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Arte e Femminismo. Tre generazioni di interpreti a confronto

Da quando si è persa la centralità e la sacralità tipiche delle cultura matriarcale, la donna ha ravvisato la necessità di analizzare il tema dell’identità personale e del proprio ruolo. Nella società patriarcale essa è considerata poco più di un oggetto e non riesce a identificarsi né a trovare un ruolo definito; è ancora vittima di violenze e abusi, la paura dei soprusi che ancora deve subire non le permette di vivere in piena libertà. Il femminismo come linea di pensiero viene di conseguenza, poiché nonostante i numerosi diritti ottenuti, ancora oggi non si ha una vera uguaglianza né sociale, né economica, né politica. Inoltre durante la storia la figura femminile ha sempre avuto poca visibilità, il grande ruolo che in realtà ha svolto durante gli anni, spesso è stato ignorato o trascurato.
Tramite l’arte la donna ha trovato il mezzo che le ha offerto la possibilità di ribaltare i ruoli di genere e denunciare le oppressioni e i luoghi comuni legati al proprio sesso.
La mia analisi suddivide la produzione artistica femminista in tre differenti generazioni e l’analisi delle artiste che ritengo maggiormente significative. Inoltre ho concentrato l’attenzione prevalentemente su determinate opere, che considero siano le più significative e rappresentative.

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1 Introduzione Da quando si è persa la centralità e la sacralità tipiche delle cultura matriarcale, la donna ha ravvisato la necessità di analizzare il tema dell’identità personale e del proprio ruolo. Nella società patriarcale essa è considerata poco più di un oggetto e non riesce a identificarsi né a trovare un ruolo definito; è ancora vittima di violenze e abusi e la paura dei soprusi che ancora deve subire non le permette di vivere in piena libertà. Il femminismo come linea di pensiero viene di conseguenza, poiché nonostante i numerosi diritti ottenuti, ancora oggi non si ha una vera uguaglianza né sociale, né economica e neppure politica. Inoltre durante la storia la figura femminile ha sempre avuto poca visibilità e il grande ruolo che in realtà ha svolto durante gli anni, spesso è stato ignorato o trascurato. Tramite l’arte la donna ha trovato il mezzo che le ha offerto la possibilità di ribaltare i ruoli di genere e denunciare le oppressioni e i luoghi comuni legati al proprio sesso. La presenza del pensiero femminista nell’arte femminile non è sempre esplicito; alcune artiste si dichiarano apertamente femministe, altre non si pongono il problema e altre ancora negano un qualunque riconoscimento di elementi femministi nel loro lavoro artistico. La mia analisi svolge un approfondimento dell’arte femminista poiché la più radicale dell’arte femminile. L’arte femminista, pur mantenendo una linea di principio ben salda, basata sull’esigenza di emancipazione e di libertà, si modifica e progredisce

Laurea liv.I

Facoltà: Accademia di Belle Arti

Autore: Carole Peia Contatta »

Composta da 91 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 4664 click dal 24/03/2015.

 

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