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La narrativa di Sebastiano Vassalli. Romanzo storico e romanzo d'invenzione

La carriera di Sebastiano Vassalli è lunga oltre quarant'anni e non è ancora finita. Con una scia di carta tanto lunga alle spalle, lo scrittore ha avuto il tempo per alcuni ripensamenti e anche qualche brusca svolta. In particolare, possiamo suddividere il lavoro di questo autore in due grandi fasi con un crocevia agli inizi degli anni Ottanta. Il "prima" è legato allo Sperimentalismo e alla Neoavanguardia, mentre il "dopo" è caratterizzato da un prosa più distesa e dalla presenza di numerosi romanzi storici. La mia tesi si divide in tre sezioni e, pur essendo dedicata in gran parte alla seconda parte della carriera di Vassalli, tenta di dare spazio anche al resto.
La prima sezione, dal titolo Cenni introduttivi, si compone di due capitoli.
Il primo è Indicazioni preliminari; da un lato spiego quali siano le differenze tra il romanzo storico canonico e i libri di Vassalli, dall'altro giustifico la scelta di usare comunque la medesima etichetta. Come aiuto al lettore, in chiusura, c'è anche una bibliografia ragionata delle principali opere dello scrittore.
Il secondo capitolo è L'altro Vassalli; fornisco qui una rapida descrizione delle opere dell'autore che era impossibile rinchiudere nel recinto dei romanzi storici. Ho riunito questi titoli in quattro gruppi sulla base delle affinità tematiche: i testi giovanili legati alla sperimentazione e alla Neoavanguardia, quelli che sono preparatori ai romanzi storici – o ad essi limitrofi –, i titoli nei quali l'autore si occupa di definire il carattere degli italiani ed infine quelli che trattano della descrizione del presente.
La seconda sezione della tesi, dal titolo I romanzi storici, è composta da dieci capitoli ognuno dei quali dedicato all'analisi di uno dei libri di Vassalli appartenente a quel genere. Nel dettaglio mi occupo della trattazione di: L'oro del mondo (1987), La chimera (1990), Marco e Mattio (1992), Il Cigno (1993), Cuore di pietra (1997), La notte del lupo (1998), Un infinito numero (1999), Archeologia del presente (2001), Stella avvelenata (2003), Le due chiese (2010).
La sezione finale della tesi – Temi generali – si compone di un solo ampio capitolo: Ultimi appunti. In queste pagine traggo le conclusioni del discorso sin qui condotto occupandomi di tre argomenti specifici: la letteratura, la politica e la storia.
Quanto al primo, Vassalli ha attraversato quarant'anni della storia letteraria italiana e ha aderito – rinnegandolo poi – al Gruppo 63, una corrente letteraria lontanissima dai suoi lavori degli ultimi trent'anni; cerco di illustrare, allora, quali tracce abbia lasciato questo radicale mutamento e come sia cambiata l'idea che Vassalli ha della letteratura.
Sulla politica il percorso non è in fondo molto distante, con l'autore che in gioventù abbraccia la fede socialista e poi la rigetta. Spiego come, a mio avviso, malgrado l'allontanamento da ogni partito, Vassalli abbia infine trovato nella scrittura il suo mezzo per capire e tentare di cambiare il mondo.
La storia è al centro della riflessione di Vassalli sin dalla metà degli anni Ottanta. Nell'ultima parte spiego come lo scrittore novarese sia molto scettico circa la possibilità di realizzare una narrazione oggettiva dei tempi remoti e di come, ispirandosi forse ad alcune fonti che mi sforzo di individuare, elabori un proprio modello di racconto del passato a partire quasi sempre da personaggi e luoghi del tutto marginali.

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Capitolo 1 Indicazioni preliminari 1. 1 Un problema di definizione Innanzi tutto non mi piace sentir parlare ancora di qualcosa come il "romanzo storico". Il romanzo storico è stato un genere letterario dell'Ottocento. È stato un genere praticato da scrittori che credevano fermamente nella "Storia", possedendo quella fede nella leggi storiche di cui Vi ho parlato prima. Chi, come me, racconta le storie umane di oggi, non può che farlo partendo quasi dal punto di vista opposto. Allo scrittore come me non interessa "La Storia", essendo consapevole che essa, addirittura, non esiste. All'autore come me interessano le storie umane, le vicende umane, la Sua storia, ad esempio, come le concrete storie di ognuno di noi che è qui, ora. 1 Dare la definizione di un'opera, schedarla e collocarla in uno scaffale ideale, è un'operazione che suscita almeno due questioni: l'utilità di una tale pratica e la difficoltà di ridurre ad una targhetta bidimensionale qualcosa di più complesso. Né l'una né l'altra sono argomento della mia tesi ma, per evitare fraintendimenti, giova qualche chiarimento sulla terminologia che ho scelto di usare. Il passo sopra riportato è tratto da un incontro che l'autore ebbe nel 1999 con alcuni studenti di un liceo romano; da queste righe – e da altre disperse tra le pagine dei suoi libri – si intuisce con quanta decisione Sebastiano Vassalli respinga l'etichetta di “romanzo storico” applicata ad alcune delle sue opere. Egli ne rivendica la distanza da un genere ottocentesco fondato su convinzioni figlie di quel secolo. Il tema centrale della mia tesi ruota proprio attorno ai suoi cosiddetti “romanzi storici”, un gruppetto di una decina di titoli che anch'io ho scelto per convenzione di chiamare così. Al di là delle apparenze, non per indole auto-distruttiva avvio questo lavoro negando la consistenza del suo principale pilastro, ma per rispondere in anticipo alle legittime obiezioni che potrebbe sollevare la scelta di questi termini; tanto più che in proposito condivido in pieno il giudizio di Vassalli. 1 http://www.emsf.rai.it/grillo/trasmissioni.asp?d=316 5

Tesi di Laurea Magistrale

Facoltà: Lettere e Filosofia

Autore: Leonardo Polignano Contatta »

Composta da 225 pagine.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.