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Sviluppo e validazione di uno strumento multidimensionale del locus of control per il comportamento alla guida

Il tema della sicurezza alla guida è di grande attualità per le politiche di organizzazioni internazionali. Diverse ricerche hanno mostrato come l’attribuzione di responsabilità per le cause degli incidenti su strada sia una determinante chiave per un comportamento di guida più o meno rischioso.
La teoria dell’apprendimento sociale ha identificato come le attitudini che si hanno verso un determinato comportamento siano uno degli elementi principali che contribuiscono all'intenzione di metterlo in pratica (Bandura, 1977), intenzione che a sua volta è fortemente predittiva dell'atteggiamento tenuto, ad esempio, alla guida.
Questo studio nasce per valutare la capacità del test di misura esplicita sulle cause degli incidenti su strada (DLOC) di essere un buon predittore di comportamenti rischiosi alla guida.
Dopo un’analisi attenda della letteratura di riferimento si è costruito un questionario self report rintracciando le caratteristiche chiave del costrutto di personalità del locus of control in strumenti quali il DIDE di Montag e Comrey e il TLOC di Ozkan e collaboratori.
Si è proseguito con un’analisi fattoriale per valutare la validità di costrutto del suddetto test al fine di verificare se il costrutto che si vuole analizzare e in seguito, per valutare la validità di criterio, ovvero il grado di associazione tra la misurazione del costrutto tramite lo strumento e le misurazioni di altri costrutti utilizzati come criteri di riferimento esterno, si è scelto di confrontare i dati emersi dal DLOC con una scheda socio-anagrafica, alcune domande sulla storia di guida del soggetto e un questionario di valutazione esplicita delle attitudini alla guida (DIDE). Se il DLOC dimostrerà buone correlazioni con queste misure ed una buona validità di costrutto potrà essere effettivamente considerato un predittore della tendenza a comportamenti rischiosi alla guida.

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  6   1.2 Fattori psicologici alla base degli incidenti stradali 1.2.1 La percezione del rischio La percezione del rischio è un processo cognitivo coinvolto in diverse attività quotidiane e che orienta i comportamenti umani di fronte a decisioni che coinvolgono dei rischi potenziali. La ricerca ha sottolineato che spesso esiste una discrepanza tra la percezione soggettiva del rischio e la valutazione oggettiva dello stesso (Slovic, 2001). Lo studio psicologico della percezione del rischio esamina le ragioni che sottostanno ai giudizi che le persone danno della rischiosità delle azioni, a questo proposito è possibile riscontrare meccanismi generali, chiamati euristiche, che sottendono al modo in cui le persone elaborano le informazioni provenienti dall’ambiente e quelle che hanno in memoria (Slovic, 2001). La psicologia ha cominciato ad interessarsi di percezione al rischio quando ha compreso che i molteplici approcci al calcolo oggettivo del rischio erano insufficienti per la comprensione della complessità dei comportamenti umani. Il lavoro di Slovic (1987) ha mostrato che esistono alcuni fattori che influenzerebbero in modo particolare la percezione che le persone hanno riguardo la pericolosità di un’azione o di un’attività: il grado di controllo che la persona sente di poter esercitare sull’evento che genera pericolo, in che misura la persona ha deciso volontariamente di affrontare una situazione rischiosa e la gravità delle possibili conseguenze. Nonostante l’evoluzione umana sia anche dovuta al fatto che l’uomo è stato capace di organizzarsi nel prevedere, nel senso letterale di “vedere prima”, l’evoluzione di situazioni incerte; nella pratica ci si trova molte volte di fronte ad una percezione del rischio assente o distorta. Nelle teorie del comportamento di salute ad orientamento cognitivista la percezione del rischio viene intesa come fattore motivazionale che influenza l’adozione di comportamenti salutari. Il rischio, quindi, viene definito come prodotto della probabilità circa il sopraggiungere di avvenimenti negativi e del valore attribuito alle conseguenze degli eventi stessi. Tale probabilità viene intesa come percezione di suscettibilità, ovvero la percezione soggettiva del rischio nei confronti di una minaccia e quindi della misura della propria vulnerabilità verso di essa. La vulnerabilità costituisce il presupposto per l’adozione di comportamenti protettivi (Weinstein, 2007).

Laurea liv.II (specialistica)

Facoltà: Scienze della Formazione

Autore: Dafne Ravera Contatta »

Composta da 52 pagine.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.