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La questione dell'Anschluss nei rapporti italo-tedeschi 1934-38

In questo elaborato andrò ad approfondire i rapporti che c'erano tra l’Austria e la Germania, e come infine quest'ultima abbia incorporato l’Austria, il cosiddetto Anschluss.

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1 Capitolo I Il nodo austriaco fra Italia e Germania I, 1 LA QUESTIONE DELL’ANSCHLUSS DAL TRATTATO DI SAINT GERMAIN A HITLER Nel gennaio del 1919, i delegati dei paesi usciti vincitori dal primo conflitto mondiale si riunirono a Parigi per ridisegnare i confini europei e stipulare uno dei trattati di pace più importanti per le sorti delle nazioni sconfitte: il trattato di Versailles. Alla conferenza di pace gli Stati Uniti erano rappresentati dal presidente Woodrow Wilson, mentre Francia, Gran Bretagna e Italia rispettivamente dai loro primi ministri Georges Clemenceau, David Lloyd George e Vittorio Emanuele Orlando. Dai negoziati non solo furono esclusi i paesi vinti – a cui i trattati di pace vennero imposti come un diktat – ma anche lo svolgersi delle relazioni diplomatiche fu del tutto segreto, in contrapposizione alla “diplomazia aperta” predicata da Wilson. Il testo del trattato venne propinato alla Germania a metà giugno sotto forma di ultimatum: nel caso in cui non fosse stato firmato entro una settimana, la guerra sarebbe all’istante ricominciata. L ’impero germanico venne così smembrato: l’Alsazia e la Lorena ritornarono francesi, lo Shleswig del nord fu assegnato alla Danimarca, la Posnania e parte dell’Alta Slesia e della Pomerania alla Polonia, alla quale fu dato uno sbocco sul mare creando un “corridoio” fino a Danzica – dichiarata città libera sotto il controllo della Società delle Nazioni – e così separando la Prussia orientale dal resto della Germania. La ricca regione carbonifera della Saar fu assegnata per quindici anni alla Francia, mentre le rive del Reno vennero smilitarizzate e in parte occupate. Inghilterra e Francia si spartirono le colonie tedesche, la flotta fu eliminata e l’esercito ridotto a centomila uomini. Inoltre venne imposto un risarcimento come riparazione ai danni di guerra di 269 miliardi di marchi-oro, poi ridotti a 132, da pagare in denaro o mediante merci, oltre a una tassa del 26 per cento sulle esportazioni tedesche per i successivi quarantadue anni 1 . In sostanza si permetteva alla Germania di mantenere l’unità territoriale a occidente (fonte di un certo potenziale economico e produttivo) presupponendo una ripresa dei suoi capitali a breve, senza però concederle il compito di dover amministrare le aree coloniali. I territori orientali dell’impero austro-ungarico, furono invece smembrati per andare a unirsi alle nazioni che sarebbero diventate un cuscinetto protettivo tra due grandi minacce 1 T. Detti, G. Gozzini, Storia contemporanea. Il Novecento, Bruno Mondadori, Milano, 2008, p. 28.

Laurea liv.I

Facoltà: Scienze Politiche

Autore: Sofia Turchi Contatta »

Composta da 45 pagine.

 

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