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FolksOntology. Dal Social networking al Social Semantic Web

L’idea della tesi nasce a partire da una conferenza proposta dalla AAAI (Association for the Advancement of Artificial Intelligence), dal titolo ”Social Semantic Web: Where Web 2.0 Meets Web 3.0” e tenutasi presso la Stanford University, California, in data 23-25 marzo 2009.
Tra gli obiettivi della conferenza vi era l’analisi della convergenza tra gli strumenti tipici del web di seconda generazione, caratterizzati da un’alta interattività di carattere sociale e l’immediatezza delle interfacce, e le emergenti applicazioni del web di terza generazione, guidate dalle tecnologie del semantic web, come RDF ed OWL.
La motivazione che ha spinto gli organizzatori è legata al fatto che i due apparentemente opposti approcci del web 2.0 e del web 3.0 possono in realtà convergere al fine di completarsi a vicenda, superando di conseguenza le rispettive limitazioni.
Il principale vantaggio, ma anche limite del web 2.0, è determinato dal suo essere estremamente popolato sia di persone sia di dati e informazioni.
All’opposto, le tecnologie del web 3.0, soffrono di impopolarità e di pochi dati a disposizione.
Il Social Semantic Web nasce proprio dall’incontro di queste limitazioni, le quali non fungono da freno inibitore, ma servono da spinta propulsiva per generare un nuovo ambiente che sappia ben miscelare i vantaggi dell’uno con quelli dell’altro ambiente.
É in questo contesto che nasce e si sviluppa il concetto di community-driven ontology engineering, del quale si cercherà di parlare anche e soprattutto attraverso l’adozione di esempi e di scenari concretamente possibili.
Ci si pone come obiettivo il raggiungimento di una maggior consapevolezza degli strumenti messi a disposizione dal Social Semantic Web e delle loro potenzialità.
Le community-driven ontology rappresentano in questo senso l’elemento centrale su cui si è voluto scommettere in questa tesi di laurea.

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5 Prefazione L’idea della tesi nasce a partire da una conferenza proposta dalla AAAI (Association for the Advancement of Artificial Intelligence), dal titolo ”Social Semantic Web: Where Web 2.0 Meets Web 3.0” e tenutasi presso la Stanford University, California, in data 23-25 marzo 2009. 1 Tra gli obiettivi della conferenza vi era l’analisi della convergenza tra gli strumenti tipici del web di seconda generazione, caratterizzati da un’alta interattività di carattere sociale e l’immediatezza delle interfacce, e le emergenti applicazioni del web di terza generazione, guidate dalle tecnologie del semantic web, come RDF ed OWL. La motivazione che ha spinto gli organizzatori è legata al fatto che i due apparentemente opposti approcci del web 2.0 e del web 3.0 possono in realtà convergere al fine di completarsi a vicenda, superando di conseguenza le rispettive limitazioni. Il principale vantaggio, ma anche limite del web 2.0, è determinato dal suo essere estremamente popolato sia di persone sia di dati e informazioni. All’opposto, le tecnologie del web 3.0, soffrono di impopolarità e di pochi dati a disposizione. Il Social Semantic Web nasce proprio dall’incontro di queste limitazioni, le quali non fungono da freno inibitore, ma servono da spinta propulsiva per generare un nuovo ambiente che sappia ben miscelare i vantaggi dell’uno con quelli dell’altro ambiente. É in questo contesto che nasce e si sviluppa il concetto di community-driven ontology engineering, del quale si cercherà di parlare anche e soprattutto attraverso l’adozione di esempi e di scenari concretamente possibili. Ci si pone come obiettivo il raggiungimento di una maggior consapevolezza degli strumenti messi a disposizione dal Social Semantic Web e delle loro potenzialità. Le community-driven ontology rappresentano in questo senso l’elemento centrale su cui si è voluto scommettere in questa tesi di laurea. 1 Social Semantic Web: Where Web 2.0 Meets Web 3.0, <http://tw.rpi.edu/portal/AAAI-SSS-09:_Social_Semantic_Web:_Where_Web_2.0_Meets_Web_3.0>

Laurea liv.II (specialistica)

Facoltà: Scienze della Formazione

Autore: Mauro Ventura Contatta »

Composta da 139 pagine.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.