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La continuità assistenziale nei pazienti cronici e anziani fragili: ipotesi di un modello organizzativo di un presidio territoriale di prossimità

Informazioni tesi

  Autore: Cristiana Pizzicannella
  Tipo: Laurea liv.II (specialistica)
  Anno: 2012-13
  Università: Università Cattolica del Sacro Cuore di Roma
  Facoltà: Medicina e Chirurgia
  Corso: SCIENZE INFERMIERISTICHE ED OSTETRICHE
  Relatore: Gianfranco Damiani
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 125

Il cambiamento delle condizioni economiche, culturali, sociali ed epidemiologiche al quale si sta assistendo porta ad un sostanziale ripensamento delle logiche organizzative del sistema assistenziale che riconosce tra le principali direttrici di azione, lo sforzo di "spostamento del baricentro dall'ospedale al territorio" (Cavicchi, 2007).
Inoltre il fenomeno demografico dell'invecchiamento delle persone investe ed interessa la popolazione nella sua globalità, con importanti ripercussioni nei settori sociali e sanitari. Se da una parte esso è la manifestazione di un trionfo dello sviluppo sociale e della sanità pubblica, dall'altra rischia di diventare un problema difficilmente sostenibile. Infatti, l'aumento delle malattie croniche degenerative, che inevitabilmente accompagnano l'invecchiamento di una popolazione, comportano una crescente domanda di assistenza continuativa e la necessità di approfondire le conoscenze correnti sulla frequenza e distribuzione di queste condizioni, al fine di pianificare adeguati interventi in termini di prevenzione e di trattamento. Queste malattie sono responsabili di disabilità ingravescente che condiziona la qualità di vita dell'anziano e determina importanti ripercussioni assistenziali sotto vari profili, in particolare economico ed organizzativo, per la famiglia e l'intera società. Cronicità e anziani hanno peculiarità che in parte li rendono assimilabili dato che si tratta di aree in progressiva crescita, che richiedono una forte integrazione socio- sanitaria e necessitano di una organizzazione residenziale e territoriale che, ad oggi, nel nostro Paese non è ancora ben configurata e sviluppata (C. Destro et al 2005).
La visione e l'orientamento della pianificazione devono essere basati sui bisogni di salute e di assistenza sanitaria dei cittadini, consentendo risposte in grado di armonizzare i diversi momenti assistenziali e di garantire la qualità e l'informazione, per mezzo dei percorsi clinici integrati Per tradurre questi principi nella pratica occorre porsi in una prospettiva di cambiamento, ovvero di orientamento ai cittadini verso le prestazioni sanitarie, la definizione delle prestazioni accessibili, acquistabili, appropriate e di buona qualità e indirizzando gli erogatori di prestazioni ospedaliere verso un sistema a rete, nell'ambito dei territori di riferimento. Tali mutamenti appaiono necessari per fronteggiare la sfida che l'invecchiamento progressivo della popolazione e la diffusione delle malattie croniche pongono al sistema sanitario e sociale, per rispondere in modo più efficace, appropriato e sostenibile a nuovi bisogni di salute. Il potenziamento delle cure primarie e dell'assistenza domiciliare, lo sviluppo delle cure intermedie e l'integrazione dei livelli assistenziali, devono convergere verso una revisione del ruolo degli ospedali per acuti, garantendo benefici sia in termini di salute della popolazione che di utilizzo efficiente delle risorse. Il progetto che si vuole sviluppare con questo elaborato, ha focalizzato l'attenzione sull'assistenza intermedia, ed i coerenti percorsi di continuità assistenziale fra ospedale e territorio. L'obiettivo è quello di strutturare una proposta operativa per introdurre un cambiamento che coinvolga team multidisciplinari, il cui stile di lavoro sia caratterizzato dall'interdisciplinarietà, dall'integrazione e dall'operare con processi condivisi delle singole professioni. Questo garantirà la presa in carico globale dei pazienti portatori di bisogni socio-assistenziali, correlati alla non autosufficienza, spesso associata a patologie cronico - degenerative. Nasce il bisogno di nuovi sistemi di razionalizzazione delle risorse, per preservare la sostenibilità economica anche in presenza di una domanda assistenziale sempre più complessa e multidimensionale. I dati epidemiologici rilevano che la complessità è dovuta in parte alla presenza di profondi mutamenti delle condizioni socio-economiche ed in parte alla presenza di pazienti sempre più consapevoli ed esigenti. I pazienti cessano di assumere un ruolo passivo nel processo assistenziale e richiedono una maggiore trasparenza delle strutture sanitarie (Del Vecchio 2003).

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4 L’INVECCHIAMENTO DELLA POPOLAZIONE, L’ASSISTENZA TERRITORIALE E LA FRAGILITÀ Il cambiamento delle condizioni economiche, culturali, sociali ed epidemiologiche al quale si sta assistendo porta ad un sostanziale ripensamento delle logiche organizzative del sistema assistenziale che riconosce tra le principali direttrici di azione, lo sforzo di “spostamento del baricentro dall’ospedale al territorio” (Cavicchi, 2007). Inoltre il fenomeno demografico dell’invecchiamento delle persone investe ed interessa la popolazione nella sua globalità, con importanti ripercussioni nei settori sociali e sanitari. Se da una parte esso è la manifestazione di un trionfo dello sviluppo sociale e della sanità pubblica, dall’altra rischia di diventare un problema difficilmente sostenibile. Infatti, l’aumento delle malattie croniche degenerative, che inevitabilmente accompagnano l’invecchiamento di una popolazione, comportano una crescente domanda di assistenza continuativa e la necessità di approfondire le conoscenze correnti sulla frequenza e distribuzione di queste condizioni, al fine di pianificare adeguati interventi in termini di prevenzione e di trattamento. Queste malattie sono responsabili di disabilità ingravescente che condiziona la qualità di vita dell’anziano e determina importanti ripercussioni assistenziali sotto vari profili, in particolare economico ed organizzativo, per la famiglia e l’intera società. Cronicità e anziani hanno peculiarità che in parte li rendono assimilabili dato che si tratta di aree in progressiva crescita, che richiedono una forte integrazione socio- sanitaria e necessitano di una organizzazione residenziale e territoriale che, ad oggi, nel nostro Paese non è ancora ben configurata e sviluppata (C. Destro et al 2005). La visione e l’orientamento della pianificazione devono essere basati sui bisogni di salute e di assistenza sanitaria dei cittadini, consentendo risposte in grado di armonizzare i diversi momenti assistenziali e di garantire la qualità e l’informazione, per mezzo dei percorsi clinici integrati.

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Parole chiave

continuità assistenziale
assistenza intermedia
paziente fragile
presidio territoriale di prossimità
punto unico d'accesso
percorsi di cura integrati
futuri modelli assistenziali innovativi
integrazione ospedale territorio

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