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Geografia dello sviluppo economico dell’Unione Europea a scala regionale dopo la crisi del 2008

L'Unione Europea non è soltanto un organo politico sovranazionale, ma al contempo è un è un fulcro promiscuo di territori, popoli, culture e lingue. L' obiettivo di questa tesi è dimostrare che l'Unione Europea racchiude forse l’insieme delle regioni più ricco del mondo ma, come si evince dal secondo capitolo, coesistono grandi disparità territoriali tra differenti Stati membri, nei singoli Stati membri, e persino all’interno di una stessa regione. Il paese più ricco, il Lussemburgo, è più di sette volte più ricco di Romania e Bulgaria, i membri meno ricchi dell'Unione europea. La politica regionale dell'UE esprime direttamente la solidarietà con i paesi e le regioni meno sviluppate. L'obiettivo è quello di ridurre le disparità economiche, sociali e territoriali significative che contraddistinguono le regioni d'Europa. L'Europa si trova ad affrontare un'ardua sfida: deve uscire da una profonda crisi e ridurre la disoccupazione e la povertà e nel contempo realizzare la transizione verso un'economia caratterizzata da basse emissioni di carbonio. Un obiettivo così ambizioso richiede che s'intervenga rapidamente in numerosi campi, ed è per questo motivo che il Consiglio Europeo ha adottato la strategia Europa 2020. La mia tesi prova a ragionare su come cambierà il multiscalare contesto geo-economico dell’Unione Europea negli anni avvenire, senza mai allontanarci da quello che sono i tre principi cardine di questa tesi: resilienza, sviluppo e policentrismo.

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7 1. Crisi economica e Resilienza 1.1 Resilienza: Definizione e Concetto Seguendo la scia dello studio dell’economia regionale operata dagli economisti menzionati pagine addietro, è opportuno ai fini di questo capitolo fare un salto in avanti fino a nostri giorni per localizzare la dimensione spaziale delle teorie dello sviluppo economico esposte nell'introduzione di questa mia tesi ed estenderle verso il più ampio e, allo stesso tempo, circoscritto contesto dell'Unione Europea. La mia intenzione è di partire da questi presupposti per operare un approfondimento geografico sulla tendenza delle regioni europee, classificate secondo i parametri NUTS 2 e NUTS 3, ad affrontare gli effetti dello shock economico del 2007. A questo proposito è necessario introdurre l'idea di "Resilienza regionale". Negli ultimi anni, la parola “resilienza” è entrata a far parte del vocabolario terminologico applicato allo studio dell’economia regionale e geografia economica. Il termine “resilienza” deriva dal latino “resilire”, che indica il verbo saltare (indietro), o rimbalzare. In realtà, il significato originario di “resilienza” appartiene ai fondamenti delle scienze ingegneristiche: è, infatti, la proprietà fisica di una materiale di ripristinare la propria forma o posizione originale a seguito di una deformazione esercitata non oltre i suoi limiti elastici. Viene impiegata anche in campo economico e in molte altre discipline. In economia regionale, la resilienza non è altro che la capacità di una regione di anticipare e rispondere agli effetti causati da uno shock economico e ritornare a crescere in seguito. In realtà, la vastissima letteratura in materia riporta numerose definizioni del termine “resilienza”. Una definizione convincente è “la capacità di una regione di recuperare con successo dopo uno shock, riprendendo il suo percorso di crescita 5 (the ability of a region to recover successfully from shocks to its economy that either throw it off its growth path or have the potential to throw it off its growth path). 5 Hill Edward W., Wial Howard., Wolman Harold, Exploring Regional Economic Resilience, University of California, Institute of Urban and Regional Development, Working Paper, 2008, p. 4. .

Tesi di Laurea Magistrale

Facoltà: Dipartimento di Scienze Politiche

Autore: Giuseppe De Rosa Contatta »

Composta da 118 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 937 click dal 26/11/2015.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.