La relazione tra servizi educativi per l'infanzia e famiglie omogenitoriali

Quanta informazione, scientificamente dimostrata, ruota intorno alle famiglie omogenitoriali? Gli operatori nei servizi educativi sono davvero così sprovvisti di strumenti o non si pongono il problema dell'informazione finchè non si ritrovano in classe il figlio di una famiglia arcobaleno?

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Introduzione Tutti i grandi sono stati bambini una volta. (Ma pochi di essi se ne ricordano) 1 . Eppure sarebbe stupendo se a tutti restasse la spontaneità da fanciullo, quella spontaneità che ti fa essere curioso, ti fa porre mille domande, ti fa guardare le novità con gli occhi splendenti; sarebbe bello se queste caratteristiche restassero in tutti gli educatori perché sarebbe molto più semplice rapportarsi alle differenze. Oggi, chi volesse fotografare la famiglia italiana, riscontrerebbe innanzi tutto che l'immagine registra non più una, ma una pluralità di famiglie fra cui quelle monoparentali, ricostituite, allargate e che sullo sfondo della foto si affacciano "coppie di fatto", etero o omosessuali che rivendicano il loro diritto a un riconoscimento - giuridico, sociale e culturale - come altrettanti nuclei familiari 2 . Secondo Freire il ruolo dell'educatore si coniuga con la pratica della "non direttività" e il rispetto di ogni differenza; chi insegna o educa dovrebbe mantenere sempre l'attitudine alla ricerca ed essere disposto al cambiamento e al coinvolgimento personale, accogliendone i rischi. La relazione educativa chiede in prima istanza il saper ascoltare, essere disponibili al dialogo e alla condivisione dell'attività pedagogica; si afferma che l'educatore non è mai stato, e non potrà mai essere, un atto neutrale, bensì è una forma di intervento sul mondo 3 . Se è vero che i servizi educativi si trovano soli e con pochi strumenti per relazionarsi alle famiglie non tradizionali, nella fattispecie le famiglie omosessuali, è anche vero che molti degli operatori di questi servizi evitano l'informazione perché non si pongono il problema di parlare ai bambini della realtà che li circonda. 1 De Saint-Exupèry A., Il piccolo principe, 2011, Tascabili Bompiani, p.5, Dedica a Leone Werth 2 Gigli A., Famiglie mutanti-Pedagogia e famiglie nella società globalizzata, Pisa, 2010, Edizioni ETS, p.14 3 Zanchettin A., Gigli A., Tolomelli A., Percorsi di formazione e di aggiornamento:il Teatro dell'oppresso per vincere i pregiudizi, 2008, Carocci Editore, p.37 1

Laurea liv.I

Facoltà: Scienze dell'Educazione

Autore: Rita Vinci Contatta »

Composta da 32 pagine.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.