Questo sito utilizza cookie di terze parti per inviarti pubblicità in linea con le tue preferenze. Se vuoi saperne di più clicca QUI 
Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all'uso dei cookie. OK

Dalla crisi all'adesione: il percorso dell'Islanda verso l'UE

Attraverso articoli giornalistici e interviste televisive, sono stato in grado di ricostruire il default finanziario dell’isola e come quest’ultima stia tutt’ora riuscendo a combatterlo, preservando il patrimonio più grande che possiede ovvero il suo popolo che, compatto, si difende dalle ingiustizie e con mille sacrifici guarda con speranza al futuro. È stato molto interessante sapere la verità, ossia come si sono concluse determinate vicende riguardo la crisi islandese, perché non tutto è stato raccontato dalle testate giornalistiche e televisive italiane. Alcuni passi fondamentali della vicenda non sono emersi in maniera trasparente, ci sono state zone d’ombra che ho dovuto scoprire grazie anche alla stampa americana. Mi sono accorto che, come spesso accade, quando determinate verità possono minare altre stabilità soprattutto in Occidente è meglio tacere; questo lo pensano gli altri ma non io.
Lo studio, diviso in capitoli, segue un ordine cronologico; dopo aver analizzato la fase di instabilità economica vissuta dall’Islanda, arrivo dritto al cuore della mia ricerca ovvero analizzare i perché della sua richiesta di adesione all’Unione Europea. Mediante i comunicati ufficiali della Commissione europea, i siti istituzionali delle varie istituzioni comunitarie, sono andato alla ricerca dei requisiti che l’Islanda deve soddisfare per aderire. Nonostante sia membro dello Spazio economico europeo da 15 anni ed una collaborazione con l’UE che risale ai tempi della Comunità economica europea, l’Islanda ha ancora tanta strada da percorrere. I tempi li detta il governo islandese perché responsabile dei suoi progressi, ma non manca l’ausilio della Commissione europea. Il presente, come tempo verbale, è d’obbligo perché la parola fine deve essere ancora scritta; questo rende ancora più interessante il lavoro da me svolto. Non tutti i capitoli dell’acquis europeo sono stati aperti nel corso dei negoziati di adesione e l’opinione pubblica insieme ai partiti politici islandesi sono ancora molto scettici sui benefici che potrà ricevere lo Stato dall’UE. La stabilità economica e finanziaria che l’Islanda cerca potrebbe derivare dall’euro, ma forse la moneta unica europea non è la giusta soluzione ed essendo l’isola un ponte tra il Vecchio Continente e l’America del Nord, questa potrebbe girare lo sguardo ed ammiccare al dollaro canadese. Questa situazione, per certi versi meglio di un romanzo giallo, spero possa appassionare chi leggerà la tesi tanto quanto me che ho sempre visto l’Islanda, nell’estremo nord, come un territorio lontano, famoso per i geyser, ridotto geograficamente, sempre presente sulle cartine dell’Europa, indisturbata e pacifica.

Mostra/Nascondi contenuto.
INTRODUZIONE "Gioca Senza Esagerare" è la campagna informativa promossa da Lottomatica a favore del gioco responsabile. A chi, leggendola, non verrebbe un sorrisetto sarcastico? Si pensa subito ad un uomo con in mano una miriade di gratta e vinci o schedine che, se fossero state vincenti, gli avrebbero potuto cambiare la vita. Lo slogan mette il lettore nelle condizioni di poter collocare lo stesso slogan anche in ambiti molto più grandi e seri, che coinvolgono altri tipi di “giocatori”: quelli della finanza. Quest’ultimi, è proprio il caso di scriverlo, giocando al guadagno facile e illimitato, da ormai quattro anni hanno mandato in crisi il sistema economico mondiale, facendo andare sull’orlo della bancarotta interi Stati. Cos’hanno in comune i giocatori incalliti e i “maghi” della finanza? Il termine che viene in mente è ILLUSIONE: di fare guadagni facili, rischiare in un campo minato con la speranza che tutto vada sempre per il meglio e uscirne vincenti. La mia ricerca parte dall’apparenza di un mercato immobiliare statunitense forte ed in espansione - ma che in realtà è una bomba ad orologeria - la cui miccia, una volta bruciata, comporta la crisi che è stata poco sopra menzionata e l’onda d’urto è talmente forte da arrivare a colpire nel Vecchio Continente, una piccola isola situata ad appena un chilometro e mezzo a sud del circolo polare artico: l’Islanda. 3

Laurea liv.II (specialistica)

Facoltà: Scienze della Formazione

Autore: Fabio Giudetti Contatta »

Composta da 72 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 125 click dal 17/03/2016.

 

Consultata integralmente una volta.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.