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Diritto consuetudinario e mutamento culturale. Un'analisi storico-antropologica della ''vendetta di sangue'' in Sardegna e Albania

Questo lavoro affronta il tema delle consuetudini normative presenti in determinate realtà socio-culturali: Sardegna e Albania. Muovendo da spunti teorici offerti sia dal professore Paolo Chiozzi, sia dai principali conoscitori contemporanei delle culture tradizionali dei due contesti, ho focalizzato la mia attenzione su un particolare fenomeno sociale, la "vendetta di sangue".
Dapprima basandomi sulla letteratura, che ha fornito i principali contributi del rapporto tra antropologia e diritto, il quale a sua volta ha ampliato lo sguardo sulla pluralità dei fenomeni giuridici presenti in società o comunità, dove oltre alla Legge dello Stato, vi sono strutture normative non ufficiali e informali molto vicine e a stretto contatto con l'individuo, passo poi alla descrizione del Codice Barbaricino sardo e del Kanun albanese: due esempi di un "diritto consuetudinario" con alla base un modello di regolazione normativa il quale, lungi dall'essere un fenomeno di "devianza", ha rappresentato in determinati periodi storici una vera e propria struttura giuridica capace di regolamentare i rapporti sociali. La sua persistenza anche in presenza di istituzioni "moderne" può essere spiegata anche con la scarsa presenza di quelle istituzioni centrali che favoriscono la percezione da parte delle comunità locali di un isolamento economico e socio-culturale.
L'istituzione della "vendetta" dunque non può che essere considerata come l'esigenza da parte di gruppi sociali di acquisire stabilità e sicurezza in realtà connotate da precarietà ed emarginazione, in cui il mantenimento dell'ordine e la gestione dei conflitti sono necessari alla conservazione della comunità stessa. È indispensabile, per non equivocare attraverso interpretazioni approssimative e pregiudizievoli, una comprensione profonda del contesto socio-culturale in modo da conoscere i presupposti antropologici che hanno portato alla legittimazione di una "giustizia privata".

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Introduzione La scelta di questo argomento di tesi è stata compiuta in virtù di un personale interesse per le tradizioni culturali di un popolo, quello sardo, il quale è stato, e forse tutt'ora in parte è, portatore di consuetudini normative che per molto tempo hanno regolato la vita delle comunità più interne della Sardegna. Questo lavoro parla, in particolare, di quella sub-regione chiamata Barbagia, la quale, come "isola nell'isola" ha rappresentato "le milieu social" che ha dato vita a quel particolare codice di comportamento che da essa prende il nome di codice barbaricino. Questo argomento mi ha consentito, grazie agli spunti teorici offerti dal professore Paolo Chiozzi, di conoscere un'altra realtà apparentemente lontana nell'immaginario comune ma geograficamente 1 , e soprattutto culturalmente, molto vicina e somigliante sotto alcuni punti di vista alla Sardegna. La realtà socio-culturale a cui si fa riferimento è l'Albania, nello specifico la parte nord, zona che dalla provincia di Scutari arriva fino ai confini con il Kosovo e il Montenegro. Quest'area territoriale è quella a cui fa riferimento il Kanun, codice costituito dalla raccolta di norme consuetudinarie trasmesse oralmente finché Lekȅ Dukagjini non le ha trascritte e sistemate. Ancora oggi regola la vita sociale delle popolazioni del nord che conservano il legame con esso anche emigrando nel resto dell'Albania o in altri paesi. Grazie a queste, per me nuove "esplorazioni teoriche", tramite le quali ho potuto dapprima conoscere e poi approfondire la comprensione di una 1 Faccio riferimento alla geografia per indicare non solo in senso più generale la cultura mediterranea, ma in particolare la comune origine pelasgica della civiltà illirica e di quella nuragica. 4

Tesi di Laurea Magistrale

Facoltà: Scienze Politiche

Autore: Maria Elena Gala Contatta »

Composta da 100 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 2084 click dal 25/07/2013.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.