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Al-Qaeda. Attività, organizzazione e finanze fino all'11 Settembre

Informazioni tesi

  Autore: Daniele Francesco Cotronei
  Tipo: Tesi di Laurea Magistrale
  Anno: 2008-09
  Università: Università degli Studi Roma Tre
  Facoltà: Scienze Politiche
  Corso: Scienze politiche e delle relazioni internazionali
  Relatore: Eric Robert Terzuolo
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 217

Oggi conosciamo molti aspetti dell’organizzazione fondata da bin Laden, che nella sua forma originale, precedente al 2001, era caratterizzata da un imponente apparato economico e amministrativo. La leadership di al-Qaeda era ispirata dalle frange più violente del salafismo. Gli intellettuali che hanno maggiormente influenzato bin Laden sono stati, in particolare, Sayyid Qutb e Abdullah Azzam, esponenti dei Fratelli Musulmani. I punti focali del progetto politico di al-Qaeda erano: antiamericanismo estremo e lotta ai regimi musulmani corrotti; restaurazione di un califfato mondiale; ottenimento di un’arma nucleare. Le antiche strutture di comando dell’organizzazione erano organizzate secondo una gestione gerarchica del potere. Al di sotto dell’emiro, cioè del comandante generale, operava lo shura majlis (consiglio principale), il quale determinava l’indirizzo politico dell’organizzazione e i criteri per la scelta del personale e delle promozioni interne. Ai piani inferiori agivano commissioni organizzate per tema, fra cui una commissione militare, una per gli affari economici, una addetta all’emissione delle fatwa e una commissione responsabile del monitoraggio dei massmedia.Per l’addestramento dei suoi uomini bin Laden ha approntato, soprattutto in Sudan e Afghanistan, una rete di caserme adibite allo scopo. Gli uomini di bin Laden erano sottoposti a un addestramento suddiviso in tre corsi: base, avanzato e specializzato. L’addestramento base verteva sullo studio delle tecniche di guerriglia e i fondamenti della legge islamica; il corso avanzato si concentrava sulla preparazione degli esplosivi, sulle tecniche di assassinio e sull’uso di armi pesanti; durante la specializzazione si imparavano tecniche di controspionaggio, falsificazione di documenti e preparazione di attacchi suicidi. Prima di colpire i suoi bersagli, al-Qaeda soleva inviare sul posto un gruppo di uomini incaricati di raccogliere informazioni sull’obiettivo. Alle cellule in stato latente era chiesto di non mostrare zelo eccessivo nel rispetto della propria fede. Maometto in persona, infatti, ha concesso ai suoi seguaci la possibilità di infrangere alcuni precetti obbligatori dell’islam al fine di ingannare il nemico. Tale possibilità è indicata dal termine arabo taqiyya.Gli apparati di al-Qaeda sono stati mantenuti da una complessa rete finanziaria. L’organizzazione ha realizzato guadagni proteggendo i coltivatori di oppio afghani dalle scorribande dei taglieggiatori. Ha guadagnato sul traffico di eroina in Europa e Sudamerica. Ha acquistato dal Revolutionary United Front gran parte delle gemme estratte nel distretto di Kono, in Sierra Leone, e ha dato vita nello stato del Sudan a un alveare di imprese, dalle aziende agricole all’impresa edilizia. Nel Medio Oriente, sono state documentate le collusioni di numerose aziende specializzate nella produzione di miele e dolciumi con l’organizzazione terrorista. I fondi delle casse riempite di miele, non raggiunti dalle ispezioni, erano l’espediente ideale per contrabbandare droghe, armi e pacchetti di banconote.Secondo uno dei cinque pilastri fondamentali dell’islam, la carità è un impegno obbligatorio dei musulmani, che rispondono a tale precetto versando una quota obbligatoria del loro reddito (detta zakat) a enti di beneficenza a loro scelta. Alcuni di essi hanno avuto forti collusioni con il terrorismo. Per i trasferimenti intercontinentali di denaro, al-Qaeda si è spesso servita di un sistema per l’invio delle rimesse, chiamato hawala, tradizionalmente impiegato dagli immigrati di origine asiatica per spedire i risparmi alle famiglie rimaste a casa. Tra gli scopi del denaro guadagnato dall’organizzazione vi era anche il finanziamento delle sue ricerche. L’intenzione era sviluppare un’arma di distruzione di massa con cui ricattare l’Occidente.L’inventario completo delle sostanze trattate nei laboratori di al-Qaeda comprende: antrace; botulino; ricina; iprite; cianuro di potassio; acido cianidrico; acido solfidrico; nitrato, perossido e ossido di sodio; gas nervini (sarin e VX). Ad ogni modo, l’organizzazione non è riuscita mai a ricavare da esse un’arma che superasse la mortalità dei metodi di offesa più tradizionali. Ciò a causa di difficoltà tecniche non superate.Per quanto riguarda i tentativi di sviluppare un’arma atomica, invece, al-Qaeda ha goduto della collaborazione di alcuni scienziati responsabili del programma di nuclearizzazione pachistano. Al riguardo, Chaudry Majid e Sultan Mehmdud hanno confessato di aver offerto il loro aiuto, ma anche in questo caso le difficoltà tecniche dell’impresa sono rimaste insormontate. Nelle condizioni attuali al-Qaeda dispone di risorse esponenzialmente inferiori rispetto al periodo precedente al 2001. Dopo la controffensiva americana Al-Qaeda continua ad esistere sfruttando l’azione di cellule locali, secondo il modello decentralizzato di gestione del potere formulato dal miliziano qaedista Abu Musab al Suri.

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vi INTRODUZIONE L’11 Settembre 2001, quattro voli di linea, decollati verso le 8.00 da Boston, da Newark e dall’aeroporto di Washington, sono diventati protagonisti di un dramma senza precedenti. Circa mezz’ora dopo la partenza gli aerei sono stati dirottati da piccole squadre di piloti addestrati, i quali hanno trasformato ognuno di essi in un una bomba di carburante da 135 tonnellate. Alle 8.45, il Boeing 767 dell’American Airlines, decollato da Boston, ha colpito la torre settentrionale del World Trade Center, a New York, mentre venti minuti piø tardi un secondo Boeing partito da Boston si schiantava contro la torre meridionale. Meno di un’ora dopo l’aereo partito da Washington ha colpito in picchiata il Pentagono. Solo l’ultimo velivolo ha mancato il bersaglio per via dell’opposizione dei passeggeri, i quali sono riusciti a farlo cadere a sud-est di Pittsburgh, in Pennsylvania, prima che potesse raggiungere il suo obiettivo nella capitale degli Stati Uniti. In seguito al crollo delle torri, il numero delle vittime ha raggiunto quasi i tremila morti, una cifra paragonabile ai caduti di Pearl Harbor. Un evento che, per ovvie ragioni, ha segnato nel profondo la recente generazione americana. L’attacco è rimasto fortemente impresso nell’immaginario collettivo, con una incisività paragonabile a quella di una catastrofe naturale, generando angosce e inquietudini mai sanate del tutto. Ogni volta che viene segnalato un attacco nel mondo, le immagini delle torri distrutte tornano a vivere. Ci riferiamo a esso come al paradigma dell’attentato, cadendo in errore, dimenticando che le efferatezze di al-Qaeda nascono prima e altrove. Il medesimo World Trade Center, infatti, era già stato colpito una volta dalla stessa organizzazione. Oppure lo utilizziamo come un talismano per esorcizzare le nostre paure, consolandoci perchØ le stragi successive hanno riportato un numero di vittime inferiore.

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