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La questione dell'animale in Derrida - A partire da un confronto con la posizione heideggeriana

La tesi si propone di tratteggiare la posizione di Derrida sulla questione dell'animale, che egli non ha mai esposto in maniera sistematica ma di cui si è occupato costantemente nel pensiero. Derrida ritiene che sia necessaria una rivalutazione dell'animale a partire da un suo ripensamento senza ridurlo a categorie che lo spieghino a partire dal suo rapporto con l'uomo. Per far questo, egli tiene in grande considerazione la posizione di Heidegger sull'animale per mostrare la difficoltà di attuare un vero ripensamento dell'animale. La tesi heideggeriana, infatti, si era proposta come innovativa ma risulta essere fortemente dogmatica ed incapace di un'analisi autentica dell'animalità.

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3 INTRODUZIONE Il presente lavoro si propone di affrontare il tema dell’animale in Derrida, seguendo principalmente il testo della conferenza L’animale che dunque sono (1997) e i due seminari intitolati La bestia e il sovrano, tenuti all’Università di Parigi negli anni accademici 2001-2002 e 2002-2003. Derrida ritiene la questione dell’animale uno dei punti fermi del proprio percorso filosofico; anche se gli scritti espressamente dedicati a tale questione non sono molti, nella sua opera si possono notare costanti riferimenti agli animali fin dagli anni Sessanta. Lo scopo di questa tesi è quello di cercare di capire, partendo da questi testi, quale ruolo tale problematica abbia all’interno del pensiero di Derrida e quale sia il suo rapporto con gli altri temi che egli considera fondamentali. Spesso la questione viene introdotta attraverso una critica delle concezioni sugli animali di altri autori. È necessario dunque capire se la posizione di Derrida sia una semplice messa in evidenza dei punti più dogmatici e problematici delle varie definizioni dell’animale o se egli delinei anche un nuovo modo di comprendere l’animale, che possa sostituire la sua interpretazione tradizionale. Il primo capitolo affronterà direttamente la questione dell’animale, mostrando come Derrida l’ha sviluppata. Verranno brevemente riportate le concezioni dell’animale di quei pensatori che egli ritiene maggiormente rilevanti per la comprensione di tale problematica. Tra questi, Descartes e Kant saranno analizzati a causa dell’importanza delle loro rispettive riflessioni; le loro posizioni sull’animalità, infatti, sono state accettate in modo fondamentalmente acritico e sono diventate il punto di partenza per tutti gli sviluppi seguenti della questione. Lacan e Lévinas sono, invece, particolarmente interessanti per Derrida perché sembrano introdurre dei temi che, se approfonditi, potrebbero essere dei punti di partenza per una ridefinizione del concetto di uomo e il ripensamento dell’animalità. Sarà necessario allora sottolineare questi elementi innovativi e mostrare che conseguenze essi possono avere sulla definizione dell’animale. Derrida costruisce dunque la propria trattazione sull’animalità a partire dal confronto diretto con questi autori, sfruttando gli elementi più originali delle loro riflessioni per

Tesi di Laurea Magistrale

Facoltà: Lettere e Filosofia

Autore: Camilla Bonfioli Contatta »

Composta da 210 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 3076 click dal 21/11/2013.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.