni di storia.
L’idea è nata dalla scoperta del diario di viaggio di Willem IJsbrantszoon Bontekoe al quale si è successivamente affiancato il Kitab Nasir al-Din di Ahmad Ibn Qasim. Il primo, un olandese al servizio della VOC che viaggiando verso le Indie giunse fino in Cina; il secondo, un letterato arabo che dopo aver visitato la Spagna e la Francia arrivò nelle Fiandre. Abbiamo così confrontato e contestualizzato fonti arabe, cinesi e olandesi al fine di ricostruire i legami politico-commerciali, e di riflesso culturali tra l’impero ottomano la dinastia Ming e la Repubblica olandese.
Abbiamo analizzato, a tale scopo, diari, resoconti di viaggio e documenti ufficiali dell’epoca, non sempre di facile consultazione o reperibilità.
Per quanto riguarda la presenza olandese nei Paesi Arabi si può notare come questa fu dettata quasi esclusivamente da ragioni commerciali. A tale proposito abbiamo affrontato la traduzione del diario di viaggio di Pieter Van den Broecke, mercante olandese che si recò nello Yemen per tre volte. D’altro canto gli arabi raggiunsero raramente i Paesi Bassi nel XVII secolo, tanto che possiamo fare affidamento su un poco nutrito numero di letterati tra i quali spicca il resoconto di viaggio di Ahmad Ibn Qasim.
Se la presenza araba nei Paesi Bassi è scarsamente documentata, quella cinese è totalmente assente. Al contrario disponiamo di un maggior numero di testi redatti dai capitani della Compagnia olandese delle Indie Orientali, che tra il 1616 e il 1625 solcarono l’Oceano indiano giungendo fino in Cina. Per poter ricostruire le relazioni che nel XVII secolo legarono l’Europa ai territori asiatici abbiamo analizzato i diari di viaggio del capitano Bontekoe e dell’inglese William Adams, principali testimonianze legate alle attività della VOC.
Al di fuori della letteratura di viaggio ci siamo servite di documenti ufficiali, anche questi di difficile comprensione. A testimoniare l’alleanza tra Marocco e Paesi Bassi è la lettera “Istruzioni per Coy” degli Stati Generali, seguita dalla lettera di Moulay abu Faris, re del Marocco, scritta a Maurits van Nassau. Questa lettera creò problemi di traduzione allo stesso Scaligero che affermò di “aver faticato a tradurla”.
Documenti di provenienza cinese sono il Dongxiyang kao 东西洋考e il Ming Shi明史.
Il Dongxiyang kao è un trattato di navigazione, probabilmente il primo documento che attesta l’arrivo olandese sulle coste del Fujian e che in un modo o nell’altro ha caratterizzato lo sviluppo del commercio olandese in Cina suscitando un forte interesse nella Compagnia.
Il Ming Shi (Storia dei Ming) è la fonte principale a cui bisogna accedere per conoscere la storia della suddetta dinastia.
Ulteriore documento di studio è stata la prima ambasceria olandese del 1655-1657 con la quale la Repubblica olandese tentò di aprire diplomaticamente i rapporti commerciali con l’impero cinese. La Cina era considerata un importante snodo di mercato e gli olandesi non furono gli unici ad inviare rappresentanze in quel paese, per questo abbiamo inserito un documento inerente la missione dell’ambasciatore russo presso la Corte di Pechino, avvenuta negli stessi anni, tanto che la presenza russa a Corte verrà menzionata nella stessa ambasceria olandese.
Merita di essere ricordato in queste poche righe il più illustre scrittore olandese del XVII secolo. Joost van den Vondel fu uno dei primi autori a introdurre nelle sue opere descrizioni sull’attività olandese nei Paesi Bassi e in Cina..

Attraverso lo studio dei testi da noi tradotti e analizzati possiamo affermare che il tentativo espansionistico della Compagnia olandese delle Indie Orientali, ebbe presupposti e risultati completamente diversi in Medio Oriente in Cina.
I Paesi Arabi e l’Olanda, allora protestante, avevano un nemico comune: l’impero cattolico spagnolo. Probabilmente questa inimicizia fu uno dei fattori principali che permise alla Compagnia di allargare i suoi orizzonti fino al Marocco e allo Yemen, dove la politica dell’impero ottomano sembrava più tollerante. Gli olandesi infatti furono accolti e appoggiati tanto dal Sultano del Marocco quanto da quello dello Yemen, anche se a differenti condizioni.
Al contrario il tentativo di espansione in Asia non raggiunse nessun risultato. La natura protestante della Repubblica non favorì l’ingresso di questa potenza occidentale nei territori cinesi. La politica centralizzatrice della dinastia Ming e l’avvento dei gesuiti nel XVI secolo furono i principali motivi di scontro tra l’Olanda e la Cina.

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4 Introduzione Il presente lavoro nasce da un‟idea comune di approfondire il ruolo della Co m- pagnia olandese delle Indie Orientali in Oriente e in Medio Oriente in un arco temporale che dall‟inizio del XVII secolo ricopre all‟inc irca settanta anni di storia. L‟idea è nata dalla scoperta del diario di viaggio di Willem IJsbrantszoon Bontekoe al quale si è successivamente affiancato il Kitab Nasir al-Din di Ahmad Ibn Qasim. Il primo, un olandese al servizio della VOC che viaggiando verso le Indie giunse fino in Cina; il secondo, un letterato arabo che dopo aver visitato la Spagna e la Francia arrivò nelle Fiandre. Abbiamo così confrontato e contestualizzato fonti arabe, cinesi e olandesi al fine di ricostruire i legami politico-commerciali, e di riflesso culturali tra l‟impero o t- tomano la dinastia Ming e la Repubblica olandese. Abbiamo analizzato, a tale scopo, diari, resoconti di viaggio e documenti ufficiali dell‟epoca, non sempre di facile consultazione o reperibilità. Per esamina re la maggior parte dei testi ci siamo dovute recare nel luogo d‟origine delle opere stesse rispettando le regole locali; non è stato possibile reperire l‟originale del diario di viaggio di Pieter van den Broecke e potrà essere consultato in appendice solo in lingua inglese. Per quanto riguarda la presenza olandese nei Paesi Arabi si può notare come questa fu dettata quasi esclusivamente da ragioni commerciali. A tale proposito abbiamo affronta- to la traduzione del diario di viaggio di Pieter Van den Broecke, mercante olandese che si recò nello Yemen per tre volte. D‟altro canto gli arabi raggiunsero raramente i Paesi Bassi nel XVII secolo, tanto che possiamo fare affidamento su un poco nutrito numero di letterati tra i quali spicca il resoconto di viaggio di Ahmad Ibn Qasim. Si tratta di due testi molto differenti sia dal punto di vista linguistico sia dal contenuto. Ibn Qasim è un intellettuale che intrattiene conversazioni di teologia con ebrei, francesi e olandesi; Van den Broecke è solo un mercante che ci lascerà , nelle sue descrizioni, importanti dettagli su terre allora sconosciute. Se la presenza araba nei Paesi Bassi è scarsamente documentata, quella cinese è totalmente assente. Al contrario disponiamo di un maggior numero di testi redatti dai capitani della Compagnia olandese delle Indie Orientali, che tra il 1616 e il 1625 solca- rono l‟Oceano indiano giungendo fino in Cina. Per poter ricostruire le relazioni che nel XVII secolo legarono l‟Europa ai territori asiatici abbiamo analizzato i diari di vi aggio

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