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Il matrimonio islamico nell'ordinamento giuridico italiano

Le migrazioni internazionali costituiscono un fenomeno di grande interesse per la struttura complessa, per gli innumerevoli elementi che ne stanno a fondamento, per la molteplicità delle condizioni che ne originano la genesi e, soprattutto, per le questioni giuridiche che innesca la presenza stabile di stranieri nell’ambito del territorio nazionale di uno Stato.
Già l’impero romano, ad esempio, si era occupato della condizione dello straniero, infatti aveva puntualmente disciplinato la condizione delle popolazioni conquistate e che, comunque, erano legate a Roma. Addirittura con la Constitutio Antoniniana del 212 d.c. si giunge al culmine della regolamentazione con il riconoscimento della cittadinanza a tutti i sudditi dell’impero.
In seguito ad eventi politici ed, in particolare, all’indomani della caduta del blocco comunista nei Paesi dell’Est, l’Europa occidentale ha visto modificarsi in brevissimo tempo i termini e l’entità del fenomeno migratorio. Ad un flusso di spostamenti già notevole proveniente dai Paesi meno sviluppati del Mediterraneo e dell’Africa, si sono aggiunti i nuovi movimenti dall’Est e dall’Oriente, aggravati dalle tensioni etniche e dall’instabilità politica di quei popoli.
L’Italia, per lungo tempo paese di forte emigrazione, ha conosciuto, anche in ragione della particolare posizione geografica e per la difficoltà di protezione dei propri confini, un’improvvisa crescita delle presenze straniere, soprattutto extracomunitarie, con un’ampia percentuale di quelle di fede musulmana.
In base agli ultimi dati ufficiali dell’Istat, i musulmani presenti in Italia superano abbondantemente il milione di presenze. Questa comunità religiosa rappresenta oramai la seconda, per consistenza, dopo i cattolici. Essa pone una serie di problemi di integrazione e di armonizzazione delle proprie credenze ed usanze alle leggi italiane ed, in particolare, pone una serie di questioni circa l’efficacia del diritto straniero nell’ambito dell’ordinamento giuridico italiano.
Il problema fondamentale riguarda la compatibilità degli istituti tipici che connotano il diritto di famiglia ed il matrimonio islamico rispetto al modello accolto nel testo della Costituzione italiana ed alla disciplina recata dal codice civile.
Premessa fondamentale è la puntualizzazione secondo cui l’Islam non viene in rilievo per il mondo musulmano solo come una religione, ma si presenta in tutte le sue manifestazioni sociali come espressione di un’unità culturale radicata nella fede in Dio. La fede religiosa per i musulmani, anche di origine etnica molto diversa (arabi, egiziani, turchi, iracheni, marocchini, nubiani, berberi, ecc.), non è un fenomeno puramente interiore, che rimane relegato nella coscienza individuale, ma pervade e coinvolge tutta la sua esistenza, ivi compresi i rapporti familiari e sociali, per cui unità di fede significa unità di Dio, di cultura e di civiltà.
Nel Corano sono contenute regole esplicite concernenti i vari aspetti della vita familiare, sociale, religiosa e civile dei musulmani, tra i quali il matrimonio e rapporti di famiglia. Sharì’a è il termine comune ai popoli arabofoni, che letteralmente significa “la via che conduce all’acqua”, con il quale viene indicata la legge divina onnicomprensiva, che plasma il comportamento dell’individuo e della società.
In linea di massima, i moderni Stati di fede musulmana hanno adottato nuove costituzioni ed hanno ristretto l’ambito della Sharì’a allo statuto personale.
Lo statuto della persona e, in particolare, il matrimonio e gli istituti del diritto di famiglia, rappresenta, infatti, uno dei più strenui baluardi del mondo musulmano, nel senso che gli istituti in esso ricompresi si sono rivelati inattaccabili dalla cultura giuridica occidentale. Mentre in altre branche del diritto i principi fondamentali della Sharì’a possono dirsi tendenzialmente soppiantati dalle codificazioni moderne, gli istituti della capacità giuridica, del matrimonio e degli effetti conseguenti alla morte continuano ad essere disciplinati dagli insegnamenti del diritto musulmano tradizionale.

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Premessa Le migrazioni internazionali costituiscono un fenomeno di grande interesse per la struttura complessa, per gli innumerevoli elementi che ne stanno a fondamento, per la molteplicità delle condizioni che ne originano la genesi e, soprattutto, per le questioni giuridiche che innesca la presenza stabile di stranieri nell’ambito del territorio nazionale di uno Stato. Già l’impero romano, ad esempio, si era occupato della condizione dello straniero, infatti aveva puntualmente disciplinato la condizione delle popolazioni conquistate e che, comunque, erano legate a Roma. Addirittura con la Constitutio Antoniniana del 212 d.c. si giunge al culmine della regolamentazione con il riconoscimento della cittadinanza a tutti i sudditi dell’impero. In seguito ad eventi politici ed, in particolare, all’indomani della caduta del blocco comunista nei Paesi dell’Est, l’Europa occidentale ha visto modificarsi in brevissimo tempo i termini e l’entità del fenomeno migratorio. Ad un flusso di spostamenti già notevole proveniente dai Paesi meno sviluppati del Mediterraneo e dell’Africa, si sono aggiunti i nuovi movimenti dall’Est e dall’Oriente, aggravati dalle tensioni etniche e dall’instabilità politica di quei popoli. L’Italia, per lungo tempo paese di forte emigrazione, ha conosciuto, anche in ragione della particolare posizione geografica e per la difficoltà di protezione dei propri confini, un’improvvisa crescita delle presenze straniere, soprattutto extracomunitarie, con un’ampia percentuale di quelle di fede musulmana. In base agli ultimi dati ufficiali dell’Istat, i musulmani presenti in Italia superano abbondantemente il milione di presenze. Questa comunità religiosa rappresenta oramai la seconda, per consistenza, dopo i cattolici. Essa pone una serie di problemi di integrazione e di armonizzazione delle proprie credenze ed usanze alle leggi italiane ed, in particolare, pone una serie di questioni circa l’efficacia del diritto straniero nell’ambito dell’ordinamento giuridico italiano. Il problema fondamentale riguarda la compatibilità degli istituti tipici che connotano il diritto di famiglia ed il matrimonio islamico rispetto al modello

Tesi di Laurea Magistrale

Facoltà: Giurisprudenza

Autore: Francesco D'Amico Contatta »

Composta da 169 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 3453 click dal 04/02/2013.

 

Consultata integralmente 9 volte.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.