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L'Apartheid in Sudafrica nel Secondo Dopoguerra

La parola apartheid, oggi cosi diffusa, viene tradotta generalmente con i termini discriminazione, segregazione; in realtà l'apartheid è qualcosa di più.
In essa vi è racchiusa non solo l'innata convinzione della superiorità dell'uomo bianco verso altre popolazioni, nel caso specifico quelle africane, ma rappresenta il tentativo di un gruppo di Europei di continuare a vivere secondo le proprie convinzioni politico-morale-religiose in una regione da loro conquistata.
L'apartheid può essere paragonato ad un vero e proprio organismo vivente che, dopo anni di gestazione, si è affermata nel primo decennio del XX secolo, per poi svilupparsi gradatamente, fino a raggiungere la piena maturità nel 1948, quando divenne sistema politico nella società sudafricana.
Il seguente lavoro si propone di analizzare non solo lo sviluppo di tale ideologia, ma anche, il motivo o meglio i motivi grazie ai quali ha potuto affermarsi; inoltre si cercherà di mettere in evidenza come, una volta raggiunto il successo, tale sistema politico inizierà a declinare perdendo quella componente ideologica che ne era stata la forza scatenante. Infatti durante il ministero di Verwoerd, il sistema di apartheid subirà notevoli cambiamenti, e sebbene cercherà di adattarsi ai mutamenti sociali ed economici emergenti durante gli anni Settanta, la mancanza di nuove idee, capaci di rafforzare la già esistente ideologia, porterà alla crisi e al declino tale sistema.
Nel lavoro sono stati utilizzati termini quali "Native", "Nero", "Coloured", "Asiatic" e "Africano".
Il termine "Native", generalmente tradotto in italiano con "popolazione indigena" o "autoctona", non sempre si riferisce ai "Boscimani", che sono la vera popolazione autoctona del Sud Africa, ma include anche i "Neri", a loro volta chiamati "Africani" o "Bantu". "Coloured", in italiano "popolazione di colore", invece, si riferisce a tutte quelle persone nate da precedenti rapporti interrazziali e la parola "Asiatic", infine, fa riferimento non solo a Cinesi e Giapponesi ma anche agli Indiani.
Anche se tale terminologia a partire dal 1800 è stata usata in senso spregiativo a causa della convinzione che i "Neri" costituivano l'anello più basso della catena degli esseri viventi.
Nessuno di tali termini stato utilizzato in tal senso negativo e talvolta si è preferito non darne la traduzione italiana per evitare erronee interpretazioni.

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PREMESSA La parola apartheid, oggi cosi diffusa, viene tradotta generalmente con i termini discriminazione, segregazione; in realtà l'apartheid ~ qualcosa di pi~. In essa vi è racchiusa non solo l'innata convinzione della superiorità dell'uomo bianco verso altre popolazioni, nel caso specifico quelle africane, ma rappresenta il tentativo di un gruppo di Europei di continuare a vivere secondo le proprie convinzioni poli tico-morale-rel1giose in una regione da loro conquistata. L'apartheid può essere paragonato ad un vero e proprio organismo vivente che, dopo anni di gestazione, si è affermata nel primo decennio del XX secolo, per poi svilupparsi gradatamente, fino a raggiungere la piena maturità nel 1948, quando divenne sistema politico nella società sudafricana. Il seguente lavoro si propone di analizzare non solo lo sviluppo di tale ideologia, ma anche, il motivo o meglio i motivi grazie ai quali ha potuto affermarsi; inoltre si cercherà di mettere in evidenza come, una 6

Tesi di Laurea

Facoltà: Magistero

Autore: Rosella D'avola Contatta »

Composta da 167 pagine.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.