Profilo metacognitivo, cognitivo ed emotivo in un campione di studenti con insuccesso scolastico

Questo lavoro di tesi fornisce un inquadramento sui disturbi di apprendimento nell’infanzia, provvedendo a delinearne l’evoluzione nell’adolescenza e individuandone gli elementi di continuità, di rottura e di novità nell’espressività. Nell’adolescenza, con il passaggio dal ciclo di istruzione elementare a quella media e superiore, le difficoltà possono accentuarsi, esitando in esperienze di insuccesso come la ripetenza, un evento stigmatizzante e difficile da affrontare sia sul piano intrapsichico che interpersonale. Dietro la ripetenza, che è il culmine dell’insuccesso scolastico in adolescenza, si cela dunque una popolazione scolastica molto variegata, che condivide una condizione psicologica, sociale ed emotiva negativa, ma le cui origini dell’insuccesso sono diversificate: possono identificarsi in un disturbo vero e proprio, o in una difficoltà, cognitiva, sociale o emotiva, che, in entrambe i casi, generalmente, risalgono ai primi cicli di istruzione e non sono state comprese e sostenute in tempo, culminando dunque nello steso esito dell’insuccesso e della ripetenza.

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Introduzione Questo lavoro di tesi fornisce un inquadramento sui disturbi di apprendimento nell’infanzia, provvedendo a delinearne l’evoluzione nell’adolescenza e individuandone gli elementi di continuità, di rottura e di novità nell’espressività. L’obiettivo è di comprendere meglio la genesi di tali disturbi, alla luce delle più recenti ricerche longitudinali sulla loro persistenza anche in età adulta, per prevenire le esperienze di insuccesso attraverso specifici interventi di potenziamento e recupero delle abilità metacognitive. Infatti, tale persistenza può essere giustificata dal mancato intervento tempestivo, che avrebbe potuto impedire una prognosi sfavorevole, approntando le opportune condizioni affinché i soggetti potessero affrontare nei modi congeniali un percorso di apprendimento, essendo comunque dotati di intelligenza. A questo proposito, si rifletterà sulla centralità delle ridotte competenze metacognitive nella diagnosi funzionale, rispetto a quelle cognitive, in quanto presenti anche laddove si rileva un funzionamento cognitivo nella norma: le diagnosi funzionali di bambini e adolescenti con disturbo di apprendimento sono più esplicative di quelle puramente descrittive, poiché non si limitano a ricondurre alcuni sintomi ad una categoria psicopatologica, ma esplorano i punti di forza dei soggetti con disturbo o difficoltà di apprendimento (Ianes, 2001), rivelando come alcune funzionalità siano preservate, mentre le cadute di rendimento sono circoscritte ad abilità strumentali specifiche come la lettura, la scrittura e il calcolo. Ciò sembra confermare una teoria modulare della mente (Fodor, 1983), secondo cui ogni abilità è controllata da appositi “moduli” relativamente indipendenti dagli altri, così che può apparire un disfunzionamento circoscritto, indice del danneggiamento del corrispondente modulo, in un contesto intellettivo sostanzialmente integro. 4

Laurea liv.II (specialistica)

Facoltà: Psicologia

Autore: Stella Di Giorgio Contatta »

Composta da 114 pagine.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.