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La guerra prima della guerra: la propaganda di Antonio e Ottaviano da Filippi ad Azio

La tesi analizza il periodo storico compreso tra la conclusione della battaglia di Filippi e la vigilia di Azio, con una particolare attenzione agli eventi che vennero strumentalizzati dalla propaganda politica di Ottaviano e Antonio. Dopo un breve capitolo introduttivo sulla spartizione del potere dopo Filippi, l'attenzione si sposta sull'ascesa politica di Ottaviano dal 41 fino alla battaglia di Nauloco (36 a.C.); il capitolo successivo è invece incentrato sullo scenario orientale, dominato dalla personalità di Antonio: vengono quindi trattate le controverse scelte politiche e militari del triumviro, dal primo incontro con Cleopatra alla fallimentare conclusione della campagna partica. Il quarto capitolo ha come oggetto le fasi finali della lotta per il potere (35-31 a.C.) e l'aspra propaganda di delegittimazione reciproca messa in atto dai triumviri alla vigilia di Azio. La tesi si conclude con una sezione di carattere letterario, dedicata allo sviluppo del tema della battaglia di Azio nei versi dei poeti augustei.

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3 I. Dopo Filippi “Così dunque perirono Bruto e Cassio, trafitti dalle spade con cui avevano ucciso Cesare 1 . Perirono anche tutti gli altri che avevano preso parte alla congiura, tranne pochi, alcuni prima, altri in quella battaglia, altri ancora dopo, come richiedeva la giustizia e conformemente ai decreti della divinità, che voleva che gli assassini del proprio benefattore, un uomo che si era tanto distinto per le doti personali e per l’aiuto della Fortuna, finissero tragicamente” 2 . Nelle Res Gestae, Augusto dichiara perentoriamente (ma con poca sincerità) di aver vinto due volte in campo aperto gli uccisori del padre; com’è noto, fu invece Marco Antonio il vero trionfatore a Filippi. Nella prima battaglia del 3 ottobre del 42, mentre Bruto conquistava l’accampamento di Ottaviano 3 , Antonio infliggeva una durissima sconfitta alle truppe di Cassio 4 , inducendolo al suicidio 5 . E quando Bruto fu attaccato a forze congiunte (23 ottobre 42), la salute malferma e l’inesperienza militare impedirono ad Ottaviano di contendere la gloria all’acclamato collega di triumvirato. Ristabilita “la giustizia divina”, Ottaviano e Antonio stipularono subito accordi 6 per la spartizione del potere, trattando il collega Lepido 7 come “un’entità trascurabile” 8 : Ottaviano ottenne Spagna (sottratta a Lepido) e Numidia; ad Antonio 1 Per una documentata e nota sintesi della battaglia di Filippi vd. Syme 1962, pp. 204-207. 2 Cass. Dio XLVIII,1,1 (trad. it. Norcio). 3 Le fonti sono piuttosto contraddittorie circa i movimenti di Ottaviano; secondo la sua versione, divulgata nell’Autobiografia, un sogno fatto da un suo amico lo avrebbe convinto a ritirarsi prima dello scontro (vd. Plut., Ant. 22,2; cfr. Vell. II,70,1 e Flor. II,14,7,9). 4 Per compensare l’esito poco brillante di Ottaviano, la storiografia ufficiale tentò di ridimensionare il ruolo di Antonio: vd. Plut., Ant. 22,3 e Flor. II,17,7,10. 5 Vd. Flor. II,14,7,12-14. 6 Cass. Dio XLVIII, 1,3- 2. 7 Marco Emilio Lepido fu uno dei principali sostenitori di Cesare; pretore nel 49 a. C., propose il conferimento della dittatura a Cesare, che lo ricompensò affidandogli il governo della Spagna Citeriore. Fu console nel 46 e magister equitum dal 46 al 44. Dopo il cesaricidio si alleò con Antonio, ottenendo la dignità di pontefice massimo. Nel 43, con Ottaviano e Antonio formò il triumvirato rei publicae constituendae, e gli venne assegnato il governo della Spagna e della Narbonense. Quando scoppiò la guerra civile fu nominato console, e rimase a Roma con funzione di mediatore. Ma “malgrado il nome e la posizione, egli era stato presto superato dagli eventi e dagli uomini cui si era associato; aveva scarso prestigio sulle truppe e aveva perdute molte occasioni per affermarsi”(vd. Levi 1951, p. 95). 8 Vd. Syme 1962, pp. 207-208.

Laurea liv.I

Facoltà: Lettere e Filosofia

Autore: Alessandra Rossi Contatta »

Composta da 75 pagine.

 

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