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Disuguaglianza e Polarizzazione Del Reddito Durante la Transizione Economica Nella Repubblica Popolare Cinese.

Informazioni tesi

  Autore: Aldo Qilla
  Tipo: Laurea liv.I
  Anno: 2013-14
  Università: Università degli Studi di Macerata
  Facoltà: Scienze Politiche
  Corso: Discipline dell'Unione Europea, Relazioni Internazionali e Cooperazione.
  Relatore: Fabio Clementi
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 76

L’avvio delle riforme da parte della Cina alla fine degli anni ’70 del secolo scorso in ambito politico-economico ha comportato un’apertura del Paese verso il sistema del libero mercato. Gli obbiettivi delle riforme introdotte dal governo cinese erano la modernizzazione del Paese e una migliore allocazione delle risorse. Le prime riforme toccarono il settore agricolo, con la trasformazione delle Imprese Municipali di Villaggio (IMV) e la decisione di abolire le collettività agricole. Contemporaneamente, il governo cinese decise di creare delle Zone Economiche Speciali(ZES) per attrarre gli investimenti esteri. Cinque ZES furono create all’inizio degli anni ’80, per lo più nelle aree costiere della Cina, e il numero salì a piu di 500 a metà degli anni ‘90.
Il successo riscontrato con l’implementazione delle riforme nel settore rurale ha portato, all’inizio degli anni ‘80, ad avviare le riforme economiche anche nel settore urbano-industriale. Il settore industriale cinese ha conosciuto un grande sviluppo dopo il 1983, e la produzione industriale ha avuto un alto tasso di crescita. Ma gran parte delle Aziende Statali (AS) rimanevano di proprietà pubblica, e questo fatto ha comportato delle pesanti perdite per lo Stato. Dopo un breve periodo di stagnazione relativo alla protesta di piazza Tienanmen e a una difficile situazione inerente alla deflazione, con il “tour del sud” di Deng Xiaoping la Cina iniziò un nuovo percorso di crescita. A metà degli anni ‘90 il governo cinese decise di privatizzare in larga scala le AS, ad eccezione dei pochi grandi monopoli di stato, e tra il 2001 e il 2004 il numero di imprese di proprietà statale è diminuito del 48% (Brandt e Rawski, 2008). L’entrata nell’Organizzazione Mondiale del Commercio (OMC) nel dicembre del 2001 ha portato ad una maggiore integrazione dell’economia cinese con quella globale, ed ha spostato la Cina verso un sistema economico più regolato.
Durante i trent’anni della transizione economica il PIL cinese è cresciuto di media dell’8-9%, e il PIL pro capite del 7-8% (Maddison, 2007; Banca Mondiale, 2012).

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7 Introduzione Con l’avvio dell’era delle riforme economiche, alla fine degli anni ‘70 del secolo scorso, la Cina è passata da un’economia chiusa e pianificata ad un sistema di libero mercato. La “politica delle porte aperte” ha avuto come scopo la modernizzazione del paese. Nei 30 anni successivi la Cina ha avuto un tasso di crescita del PIL dell’8-9%, e il PIL pro capite è cresciuto del 7-8% (Maddison, 2007; Banca Mondiale, 2012). L’economia cinese ha fatto passi da gigante, superando economie consolidate come quelle di Germania e Giappone, trovandosi così nel 2011 al secondo posto dopo gli Stati Uniti d’America 1 . Il grande sviluppo economico ha chiaramente avuto i suoi lati positivi. La povertà, ad esempio, è diminuita: la popolazione che viveva al di sotto della soglia di povertà è passata infatti dal 53% del 1978 all’8% di vent’anni dopo (Ravallion e Chen, 2009). Ma la politica di Deng Xiaoping di “lasciare che si arricchiscano in pochi all’inizio” 2 ha avuto anche esiti negativi, come il notevole aumento delle disuguaglianze di reddito. La Cina è passata infatti da un paese con una distribuzione dei redditi abbastanza equa prima delle riforme, a un paese con ampie disparità di reddito nei 30 anni successivi alle riforme. Il livello di disuguaglianza in Cina sembra essere inferiore rispetto a paesi come il Brasile, il Messico o il Sud Africa, ma è ben al di sopra della media della maggior parte dei paesi sviluppati o in via di sviluppo (Naughton, 2007). L’obiettivo di questa tesi è di contribuire allo studio delle disuguaglianze di reddito in Cina, analizzando più in particolare l’aspetto della polarizzazione delle condizioni di vita. A tal fine, il primo capitolo offre una breve rassegna delle principali riforme economiche e sociali attuate in Cina a partire dal 1978, ed analizza – sia sul piano qualitativo che quantitativo – l’imponente sviluppo economico sperimentato dal Paese durante il periodo della transizione. Il secondo capitolo inizia con una rassegna della letteratura sulle disuguaglianze economiche in Cina e la relazione fra queste e la crescita economica. Nella seconda parte si cerca invece di analizzare empiricamente la distribuzione dei redditi in Cina attraverso i dati del China Health and Nutrition Survey (CHNS), soffermandosi in particolar modo sull’evoluzione della disuguaglianza di 1 Cfr. http://www.ilsole24ore.com/art/economia/2011-02-13/cina-prepara-grande-sorpasso-171505.shtml (ultimo accesso al sito 01/2014). 2 Celebre frase del leader comunista cinese Deng Xiaoping.

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Parole chiave

disuguaglianza e polarizzazione
economia politica
cina
microeconomia
economia cinese
indice di gini
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disuguaglianza del reddito
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