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I minori stranieri non accompagnati; l'altra faccia dell'immigrazione.

I minori stranieri non accompagnati (per abbreviazione MSNA) sono una delle categorie più vulnerabili che a oggi si presenta nel contesto europeo. I recenti drammi susseguitosi sulle nostre coste ma non solo (onde evitare stereotipi di mala sorta) hanno accentuato quello che in Italia è in realtà già presente dalla fine degli anni Novanta, ovvero il fenomeno delle immigrazioni minorili. A oggi ritroviamo sostanzialmente minori soli, separati, e richiedenti Asilo. Diverse le nazionalità da cui provengono e diversi i moventi. Il Governo Italiano in quanto organo dello Stato, ha il dovere di garantire al minore che si presenta solo un’adeguata accoglienza, come posto dalla Convenzione ONU sull’infanzia, ratificata e resa esecutiva in Italia dal 1991. Il primo capitolo di questo elaborato, è utile per far capire la realtà delle nuove migrazioni; l’Italia ha capovolto il suo ruolo, è oggi considerata come terra d’approdo e non più terra di partenza. Saranno presi in considerazione i fattori che frequentemente spingono l’individuo a emigrare, rappresentabili attraverso i Pull and Push Factors, ovvero i fattori di spinta e di attrazione, che si differenziano in base al luogo e alla propensione della persona. Dal secondo capitolo in poi, verrà approfondita la figura del Minore straniero non accompagnato. Prima di tutto il fenomeno verrà compreso tramite il numero di MSNA presenti in Italia, e, per una corretta e completa comprensione del fenomeno, saranno approfondite e spiegate le normative che tutelano il fanciullo in questa, purtroppo drammatica situazione. In particolare, sarà approfondito il funzionamento del sistema di accoglienza italiano, e i fondamentali diritti del minore, quali il permesso di soggiorno, la richiesta d’asilo e l’istruzione. In fine, si parlerà del rischio della devianza e della tratta, un argomento di estrema attualità che è amplificato dalla problematica dello sfruttamento e della miseria. Il terzo capitolo poi, sarà incentrato sulla situazione calabrese durante e dopo l’Emergenza Nord Africa, dichiarata tale nel 2011 dall’allora governo Berlusconi e chiusa all’inizio del 2013. Sarà qui approfondita la realtà dei centri e soprattutto la tragicità della Prima Accoglienza.

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7 Anno Accademico 2014/2015 CAPITOLO I CONCETTI, DEFINIZIONI E STATISTICHE 1.1 I nuovi migranti: Tra delimitazioni e pregiudizi. I flussi migratori sono oramai presenti in diversi contesti: se ne sente parlare spesso in Tv, i media ci bombardano di notizie sistematicamente ogni giorno. A oggi, le crescenti lotte interne tra Paesi, degrado e persecuzioni ma non solo, hanno ridefinito l’Italia un tempo terra di emigranti, oggi come luogo d’immigrazione. Le migrazioni sono un fenomeno strutturale, ma questo non significa non intervenire con il monitoraggio di questi flussi, è un fenomeno legato alla geopolitica che caratterizza i nostri tempi. Il termine “migrazione”, è definibile come una sorta di abbandono di un dato territorio dove il singolo o il gruppo ha fin ora vissuto per insediarsi in modo permanente o temporaneo in un altro territorio. Questo è discutibile e dipende pressoché dalla lontananza e dalla mobilità che ne è conseguita, nonché dalle cause e dagli effetti che questa comporta. E’ per questo difficile individuare una definizione universale, e soprattutto differire le diverse tipologie di migrante. Secondo la definizione adottata dall’ONU, per immigrato s’intende “una persona che si è spostata in un paese diverso da quello di residenza abituale e che vive in quel paese da più di un anno”. Si fa dubbio l’uso e l’interpretazione del termine immigrato per gli appartenenti dell’UE, quali spagnoli, tedeschi e francesi, ma anche per giapponesi e coreani, considerati simili a noi per reddito e benessere sociale, mentre se ne fa largo l’uso per individuare “il diverso”, definibile quasi come un nemico, andando a ingranare pregiudizi di futile rilievo. Ciò scatena spesso ideologie xenofobe, le quali pur in un contesto di forte modernizzazione e contestuale globalizzazione sembrano predominare. I nuovi migranti, fanno parte della categoria che a oggi rispecchia perfettamente questa idea, pregiudizio e antagonismo etnico sono profondamente radicati in questa era, seppur precedenti alla moderna invenzione delle razze (Zanfrini L, Sociologia della convivenza interetnica, p.77). Essi sono spesso individuati come criminali e stupratori, discriminati per il colore della pelle e accusati di rubare il lavoro agli autoctoni 1 . Vi sono diverse ragioni che spingono l’individuo o il gruppo ad emigrare, alcune delle quali comprensibili secondo lo schema Pull and Push Factors. 1 Vedi http://www.lenius.it/bufale-sugli-immigrati/ (Ultima consultazione 25.06.2015)

Laurea liv.I

Facoltà: Scienze Politiche

Autore: Anna Paola Conti Contatta »

Composta da 57 pagine.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.