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Giuseppe Pontiggia e l'arte della fuga

Le deviazioni, i «cambi di rotta», le fughe e i ritorni seguiti da Giuseppe Pontiggia nel proprio iter narrativo e rispondenti a una concezione della letteratura aperta, in fieri, e coerente allo stesso tempo, sono da ricondursi all'esigenza continua di «tenersi in cammino» nella vita come nella letteratura, dove non possono trovarsi verità definitive, ma solo probabilità plausibili.
A questo sentire, presente in tutti i romanzi dello scrittore, è dato ampio spazio nell’opera sperimentale da lui pubblicata nel ’68, «L’Arte della fuga», considerata da Pontiggia un punto di riferimento importante da cui partire e attingere in seguito, «un percorso visionario che esprime in forma lirica i temi che avranno maggior corpo e sviluppo nei romanzi successivi».
Una lettura attenta dell’«Arte della fuga» è a mio avviso essenziale per soffermarsi proprio sui temi che possono considerarsi alla base della poetica dello scrittore, in particolare il tema della fuga è colto qui con occhio caleidoscopico, esplorato nelle sue molteplici possibilità, e appare strettamente connesso ad altri motivi fondamentali (il delitto, la scomparsa, la vita clandestina, la rinascita) che di quello si rivelano talvolta sorprendenti variazioni; il testo consente dunque di guardare al tema della fuga nella sua complessità ed anche di avvicinarsi al modo d'intendere e di vivere quell'«arte della fuga» che ha segnato profondamente e creativamente l'opera di Pontiggia e ha inciso con forza nella sua esistenza.

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28 2. Sequenza prima Dall'uovo Che cosa non è l'uovo, utero esposto, dove morte e vita convergono con cielo e terra? È immagine del mondo, della fecondità, della luna. È il microcosmo. Nato prima dell'uccello, insegna la filosofia, l'uovo simboleggia ogni origine e racchiude i quattro elementi: dal guscio terreno al follicolo aereo alla chiara acquea al tuorlo di fiamma 107 . L'interno di un tunnel, la sera, la notte. La sequenza prima trascorre avvolta in un'oscurità persistente, appena attenuata nel penultimo frammento dal pallore diffuso che le luci al neon emanano sulla città. Il «viaggio nell'ignoto», per l'autore, inizia aprendosi al mistero dell'origine. Per me - ha detto Pontiggia - ab ovo, dall'uovo, è un momento cruciale non solo perché ha inizio una nuova vita, ha origine il tempo, ha origine la storia, ma perché viene già prefigurato lo sviluppo. Quindi anche il tema dell'origine è, per quanto mi riguarda, un tema fondamentale, […] che ricorre spesso nella mia opera. […]. Avevo anche in mente l'uovo degli orfici greci che pensavano alla creazione dal cosmo come creazione da un uovo, poi l'uovo come oggetto perfetto, per esempio nella scultura di Brancusi, che infatti è una scultura archetipica, appartiene a un Novecento che si rifà anche all'uovo orfico, non so quanto consapevolmente o inconsapevolmente, ma non ha molta importanza 108 . E la nascita, al momento del parto, può vedersi nel frammento d'apertura come il primo distacco vissuto dall'uomo, la sua prima esperienza di fuga. In fondo Sono in un lunghissimo tunnel. Ho cominciato a correre. Qualcuno m'inseguiva. L'apertura in fondo diminuiva e allora mi voltai. Volendo gridare, non uscendo nulla 109 . Il motivo della nascita - ha detto lo scrittore - è centrale nei miei testi narrativi, la nascita intesa in senso fisico e anche come condizionamento genetico. Io non mi reputo un determinista, però, forse per aver letto a fondo Freud quand'ero poco più che ragazzo, ho sempre creduto all'importanza della base genetica su cui poi s'innesta il flusso dell'esperienza, dell'educazione, dell'ambiente, tant'è vero che nelle Vite di uomini non illustri parto sempre dal momento della nascita. La nascita inoltre è importante proprio come momento decisivo per lo sviluppo dell'opera, la concezione contiene in nuce lo sviluppo dell'opera. Il concepimento non è solo l'inizio della vita, ma è anche la formazione in scala minima di quello che sarà il corpus completo sulla scala massima. Per questo io ho sempre dato molta importanza agli 107 Elémire Zolla, Lo stupore infantile, Milano, Adelphi, 1994, p. 135. 108 Paola Lovisolo, intervista a Giuseppe Pontiggia, Milano, 24 gennaio 2000 (qui, p. 122). 109 Giuseppe Pontiggia, L'arte della fuga, Milano, Adelphi, 1990, p.11. D'ora in poi il numero delle pagine relative ai successivi frammenti dell'Arte della fuga sarà posto in coda alla citazione e rimanderà all'edizione del '90.

Tesi di Laurea

Facoltà: Lettere e Filosofia

Autore: Paola Lovisolo Contatta »

Composta da 165 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 252 click dal 23/02/2017.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.