Skip to content

L' Effortful Control nei disturbi internalizzanti ed esternalizzanti

Informazioni tesi

  Autore: Cristel Rubulotta
  Tipo: Tesi di Laurea Magistrale
  Anno: 2013-14
  Università: Università degli studi di Genova
  Facoltà: Scienze della Formazione
  Corso: Psicologia
  Relatore: Maria Carmen Usai
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 178

L’effortful control, nell’accezione di Rothbart e Bates (1998), fa riferimento alle differenze individuali nella capacità di autoregolarsi; tali differenze sono: dovute a fattori biologici e ambientali (Eisenberg, 2012); rintracciabili precocemente (e.g. Wynn, 1992; Berger et al., 2006); riconducibili all’efficienza di una particolare rete neurale, quella dell’attenzione esecutiva (Rueda et al., 2011); longitudinalmente stabili (e.g. Henry et al., 1999; Caspi e Silva, 1995; Evans e Rothbart, 2007). Queste caratteristiche fanno dell’effortful control un fondamentale tratto temperamentale: se posseduto a livelli adeguati, infatti, è associato a una moltitudine di esiti di sviluppo adattivi, come il comportamento morale (e.g. Kochanska et al., 2001), il comportamento prosociale (e.g. Rothbart e Sheese, 2007), la competenza sociale (e.g. Rispoli et al., 2013) e il successo scolastico (e.g. Eisenberg et al., 2010b); tuttavia, se sussistono scarse abilità autoregolatorie (per esempio, in un contesto di rischio psicosociale), bambini e adolescenti possono andare incontro a esiti di sviluppo patologici, ovvero i disturbi internalizzanti ed esternalizzanti.
Ciò che è emerso nel corso di questo lavoro, infatti, è che l’effortful control risulta essere un fattore protettivo nei confronti della psicopatologia: innanzitutto per il suo ruolo di regolazione della reattività, in particolare emotiva, che consente l’attivazione di strategie di coping strategiche, flessibili ed efficienti per la gestione delle emozioni negative (e.g. Rothbart e Sheese, 2007; Eisenberg et al., 2007b). Questo aspetto risulta negativamente correlato sia ai disturbi internalizzanti (e.g. ansia e depressione: Dinovo e Vasey, 2011), sia ai disturbi esternalizzanti (e.g. abuso di sostanze: Willem et al., 2011; aggressività relazionale: Grower e Crick, 2011): in entrambi i casi, il rischio psicopatologico è dato da una combinazione di un’eccessiva reattività con una scarsa abilità autoregolatoria.
In secondo luogo, l’effortful control permette l’inibizione volontaria delle proprie tendenze di approccio o di evitamento a seconda del contesto (Eisenberg et al., 2011): una carenza in questo aspetto, definito “controllo inibitorio”, è propria di quei disturbi esternalizzanti caratterizzati da disinibizione comportamentale e impulsività (e.g. ADHD e problemi di condotta: Handley et al., 2011); tuttavia, l’impulsività (in particolare, motoria) può essere rintracciata anche nei disturbi d’ansia e dell’umore (Cosi et al., 2011). Infine, l’effortful control viene inteso anche come autoregolazione attentiva, data la sua stretta associazione (funzionale e neuroanatomica) con lo sviluppo dell’attenzione esecutiva: entrambi, infatti, traggono origine dal “sistema attentivo anteriore” (Posner e Rothbart, 2007), comprendente il Giro cingolato anteriore, l’area ventrale laterale, la corteccia prefrontale e i Gangli della Base. Per questo motivo, l’autoregolazione attentiva permette di padroneggiare abilità esecutive quali la risoluzione dei conflitti, la correzione degli errori e la pianificazione di nuove azioni. Uno scarso controllo attentivo, quindi, risulta associato sia a una forte impulsività e/o disinibizione, per via dell’incapacità di controllare i propri impulsi e di ritardare la gratificazione, sia a una scarsa capacità di modulare le emozioni e alla percezione di avere pensieri negativi incontrollabili: il primo aspetto è maggiormente legato ai disturbi esternalizzanti, come nel caso emblematico dell’ADHD (e.g. Wiersema e Roeyers, 2009); il secondo aspetto, invece, è tipico dei disturbi internalizzanti, soprattutto in quei casi caratterizzati da uno stile cognitivo definito “ruminativo”, che comporta il processamento ripetitivo di emozioni negative (Verstraeten et al., 2009). Esiste, tuttavia, una forma di ruminazione “rabbiosa” legata, in questo caso, ai disturbi esternalizzanti, come nell’aggressività reattiva (White e Turner, 2014).
Una questione da tenere in considerazione è rappresentata dalla comorbidità, ovvero dalla presenza nello stesso individuo di molteplici disturbi. Questa condizione rende opportuna una riflessione sul significato della sintomatologia manifestata dal soggetto: nei bambini con una comorbidità tra ADHD e ansia, ad esempio, l’impulsività risulta ridotta rispetto ai bambini con ADHD puro (Rothbart e Posner, 2jh006a), poichè l’ansia assume una funzione di regolazione delle emozioni. Nonostante l’effortful control risulti associato sia ai disturbi internalizzanti che a quelli esternalizzanti, le evidenze circa il primo tipo di relazione sono meno consistenti (Eisenberg et al., 2007b, 2011): questo perchè, nei disturbi internalizzanti, l’unica componente dell’effortful control che risulta significativamente deficitaria è il controllo attentivo, responsabile della regolazione delle emozioni negative, di cruciale importanza nel passaggio all’adolescenza (Oldehinkel et al., 2007).

