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Teorie dei diritti in ambito morale

Tra le teorie etiche normative che hanno segnato gli ultimi trent’anni del secolo scorso, ve ne sono alcune che sono identificabili come teorie dei diritti.
Questo scritto si occupa di alcune di queste e, precisamente, di quelle di Robert Nozick, John Mackie e Ronald Dworkin.

Abbiamo accennato in apertura della difficoltà di dotare le teorie dei diritti, in ambito morale, di una propria caratterizzazione che le distingua dalle teorie deontologiche così come da quelle teleologiche: a seconda del punto di osservazione è possibile che i diritti vengano invocati tanto come parte di una teoria più genuinamente basata sui doveri così come è possibile che, nonostante Nozick, i diritti vengano incorporati negli scopi finali di una teoria conseguenzialista.
Abbiamo anche visto come, secondo Mackie, si possa definire una teoria in base al “nocciolo” della questione su cui si incentrano gli argomenti e il linguaggio usati dalla teoria stessa: in questo senso le teorie di Nozick, Dworkin e Mackie sono senz’altro basate sui diritti.
Non è però escluso che si vogliano enunciare le regole fondamentali di una teoria (analogamente all’imperativo categorico di Kant e alle sue regole di applicazione) proprio a partire dai diritti come ha proposto Barbara de Mori (De Mori, 2002).
Nozick e Dworkin hanno, indubitabilmente da un punto di vista morale, un interesse specifico e proprio nell’utilizzare il linguaggio dei diritti: se per Nozick questi sono il baluardo di una strenua difesa della libertà di utilizzo delle proprie risorse, per Dworkin i diritti hanno una funzione “educativa” nei confronti di un percorso che porta ad una sempre maggiore dignità e rispetto degli individui fra loro e, reciprocamente, fra stato e individui.

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Teorie dei diritti in ambito morale 3 1 - Introduzione Tra le teorie etiche normative che hanno segnato gli ultimi trent’anni del secolo scorso, ve ne sono alcune che sono identificabili come teorie dei diritti. Questo scritto si occupa di alcune di queste e, precisamente, di quelle di Robert Nozick, John Mackie e Ronald Dworkin. Le teorie etiche normative (o di primo livello) sono impegnate a delineare criteri per giudicare moralmente le azioni o le persone. Si usa questa specificazione per distinguere tali teorie da quelle metaetiche (o di secondo livello) indirizzate a dare significato ai termini e agli enunciati morali ed ad indagare sulla possibilità o meno di dotarli di un valore di verità. Se, prevalentemente, nel secolo scorso i filosofi morali si sono dedicati alla metaetica si è soliti far riferimento ad un’opera di filosofia politica quale A theory of justice di John Rawls, del 1971, per indicare la ripresa di riflessioni normative (cfr Kymlicka, 1990 e Fonnesu, 1998). L’opera di Rawls, che “domina il dibattito attuale […] nel senso che anche le visioni alternative spesso vengono presentate come risposte alla sua” (Kymlicka, 1990, pag. 19), pur non essendo definibile immediatamente una teoria dei diritti, ha indubbiamente contribuito a sollecitare attraverso una risposta critica, alcune delle teorie dei diritti piø significative: tra queste quella di Robert Nozick con Anarchia, stato e utopia del 1974 e, meno direttamente, quella di Ronald Dworkin I diritti presi sul serio pubblicata nel 1977. Dare una definizione adeguata di una teoria dei diritti è compito arduo se si vuole tenere distinta una teoria di questo tipo dalle teorie deontologiche (fondate sui doveri) e da quelle teleologiche (fondate sull’utilità intesa come bene nonmorale promosso da azioni o da regole). Ad esempio: “è opinabile se entrambi questi indirizzi dell’etica normativa [le teorie deontologiche e le teorie dei diritti, nda] si possano far rientrare in una prospettiva deontologica, a meno di non assumerne un’accezione molto larga, coincidente appunto con il rispetto dei princìpi anche indipendentemente dalle possibili conseguenze delle azioni” (Fonnesu, 2006, pag. 290). Le teorie teleologiche, in particolare quelle conseguenzialiste, hanno invece

Laurea liv.I

Facoltà: Lettere e Filosofia

Autore: Pierangelo Casanova Contatta »

Composta da 39 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 728 click dal 22/03/2013.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.