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I controlli gestionali nelle pubbliche amministrazioni

Informazioni tesi

  Autore: Vito Conforti
  Tipo: Laurea liv.II (specialistica)
  Anno: 2012-13
  Università: Università degli Studi Roma Tre
  Facoltà: Scienze Politiche
  Corso: Scienze delle pubbliche amministrazioni
  Relatore: Eugenio D'Amico
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 149

L'obiettivo del presente lavoro è quello di ripercorrere l'evoluzione dei controlli interni nelle amministrazioni centrali dello Stato, ponendo particolare attenzione a quelle riforme che a partire dagli anni novanta hanno prmesso una riorganizzazione complessiva dell'organizzazione amministrativa dello stato che ha quindi coinvolto anche il sistema dei controlli interni.
Con le riforme degli anni novanta è stata quindi prevista l'introduzione di controlli di tipo manageriale, volti ad offrire un monitoraggio concomitante e successivo su quanto disposto in fase di programmazione,ispirati a criteri di efficienza efficacia ed economicità, consentendo, almeno sul piano formale, il definitivo superamento di un'approccio ai controlli burocratici, volti a garantire esclusivamente la conformità dell'atto amministrativo alla norma di legge.
Il lavoro ha ripercorso i principali provvedimenti legislativi attraverso i quali è stato possibile introdurre concetti di natura aziendale nelle pubbliche amministrazioni.
L'analisi è cominciata affrontando i principali aspetti introdotti dal D.lgs. n. 29/1993,quindi l'introduzione del principio di distinzione tra organi d'indirizzo politico amministrativo e gli organi di gestione e l'introduzione dei Servizi di controllo interno o Nuclei di valutazione.
In seguito alle criticità emerse nell'applicazione del provvedimento succitato, il legislatore ha ritenuto indispensabile intervenire nuovamente in materia di controlli con il D.lgs. n. 286/1999 attraverso il quale è stata operata una scomposizione della figura unitaria di controllo prevista dal legislatore del '93 in quattro distinte forme di controllo.
Il lavoro si è concentrato sull'analisi di queste quattro figure di controllo previste nel provvedimento del '99 specificando le funzioni di ognuno e i rispettivi organismi.
Nel prosieguo del lavoro mi sono concentrato sul contributo fornito dal Comitato tecnico scientifico sulla valutazione e il controllo strategico attraverso il quale è stato possibile evidenziare, sulla base di quanto prevsto dal D.lgs n. 286/99, "lo stato dell'arte" di quanto concretamente realizzato dalle amministrazioni.
L'ultimo capitolo si è concentrato sul contributo fornito dal provvedimento n. 150/2009, detta anche "Riforma Brunetta", la quale ha previsto l'introduzione di nuovi organismi concentrandosi principalmente su aspetti legati alla valutazione, la trasparenza e premialità.

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5 Introduzione L’oggetto del presente lavoro è stato principalmente quello di approfondire l’introduzione e l’evoluzione degli strumenti di programmazione e controllo manageriali all’interno delle amministrazioni centrali dello Stato. Nel primo capitolo sono stati riportati sinteticamente i principali aspetti in tema di programmazione e controllo, cosi come formulati dalle scienze economico aziendali. All’interno dello stesso, è stata operata una distinzione tra forme di programmazione e controllo d’ispirazione aziendale da quelle di natura burocratica. I primi, coincidono con i concetti aziendali di efficacia, efficienza ed economicità, i secondi invece orientati ad una logica giuridico formale, il cui unico fine è quello di garantire la legittimità amministrativa. All’interno del secondo capitolo sono stati analizzati i principali provvedimenti legislativi che hanno affrontato il tema dei controlli interni nelle amministrazioni centrali dello Stato dall’Unità d’Italia fino ai giorni nostri. Particolare attenzione è stata posta per le riforme degli anni novanta, con le quali il legislatore italiano, con molte difficoltà, ha dato avvio ad un processo di aziendalizzazione nelle pubbliche amministrazioni. Sarebbe sbagliato affermare che l’esigenza di una semplificazione dell’agire amministrativo, nello specifico di una razionalizzazione del sistema di controlli sia stata del tutto assente nei pensieri e nelle idee della dottrina prima degli anni novanta. Infatti l’esigenza di orientare l’agire amministrativo verso una “sana gestione” era già sentita nelle prime riforme del novecento, ma allo stesso tempo, abbiamo dovuto prendere atto dei fallimenti dei vari progetti di riforma antecedenti alle riforme di fine secolo. È proprio sulla base di questi insuccessi che si può cogliere la grande portata dei cambiamenti degli anni novanta, i quali hanno rappresentato un momento di

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Parole chiave

controllo di gestione
controlli aziendali
riforma brunetta
controlli interni amministrazioni pubbliche
servizi di controllo interno
valutazione e controllo strategico
organismo indipendente di valutazione
commissione trasparenza e integrità
comitato tecnico scientifico
controlli burocratici

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