CONSULTA INTEGRALMENTE QUESTA TESI

La consultazione è esclusivamente in formato digitale .PDF

Acquista
Mostra/Nascondi contenuto.
2 Introduzione Lo scopo di questo lavoro è indagare la relazione tra l’effortful control, un costrutto temperamentale basato sulle differenze individuali nell’autoregolazione (Rothbart e Bates, 1998), e la psicopatologia, in particolare per quanto riguarda i disturbi internalizzanti ed esternalizzanti. Il primo capitolo verterà sul costrutto di temperamento. Nel paragrafo 1.1 verrà delineato il filone storico della ricerca sul temperamento, partendo dagli studi sugli adulti e proseguendo per gli studi normativi, gli studi di genetica comportamentale e di psicologia comparata e la ricerca clinica. Il paragrafo 1.2 sarà dedicato a una rassegna di definizioni date dai principali studiosi del temperamento, includendo la schematizzazione di Zentner e Bates (2008) sui criteri d’inclusione del temperamento infantile. Il paragrafo 1.3 sarà dedicato agli approcci teorici principali allo studio del temperamento: l’approccio clinico di Thomas e Chess, l’approccio criteriale di Buss e Plomin, l’approccio alle emozioni di Goldsmith e Campos, l’approccio neurobiologico di Rothbart, l’approccio biotipologico di Kagan e gli adattamenti delle teorie sul temperamento adulto all’infanzia di Gray, Cloninger e Strelau; il paragrafo 1.4 offrirà una descrizione dei tratti temperamentali di base, ovvero: inibizione comportamentale, irritabilità/frustrazione, emozionalità positiva, livello di attività, attenzione/persistenza e sensibilità sensoriale. Infine, l’ultimo paragrafo (1.5) sarà dedicato a una panoramica degli studi che si sono occupati degli aspetti neurofisiologici (e.g. reattività autonomica e neuroendocrina) ed ereditari (i.e. studi sui gemelli e sui figli adottati) del temperamento. Il secondo capitolo sarà dedicato interamente all’effortful control e alla sua relazione con l’adattamento. Dopo un’introduzione sugli aspetti temperamentali del costrutto (par. 2.1), verrà descritto lo sviluppo delle reti attentive associate all’autoregolazione, con una descrizione delle funzioni, delle strutture neuroanatomiche e

