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Il diritto sugli sci in Italia e in Europa: comparazione e prospettive di armonizzazione

Questa tesi approfondisce il diritto sciistico in Italia e nei principali Stati europei, evidenziandone lo sviluppo. Infatti, la crescente diffusione e trasformazione dello sci in sport di massa, negli anni ha portato un numero sempre più elevato di persone sulle piste, con conseguente aumento del numero di incidenti.
Nelle prime due parti dell’elaborato si esaminano la legge n. 363/2003, il Decalogo della Federazione Internazionale di Sci e le diverse tipologie di responsabilità, cercando di delineare, nell'ambito dell'accertamento dei fatti, come dimostrare la prova della responsabilità.
Nella terza parte, vengono studiati e confrontati i sistemi giuridici in materia dei principali Paesi europei e degli Stati Uniti, con l'obiettivo di trovare dei punti in comune per poter auspicare una futura armonizzazione europea, importante per dare certezza delle regole a tutti coloro che impegnano le piste. La maggiore consapevolezza dei propri comportamenti e delle conseguenze che possono derivare da un'azione o da un movimento errato, possono diminuire il numero degli incidenti aumentando la sicurezza sulle piste.
Per questo, da molti anni, gli esperti e gli imprenditori del settore richiedono l'adozione di una disciplina comune a livello europeo, comprensibile da ciascun utente, minore o adulto, a garanzia di una maggiore tutela degli sportivi.
Nonostante vi sia qualche voce contraria, la proposta maggiormente condivisa è quella che vede nel Decalogo FIS la base ideale per costruire un diritto sciistico unico. Si tratta di norme già applicate, esposte nella maggior parte dei comprensori sciistici, tenute in considerazione in quasi tutti gli ordinamenti europei e ampiamente conosciute dagli sciatori (anche se dovrebbero essere maggiormente rispettate, soprattutto dai più piccoli). Se l'Europa emanasse una direttiva recettiva del Decalogo, se ne aumenterebbe “il valore precettivo, l'imperatività e la certezza”.

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CAPITOLO 1 L'ORDINAMENTO SCIISTICO ITALIANO 1.1 CONSIDERAZIONI PRELIMINARI: LA NASCITA E LO SVILUPPO DEL DIRITTO SCIISTICO ITALIANO Il diritto sciistico italiano ha oggi una dignità propria, grazie all'enorme sviluppo che hanno avuto gli sport invernali all'interno del nostro Paese (si parla di circa 3 milioni di appassionati), ma anche per il continuo evolversi della materia. 8 Le norme riguardavano principalmente gli impianti di risalita e le piste da discesa, con qualche sporadico esempio di normativa generica che si poteva rinvenire in alcuni ordinamenti regionali o provinciali, come l'art. 19 della Legge Provinciale di Bolzano n. 6 del 1981, oppure di comportamento degli utenti sugli impianti, come il D.M. del 1970 riguardante l'utilizzo delle sciovie. L'esistenza di questa problematica di “vuoto legislativo”, rendeva molto arduo il compito dei giudici che venivano chiamati a dirimere le controversie che coinvolgevano il diritto sciistico. 9 Di certo non ha aiutato il fatto che, all'interno della Costituzione Italiana, non si rinvenga alcun riferimento espresso allo “sport”, ma è ricavabile indirettamente da una serie di disposizioni che lo classificano come “attività socialmente rilevante”. L'art. 32 (riguardante la tutela della salute), si può interpretare nel senso che lo sport è un'attività che può giovare al benessere 8 Come già affrontato all'interno dell'introduzione, numerosi sono i fattori che hanno aiutato la diffusione dello sci (in particolare) e degli altri sport invernali in Italia: l'aumento del benessere economico, lo sviluppo del turismo invernale, le vittorie della “valanga azzurra”, che hanno avvicinato molte persone allo sci, così come argomentato da: BRUCCOLERI C., “Ordinamento sciistico italiano”, in atti del Primo Forum Giuridico Europeo della Neve, 2005, pagg. 3-4. 9 Ciò è in tal senso affermato da: BRUCCOLERI C., “Ordinamento sciistico italiano”, cit., pag. 4. 9

Tesi di Laurea Magistrale

Facoltà: Scienze Politiche

Autore: Giulia Berti Contatta »

Composta da 201 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 470 click dal 24/04/2013.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.