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La domanda di formazione universitaria in Scienze Politiche e Relazioni Internazionali

La storia recente del sistema universitario italiano è interessata da un intenso processo riformista, che, nelle intenzioni dei promotori, rispondeva alla necessità non solo di innovare l’istruzione terziaria del paese ma anche di favorire l’intrapresa degli studi universitari da parte di un numero maggiore di studenti, in modo tale da ridurre il divario con gli altri paesi europei in termini di capitale umano.
Ottenere simili risultati era possibile solo operando una completa riorganizzazione dell’intero apparato accademico, un traguardo che è si cercato di raggiungere mediante una pluralità di interventi normativi avviati all’inizio degli anni Novanta e che hanno realizzato il passaggio da un sistema centralistico ad un sistema delle autonomie a favore delle università e sfociati nella cosiddetta riforma del “tre più due”. Essa rappresenta l’inizio di un radicale cambiamento nell’organizzazione e nell’erogazione dell’offerta di formazione universitaria. Rivoluzionando profondamente l’architettura degli ordinamenti didattici, con l’introduzione di due livelli di laurea e tutta una serie di fattori innovativi (riordino dei corsi nelle classi di laurea; corsi di formazione post-laurea; sistema dei crediti formativi; ecc.) diretti a migliorare l’efficienza produttiva del sistema, la riforma dell’autonomia didattica del 1999 ha effettivamente aumentato l’attrattività delle università nei confronti della popolazione studentesca, tanto da provocare un boom delle immatricolazioni nei primi anni della sua applicazione. La dinamica quasi esplosiva che ha caratterizzato la domanda di formazione universitaria all’inizio degli anni Duemila subisce un arresto e una totale inversione di tendenza a partire dall’anno accademico 2003/04, sintomo che la novità rappresentata dalla riforma dei cicli universitari ha in parte esaurito i suoi effetti positivi.
Il presente elaborato si pone l’obiettivo di fornire informazioni sulla preoccupante contrazione delle immatricolazioni universitarie degli ultimi anni, che può essere colta nel quadro più generale delle riforme universitarie nel frattempo intervenute e di altri fattori esterni concomitanti. Strutturato in due capitoli, il primo di essi tratta le principali fasi di riforma del sistema d’istruzione superiore nell’ultimo decennio, con particolare attenzione al Decreto Ministeriale del 3 novembre 1999, n. 509, che appare decisivo sotto il duplice aspetto del rinnovamento dell’offerta didattica degli atenei e della convergenza del sistema accademico verso lo “Spazio europeo dell’istruzione superiore”. Per completare il quadro normativo è necessario prendere in esame dapprima il DM del 22 ottobre 2004, n. 270, che apporta ulteriori trasformazioni nell’ambito dell’offerta formativa degli atenei, e infine la Legge del 30 dicembre 2010, n. 240, che, nel contesto più ampio di riforma del finanziamento e della governance delle istituzioni universitarie, introduce diversi requisiti per l’attivazione dei corsi di studio.
Il secondo capitolo invece, si focalizza sull’impatto che le riforme hanno avuto sulla domanda di formazione universitaria, ripercorrendo l’andamento decrescente, emerso negli ultimi dieci anni, del numero di studenti immatricolati nel complesso degli atenei italiani, per poi verificare come il declino delle immatricolazioni che si è manifestato a livello nazionale abbia riguardato nello specifico anche la classe delle lauree in Scienze Politiche e Relazioni Internazionali. Da ultimo vengono osservate le tendenze registrate dall’Università degli Studi di Perugia con riferimento sia alle immatricolazioni totali dell’ateneo, sia alle immatricolazioni nei corsi di laurea afferenti alla classe di Scienze Politiche e Relazioni Internazionali, confrontandole infine con gli andamenti registrati da altre realtà universitarie vicine alla realtà perugina.

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1 Introduzione La storia recente del sistema universitario italiano è interessata da un intenso processo riformista, che, nelle intenzioni dei promotori, rispondeva alla necessità non solo di innovare l’istruzione terziaria del paese ma anche di favorire l’intrapresa degli studi universitari da parte di un numero maggiore di studenti, in modo tale da ridurre il divario con gli altri paesi europei in termini di capitale umano. Ottenere simili risultati era possibile solo operando una completa riorganizzazione dell’intero apparato accademico, un traguardo che è si cercato di raggiungere mediante una pluralità di interventi normativi avviati all’inizio degli anni Novanta e che hanno realizzato il passaggio da un sistema centralistico ad un sistema delle autonomie a favore delle università e sfociati nella cosiddetta riforma del “tre più due”. Essa rappresenta l’inizio di un radicale cambiamento nell’organizzazione e nell’erogazione dell’offerta di formazione universitaria. Rivoluzionando profondamente l’architettura degli ordinamenti didattici, con l’introduzione di due livelli di laurea e tutta una serie di fattori innovativi (riordino dei corsi nelle classi di laurea; corsi di formazione post- laurea; sistema dei crediti formativi; ecc.) diretti a migliorare l’efficienza produttiva del sistema, la riforma dell’autonomia didattica del 1999 ha effettivamente aumentato l’attrattività delle università nei confronti della popolazione studentesca, tanto da provocare un boom delle immatricolazioni nei primi anni della sua applicazione. La dinamica quasi esplosiva che ha caratterizzato la domanda di formazione universitaria all’inizio degli anni Duemila subisce un arresto e una totale inversione di tendenza a partire dall’anno accademico 2003/04, sintomo che la novità rappresentata dalla riforma dei cicli universitari ha in parte esaurito i suoi effetti positivi. Il presente elaborato si pone l’obiettivo di fornire informazioni sulla preoccupante contrazione delle immatricolazioni universitarie degli ultimi anni, che può essere colta nel quadro più generale delle riforme universitarie nel frattempo intervenute e di altri fattori esterni concomitanti. Strutturato in due capitoli, il primo di essi tratta le principali fasi di riforma del sistema d’istruzione superiore nell’ultimo decennio, con particolare attenzione al Decreto Ministeriale del 3 novembre 1999, n. 509, che appare decisivo sotto il duplice aspetto del rinnovamento dell’offerta didattica degli atenei e della convergenza del sistema accademico verso lo “Spazio europeo dell’istruzione superiore”. Per completare il quadro normativo è necessario prendere in esame dapprima il DM del 22 ottobre 2004, n. 270, che apporta ulteriori trasformazioni nell’ambito dell’offerta formativa degli atenei, e infine la Legge del 30 dicembre 2010, n. 240, che,

Laurea liv.I

Facoltà: Scienze Politiche

Autore: Caterina Stortini Contatta »

Composta da 48 pagine.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.