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La formazione in Media Education: analisi dell'offerta formativa degli atenei italiani

L’obiettivo principale di questo lavoro è stato quello di raccogliere ed analizzare l’offerta formativa degli atenei italiani in relazione alla Media Education, sia per quanto riguarda i corsi di laurea, sia per i singoli insegnamenti. Per far ciò è stato necessario innanzitutto definire il concetto di Media Education e i termini ad esso correlati: si è proceduto quindi ad analizzare la rassegna della letteratura internazionale sul tema, dove è stata evidenziata la difficoltà a pervenire a una terminologia unitaria, poiché a fianco all’espressione “Media Education” risultano radicate anche le espressioni “Media Literacy” e “Media Studies”.
Si è proceduto successivamente con l’analisi della letteratura italiana sul tema, dove si è reso necessario esporre le differenze terminologiche ancor più marcate rispetto al contesto internazionale poiché a fianco all’espressione Media Education sono state incontrate ulteriori espressioni come “educazione ai media”, “educazione mediale” o “pedagogia dei media”. E’ stato adottato in questo elaborato, un concetto ampio di Media Education, il quale comprende sia l’educazione ai media, quanto l’educazione con i media e si è voluto pertanto sottolineare il rapporto sempre più stretto con la disciplina dell’“Education Technology”, il cui corrispettivo italiano risulta anche questo caso frammentario dal punto di vista terminologico (le espressioni più frequenti sono “tecnologie didattiche”, “tecnologie dell’educazione”, “tecnologie dell’istruzione e dell’apprendimento”). Seguendo cioè l’analisi di due autori (Ardizzone e Rivoltella, 2008) si è ripercorsa la storia e gli orientamenti della Media Education da un lato e dell’Education Technology dall’altro, analizzati infine, in vista di una possibile convergenza, la quale viene definita “New Media Education”.
Una seconda parte di questo elaborato focalizza l’attenzione sulla rassegna della letteratura internazionale e nazionale sul tema della formazione in Media Education, analizzando le indicazioni degli organismi internazionali, i cui punti programmatici indicano la formazione (a tutti i livelli) come requisito fondamentale per lo sviluppo della disciplina. A fianco alle raccomandazioni si è voluto inoltre raccogliere le esperienze reali sul tema della formazione nel contesto internazionale e, benché vi siano diversi livelli di sviluppo della disciplina nei vari Paesi del mondo, si sono delineate per molti di essi alcune criticità comuni come la mancanza di percorsi formativi istituzionali, ovvero l’assenza di un curriculum nella scuola dell’obbligo e di corsi universitari o di altre specializzazioni sul tema, la preponderanza della formazione unicamente strumentale relativa alle ITC, la difficoltà di istituire percorsi universitari in Media Education di fronte a un mercato del lavoro in cui questo tipo di figura, vista l’assenza di un curriculum formale nelle scuole, non è richiesta.
Il contesto italiano è stato delineato a partire dallo sviluppo della Media Education nella scuola, attraverso i risultati di ricerche empiriche sulla sua diffusione, sulle attività più praticate, sulla formazione degli insegnanti in riferimento ai media e alle tecnologie. A partire da quest’ultimo dato (in cui risulta che solo l’11% degli insegnanti abbia acquisito attraverso la propria formazione universitaria competenze nelle gestione dei media in contesto formativo), si è ipotizzato che l’offerta formativa universitaria risultasse insufficiente sul tema. Si è quindi proceduto a raccogliere i dati relativi ai corsi di studio e agli insegnamenti dedicati alla Media Education attraverso il sito “OFF.F” del MIUR con l’obiettivo, per quanto riguarda i corsi di laurea attivati nella classe LM-93 (Teorie e metodologie dell’e-learning e della Media Education) dall’a.a. 2008-09 all’a.a. 2012-13, di analizzare gli obiettivi specifici e gli sbocchi occupazionali di ciascun corso e confrontare i piani di studio e la distribuzione dei crediti formativi nelle singole discipline. Per quanto riguarda i singoli insegnamenti (al di fuori della classe di laurea LM-93) l’obiettivo è stato verificare, nel periodo dall’a.a. 2008-09 all’a.a. 2011-12, quale denominazione fosse più frequente, in quale classe di laurea fossero situati, quale “peso” assumessero all’interno del piano di studio, quali attività fossero più frequenti dall’analisi dei programmi etc. Si è voluto cioè indagare lo sviluppo della Media Education come disciplina universitaria e la sua definizione dal punto di vista terminologico, concettuale e pratico. Un ulteriore dato raccolto è stato quello relativo all’a.a. 2011-2012 per gli insegnamenti in Media Education e in Education Technology, al fine di verificare quale fosse la presenza delle due discipline nell’offerta formativa universitaria a confronto e in quale misura esse risultassero convergenti, ovvero se e in quale misura si potesse parlare di una forma di New Media Education.

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5 INTRODUZIONE L’obiettivo principale di questo lavoro è stato quello di raccogliere ed analizzare l’offerta formativa degli atenei italiani in relazione alla Media Education, sia per quanto riguarda i corsi di laurea, sia per i singoli insegnamenti. Per far ciò è stato necessario innanzitutto definire il concetto di Media Education e i termini ad esso correlati: si è proceduto quindi ad analizzare la rassegna della letteratura internazionale sul tema, dove è stata evidenziata la difficoltà a pervenire a una terminologia unitaria, poiché a fianco all’espressione Media Education risultano radicate anche le espressioni Media Literacy e Media Studies. Anche dal punto di vista concettuale sono emerse differenti concezioni della Media Education, seppur vi siano alcune aree definite e comuni, come la riflessione critica e la capacità di lettura di tutte le tipologie dei media – da quelli tradizionali a quelli audiovisivi e digitali – al fine di sviluppare un’opinione personale e autonoma sui contenuti veicolati dai media; lo sviluppo di abilità (sia teoriche che tecniche) relative alla produzione creativa di messaggi mediali, ed infine una dimensione ulteriore e più ampia, ovvero la partecipazione attiva nella sfera pubblica che le abilità inerenti sia alla ricezione di messaggi mediali, quanto alla loro produzione, intendono favorire. Si è proceduto successivamente con l’analisi della letteratura italiana sul tema, dove si è reso necessario esporre le differenze terminologiche ancor più marcate rispetto al contesto internazionale poiché a fianco all’espressione Media Education sono state incontrate ulteriori espressioni come “educazione ai media”, “educazione mediale” o “pedagogia dei media”. Nel contesto italiano l’importazione dell’espressione Media Education ha creato non poche ambiguità, visto che essa ha

Laurea liv.I

Facoltà: Scienze Politiche

Autore: Julija Stevanovic Contatta »

Composta da 124 pagine.

 

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