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Il serpente in letteratura. Casi esemplari tra il Settecento e i giorni nostri

A partire da luoghi letterari in cui la presenza del serpente non è direttamente richiesta, "sinuosamente" ci si inoltra in un percorso che riscontra l'esigenza serpentina - e spesso in maniera fondamentale - all'interno di opere appartenenti ai più svariati generi: dalla narrativa, alla poesia, all'arte figurativa, alla psicanalisi, alla scienza. L'aspetto interessante è che questo serpente, lungi dall'apparire quale contenuto delle opere, le opere pare Informarle, disporle, fare in modo che esse possano accadere. Un animale, dunque, che anche a detta della scienza pare situarsi nei più profondi recessi della mente umana, come se senza di Lui Mai la storia dello spirito si sarebbe disposta nella forma in cui poi si è data, e continua a darsi tutt'ora.

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3 0. Introduzione Che gli animali siano importanti credo sia fatto indubitabile. Tanto indubitabile che inizialmente, intraprendendo questo lavoro, non d’altro volevo trattare che di animali in letteratura. Genericamente. Si sa, la presenza animale è pervasiva tanto nella vita quanto nelle arti, così da offrire facile assist a chiunque volesse intraprendere un lavoro di ricerca che avesse ancora spazi bianchi su cui indagare. Nel mio caso v’era una direzione sin dall’inizio. Volevo trattare di animali e, segnatamente, di animali che comparissero nelle arti e letterature laddove non fossero attesi o in modo tale da cogliere in contropiede chiunque vi si imbattesse. Non tanto e non solo per vezzo personale, quanto per un’evenienza che m’era parsa sfociare in ricorrenza: un cavallo che irrompeva in un bar irrompendo conseguentemente nella storia 1 ; galline che “s’appollaiavano” sulle poltrone di un teatro contemplando una pellicola cinematografica 2 ; giraffe performanti tra le mura delle terme di Caracalla 3 ; etc. Per quanto “visibili”, queste collocazioni avevano tutto il sapore del gesto linguistico, dell’azione che prendeva ed associava realtà normalmente separate. Nulla di reale, nulla di “sensibile”, totale decontestualizzazione. Animali che, a dispetto del loro abituale carico di significati, s’erano fatti trovare - diciamo, intuire - in contesti dove non ci si sarebbe mai attesi d’incontrarli. Questo però nel cinema, o in alcuni quadri, a volte nei documentari televisivi. Ma in letteratura? Come ogni buona bibliografia di lettore che superi le due o tre letture, pure la mia schierava tra le sue linee numerosissimi incontri “bestiali”. Sin da bambini, le favole ed i racconti animaleschi accompagnano le nostre esistenze. Nulla pare esservi di più naturale. Ciononostante, a dispetto dell’abitudine, pare che in letteratura qualcosa di particolare gli animali ce l’abbiano: ovverosia, parlano. Questo fatto, per banale che sia, è ciò che dà linfa a tanta parte della nostra materia d’indagine. In letteratura, contrariamente alla realtà, gli animali parlano. Alla luce di questa evidenza particolare, da dove partire? Ero a conoscenza di un poema di inizio diciannovesimo secolo che aveva dalla sua - tra le altre cose – il pregio d’essere stato tra le fonti della produzione “animalesca” di Leopardi: Gli animali parlanti di Giovan Battista Casti. Un’opera che potremmo considerare un’enciclopedia letteraria di presenze animalesche. Inoltrandomi nella lettura del poema, però, al di là dell’inesauribile risorsa “zoologica” che in esso rinvenni, sfumai a poco a poco il mio indirizzo di ricerca iniziale, trovando il modo di non contraddirlo seppur settorializzandolo in modo rigoroso. Innanzitutto volli mantenere una linea “generica” di studio sugli animali estendendo il mio sguardo verso altre letture. Uno studio comparatistico il cui nucleo primiero si sarebbe ben potuto riassumere con queste parole: ciò che in Casti parla, in 1 ROY ANDERSON, Un piccione seduto su un ramo riflette sull’esistenza, 2014. 2 JACO VAN DORMAEL, Dio esiste e vive a Bruxelles, 2015. 3 PAOLO SORRENTINO, La grande bellezza, 2013.

Laurea liv.I

Facoltà: Lettere

Autore: Riccardo Zuliani Contatta »

Composta da 72 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 173 click dal 09/03/2017.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.