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La leggenda del re magnanimo. La costruzione del mito di Carlo Alberto nel dibattito politico 1847-1849.

La tesi tratta della costruzione del mito liberale del re di Sardegna Carlo Alberto nel travagliato periodo politico compreso tra gli ultimi mesi del 1847 e la fine del 1849. In particolare il lavoro si concentra sulla lettura delle principali testate della stampa subalpina, nate dopo le riforme introdotte dallo stesso sovrano, per individuare i momenti chiave in cui il mito è stato elaborato ed i motivi principali che hanno portato alla sua produzione. Viene messo in evidenza come il mito nasca attraverso la sovrapposizione o la sottrazione di elementi di volta in volta funzionali per giustificare la concessione dello statuto o la decisione di aderire alla prima guerra d'indipendenza. Il mito che ne risulta, in continua trasformazione fin dopo la morte del sovrano, è il prodotto di una costruzione collettiva in cui intervengono non solo i giornali (in particolare "La Concordia" e "L'Opinione") ma anche la camera dei deputati e lo stesso sovrano. Carlo Alberto si mostra infatti capace di compiere scelte pragmatiche che, seppur in contraddizione con le sue radicate convinzioni politiche, salveranno la corona da possibili tumulti rivoluzionari restituendo anzi un nuovo prestigio a Casa Savoia come protagonista del dirompente movimento risorgimentale. Il monarca quindi non solo compie scelte lungimiranti, ma è anche in grado di fornire gli spunti per una nuova immagine di sé, arricchita poi dalla stampa, per dare una spiegazione coerente alle sue nuove scelte politiche che contraddicono le logiche assolutistiche con cui era stato retto il suo regno nei diciassette anni precedenti.
Dopo la sua morte sarà quindi facile per Vittorio Emanuele II e la classe dirigente moderata del regno d'Italia continuare a presentare Carlo Alberto come un precursore delle istanze non solo d'indipendenza della nazione dalla dominazione austriaca, ma anche di sviluppo liberale della sua vita politica.

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4 INTRODUZIONE Consultando il Tommaseo-Bellini 1 alla voce magnanimo troviamo la seguente citazione, tratta dalle Vite degli uomini illustri del Petrarca: “L’uomo che è magnanimo, si è il maggiore uomo, ed il più onorato che sia, e non si muove per piccola cosa, e non china la magnanimità sua a veruna sozza cosa”. Fu questo l’appellativo che venne ufficialmente attribuito a re Carlo Alberto l’8 agosto 1849 dal Senato del regno di Sardegna. In realtà, sia nel corso della sua vita che negli anni successivi il sovrano venne decritto nei modi più disparati e gli vennero attribuiti caratteri ed epiteti tra loro assai diversi. Fu accusato, ad esempio, di essere un filo-gesuita reazionario ed “austricante”, indicato spesso dai suoi avversari come “l’eroe del Trocadero”, per ricordare la sua partecipazione alla guerra del 1823 contro la Spagna costituzionale a fianco della Francia di Luigi XVIII. Più tardi venne dipinto come un mistico e romantico crociato, segnato dal digiuno e dalla preghiera, che si sentiva investito da una missione divina. E’ poi nota la definizione carducciana di “Italo Amleto” per indicare un personaggio enigmatico, altalenante, incomprensibile e, per molti versi, debole; ma una delle rappresentazioni più importanti e di maggior successo fu quella liberale del re magnanimo, su cui si è concentrato questo lavoro. L’ipotesi iniziale da cui si è partiti era che il mito fosse sorto nel corso del 1849, soprattutto a partire dalla tragica conclusione della prima guerra d’indipendenza, ma la ricerca sulle fonti ha invece permesso di rivelare un complesso e articolato processo di costruzione che trova le sue origini sin dalle ultime settimane del 1847, a partire cioè dalle riforme concesse con le regie patenti del 30 ottobre. E’ emerso un laboratorio di immagini e valori attribuiti al monarca sabaudo che ha raggiunto il culmine in alcuni momenti chiave, che vanno dall’annuncio dello statuto dell’8 febbraio 1848 fino alla celebrazione dei funerali a Torino tra il 12 e il 14 ottobre 1849. In questo lasso di tempo si alternarono fasi di grande entusiasmo e di doviziosa produzione del mito a momenti di silenzio, legati a difficoltà politiche e militari che rendevano più difficile e meno vantaggiosa la sua elaborazione. In particolare tra i momenti di maggior fermento, oltre a quelli succitati, sono stati individuati lo scoppio e la conclusione dei due conflitti che hanno segnato la prima campagna 1 N. TOMMASEO, B. BELLINI, Magnanimo, in Dizionario della lingua italiana, vol. 11, Milano, Rizzoli, 1977, p. 548.

Laurea liv.II (specialistica)

Facoltà: Lettere e Filosofia

Autore: Antonio Volonnino Contatta »

Composta da 200 pagine.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.