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Valutazione del rischio di aborto spontaneo e dei difetti dello sviluppo fetale nella progenie del personale militare e civile impiegato nel Poligono Interforce del Salto di Quirra

Le condizioni ambientali intorno ad installazioni industriali, coltivazioni agricole, ed aree di operazioni militari, sono frequentemente in relazione alle attività ivi condotte ed alle esposizioni ad esse conseguenti. Qualora tali esposizioni si verifichino, è giustificato ritenere che i lavoratori addetti le subiscano in misura di alcuni ordini di grandezza superiore e ciò che potrebbe verificarsi nella popolazione delle aree circostanti. L'obiettivo dello studio è stato pertanto quello di valutare il rischio di aborto spontaneo e dei difetti dello sviluppo fetale della progenie del personale militare impiegato nel Poligono Interforce del Salto di Quirra, per capire se l'eventuale comparsa di queste patologie possa essere spiegata da esposizioni verificatesi durante il lavoro all'interno del Poligono stesso.
I risultati dimostrano che il tasso appare più elevato tra gli esposti a radiofrequenze.

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5 INTRODUZIONE A partire dalla fine degli anni novanta, la comunità scientifica ha dedicato sempre maggiore attenzione al tema della salute riproduttiva in relazione all'esposizione a fattori di rischio nell'ambiente di vita e di lavoro; si tratta di un tema cruciale della salute umana in generale, in quanto ne influenza pesantemente lo sviluppo, in senso globale. Tale ambito di ricerca riguarda sia i disturbi della fertilità, spaziando dai problemi nel concepimento alla poliabortività, che le malattie congenite. In particolare le malformazioni congenite (MC) sono responsabili di una rilevante quota della morbosità e mortalità nel periodo neonatale [1], e rappresentano complessivamente la terza causa di ospedalizzazione nei primi 4 anni di vita [2]. Dal punto di vista dell’importanza sanitaria esse attualmente sono responsabili del 20-25% della natimortalità, del 45% della mortalità perinatale e del 3-4% della mortalità infantile [3]. I soggetti con malformazioni alla nascita costituiscono la quota di sopravvissuti rispetto alla coorte dei concepiti con anomalie: infatti, la morte fetale precoce (aborto spontaneo) o tardiva (feto nato morto) è l'evento piø frequente. Peraltro, nei casi in cui tali malformazioni siano precocemente individuate a seguito di diagnosi prenatale, nella maggior parte dei Paesi la gravidanza può essere interrotta (aborto terapeutico). In ogni caso, l’aborto spontaneo interessa attualmente il 10-25% circa delle gravidanze, mentre la proporzione di neonati con una singola malformazione minore, ossia con conseguenze trascurabili ai fini della conduzione di una vita normale, è stimata intorno al 14% [10]. Tuttavia, la prevalenza di malformazioni neonatali maggiori, ossia che richiedono un intervento medico importante, come la spina bifida, o direttamente letali, si

Laurea liv.I

Facoltà: Medicina e Chirurgia

Autore: Elena Vacca Contatta »

Composta da 39 pagine.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.