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Rappresentazioni discorsive del corpo femminile

Partendo dal rapporto filosofico mente-corpo, ripreso poi da tutte le correnti psicologiche, si indagano secondo un approccio psico-sociale le rappresentazioni sociali del corpo femminile con la prospettiva teorica di Moscovici (1976). Il corpo femminile è calato nella società post-moderna e nella cultura massmediatica, le quali intercorrono nella creazione delle rappresentazioni sociali in antitesi con il reale corpo femminile, che si ritrova perciò al centro di conflitti.
Il riferimento al linguaggio è centrale in questo studio e, riprendendo i discorsi femminili sull’argomento, emergono dei fattori di protezione come l’età adulta, la cultura non-occidentale e l’avere valori femministi. Si riscontra quindi come la teoria dell’oggettificazione (Fredrickson e Roberts, 1997) e il concetto di fat talk, che indagano solo i fattori di rischio, colgano solo una parte del tema. Si sottolinea inoltre l’importanza di differenziare il corpo femminile da quello maschile, poiché il primo subisce più trasformazioni ed è oggetto di pressioni maggiori. Infine si conferisce importanza alla consapevolezza delle donne, le quali cercano di distaccarsi dalle pressioni culturali e si impegnano per una creazione di rappresentazioni corporee femminili più positive.

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5 Abstract Partendo dal rapporto filosofico mente-corpo, ripreso poi da tutte le correnti psicologiche, si indagano secondo un approccio psico-sociale le rappresentazioni sociali del corpo femminile con la prospettiva teorica di Moscovici (1976). Il corpo femminile è calato nella società post-moderna e nella cultura massmediatica, le quali intercorrono nella creazione delle rappresentazioni sociali in antitesi con il reale corpo femminile, che si ritrova perciò al centro di conflitti. Il riferimento al linguaggio è centrale in questo studio e, riprendendo i discorsi femminili sull’argomento, emergono dei fattori di protezione come l’età adulta, la cultura non-occidentale e l’avere valori femministi. Si riscontra quindi come la teoria dell’oggettificazione (Fredrickson e Roberts, 1997) e il concetto di fat talk, che indagano solo i fattori di rischio, colgano solo una parte del tema. Si sottolinea inoltre l’importanza di differenziare il corpo femminile da quello maschile, poiché il primo subisce più trasformazioni ed è oggetto di pressioni maggiori. Infine si conferisce importanza alla consapevolezza delle donne, le quali cercano di distaccarsi dalle pressioni culturali e si impegnano per una creazione di rappresentazioni corporee femminili più positive. Introduzione generale Sebbene la corporeità e il suo rapporto con la mente siano stati ampiamente trattati dalla filosofia, è la psicologia, in particolare l’approccio psico-sociale, che li indaga in modo esaustivo. Al corpo viene infatti conferito non solo un valore individuale ma anche sociale, poiché pone il soggetto in interazione dinamica e dialettica con l’altro e col mondo esterno. Questa premessa viene ampliata nel capitolo iniziale, che illustra la teoria delle rappresentazioni sociali di Moscovici (1976) e la pone come cornice teorica di riferimento, presupponendo che la realtà viene creata socialmente, attraverso processi simbolici. Nel capitolo successivo si fa riferimento specificatamente al corpo femminile e ai processi che facilitano la creazione di una sua rappresentazione. In questo ambito la teoria dell’oggettificazione (Fredrickson e Roberts, 1997) sottolinea che le cause dell’oggettificazione siano da ritrovarsi soprattutto nei visual-media, le cui immagini proposte fungono da modello corporeo femminile, e nelle donne stesse, che si pongono nella prospettiva dell’osservatore creando una condizione di self-objectification. Le autrici rilevano alcune conseguenze nell’ambito individuale come la depressione e i disturbi alimentari e sessuali. Un altro aspetto che viene considerato è l’intersoggettività, in cui il linguaggio è fondamentale: esistono infatti numerosi discorsi femminili negativi e denigratori sul corpo, chiamati fat talk. Si riscontra tuttavia, con il supporto di diverse ricerche e di una meta-analisi (Murner e Smolak, 2009), che l’avere ideali femministi e in generale aver

Laurea liv.I

Facoltà: Psicologia

Autore: Valentina Radaelli Contatta »

Composta da 39 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 1140 click dal 24/03/2017.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.