CONSULTA INTEGRALMENTE QUESTA TESI

La consultazione è esclusivamente in formato digitale .PDF

Acquista

FAQ

Per consultare la tesi è necessario essere registrati e acquistare la consultazione integrale del file, al costo di 29,89€.
Il pagamento può essere effettuato tramite carta di credito/carta prepagata, PayPal, bonifico bancario, bollettino postale.
Confermato il pagamento si potrà consultare i file esclusivamente in formato .PDF accedendo alla propria Home Personale. Si potrà quindi procedere a salvare o stampare il file.
Maggiori informazioni
Ingiustamente snobbata durante le ricerche bibliografiche, una tesi di laurea si rivela decisamente utile:
  • perché affronta un singolo argomento in modo sintetico e specifico come altri testi non fanno;
  • perché è un lavoro originale che si basa su una ricerca bibliografica accurata;
  • perché, a differenza di altri materiali che puoi reperire online, una tesi di laurea è stata verificata da un docente universitario e dalla commissione in sede d'esame. La nostra redazione inoltre controlla prima della pubblicazione la completezza dei materiali e, dal 2009, anche l'originalità della tesi attraverso il software antiplagio Compilatio.net.
  • L'utilizzo della consultazione integrale della tesi da parte dell'Utente che ne acquista il diritto è da considerarsi esclusivamente privato.
  • Nel caso in cui l'Utente volesse pubblicare o citare una tesi presente nel database del sito www.tesionline.it deve ottenere autorizzazione scritta dall'Autore della tesi stessa, il quale è unico detentore dei diritti.
  • L'Utente è l'unico ed esclusivo responsabile del materiale di cui acquista il diritto alla consultazione. Si impegna a non divulgare a mezzo stampa, editoria in genere, televisione, radio, Internet e/o qualsiasi altro mezzo divulgativo esistente o che venisse inventato, il contenuto della tesi che consulta o stralci della medesima. Verrà perseguito legalmente nel caso di riproduzione totale e/o parziale su qualsiasi mezzo e/o su qualsiasi supporto, nel caso di divulgazione nonché nel caso di ricavo economico derivante dallo sfruttamento del diritto acquisito.
  • L'Utente è a conoscenza che l'importo da lui pagato per la consultazione integrale della tesi prescelta è ripartito, a partire dalla seconda consultazione assoluta nell'anno in corso, al 50% tra l'Autore/i della tesi e Tesionline Srl, la società titolare del sito www.tesionline.it.
L'obiettivo di Tesionline è quello di rendere accessibile a una platea il più possibile vasta il patrimonio di cultura e conoscenza contenuto nelle tesi.
Per raggiungerlo, è fondamentale superare la barriera rappresentata dalla lingua. Ecco perché cerchiamo persone disponibili ad effettuare la traduzione delle tesi pubblicate nel nostro sito.
Scopri come funziona

DUBBI? Contattaci

Contatta la redazione a
[email protected]

Ci trovi su Skype (redazione_tesi)
dalle 9:00 alle 13:00

Oppure vieni a trovarci su

Parole chiave

psicopatologia
training
temperamento
reti attentive
rothbart
effortful control
disturbi internalizzanti
disturbi esternalizzanti
attenzione esecutiva

Non hai trovato quello che cercavi?


Abbiamo più di 45.000 Tesi di Laurea: cerca nel nostro database

Oppure consulta la sezione dedicata ad appunti universitari selezionati e pubblicati dalla nostra redazione

Ottimizza la tua ricerca:

  • individua con precisione le parole chiave specifiche della tua ricerca
  • elimina i termini non significativi (aggettivi, articoli, avverbi...)
  • se non hai risultati amplia la ricerca con termini via via più generici (ad esempio da "anziano oncologico" a "paziente oncologico")
  • utilizza la ricerca avanzata
  • utilizza gli operatori booleani (and, or, "")

Idee per la tesi?

Scopri le migliori tesi scelte da noi sugli argomenti recenti


Come si scrive una tesi di laurea?


A quale cattedra chiedere la tesi? Quale sarà il docente più disponibile? Quale l'argomento più interessante per me? ...e quale quello più interessante per il mondo del lavoro?

Scarica gratuitamente la nostra guida "Come si scrive una tesi di laurea" e iscriviti alla newsletter per ricevere consigli e materiale utile.


La tesi l'ho già scritta,
ora cosa ne faccio?


La tua tesi ti ha aiutato ad ottenere quel sudato titolo di studio, ma può darti molto di più: ti differenzia dai tuoi colleghi universitari, mostra i tuoi interessi ed è un lavoro di ricerca unico, che può essere utile anche ad altri.

Il nostro consiglio è di non sprecare tutto questo lavoro:

È ora di pubblicare la tesi