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Roma 1849. La Costituzione della Repubblica

Informazioni tesi

Autore: Simone Antonelli
Tipo: Tesi di Laurea Magistrale
Anno: 2016-17
Università: Università degli Studi Roma Tre
Facoltà: Scienze Politiche
Corso: Scienze Politiche
Relatore: AntonioD'Alessandri
Lingua: Italiano
Num. pagine: 158

Roma 1849, un luogo e una data che dovrebbero immediatamente evocare nella mente del lettore ricordi scolastici al pari di altre tappe del Risorgimento italiano. Così purtroppo non è nella maggioranza dei casi. Eppure gli elementi per una storia avvincente erano tutti presenti. L’approccio multidisciplinare, con particolare attenzione agli aspetti storici e giuridici, è stato alla base della tesi. In questo lavoro si è tentato di far emergere spunti interessanti delle varie discipline e di proporre un risultato armonizzato dei vari temi trattati. Al fine di collocare il tema della nostra trattazione in un contesto storico e sociale ben definito, abbiamo descritto le cause e le tappe principali del “Quarantotto” europeo e italiano. L’analisi storica degli eventi legati alla Repubblica romana riguarderà il periodo compreso tra il novembre 1848, e l’aprile 1850. Il lavoro è stato incentrato principalmente sui temi politici della Repubblica, dalla composizione dell’Assemblea costituente, alla realizzazione della Costituzione, passando attraverso l’analisi delle principali riforme approvate in quei mesi. La Costituzione del 1849 non fu mai applicata ma fu, soprattutto per i principi fondamentali e per gli articoli sui diritti e doveri, la più avanzata in senso democratico di tutte le Costituzioni italiane del Risorgimento. I costituenti, fino all’ultimo giorno, profusero il meglio del loro sapere, delle loro energie, del loro rigore morale per varare una Costituzione tale da costituire un modello concreto di Repubblica libera e democratica giusta e progressista. Fecero ciò quasi fossero convinti di poter applicare la Costituzione all’indomani per lunghi anni a venire. Sono giunte a noi tre versioni della Costituzione del 1849: Il primo progetto preliminare presentato da Cesare Agostini, il secondo progetto presentato da Aurelio Saliceti e, infine, il testo ufficiale riportante gli emendamenti approvati. All’interno della tesi è stato presentato un approfondito studio sugli articoli variati da un progetto all’altro, per dare la misura del lavoro e dell’attenzione ai dettagli dei costituenti. Gli articoli più innovativi della Carta romana riguardarono la laicità dello Stato e l’indipendenza tra Repubblica e Chiesa, il suffragio universale maschile con voto palese, e l’abolizione della pena di morte. I costituenti romani disegnarono uno Stato democratico in cui tutto ruotava intorno alla sovranità popolare, esercitata attraverso un’Assemblea rappresentativa monocamerale. Il Potere esecutivo era affidato a tre consoli, nominati dall’Assemblea, e a sette ministri responsabili nominati dal Consolato. Furono dichiarate la libertà di manifestazione del pensiero (senza alcuna censura) e la libertà d’insegnamento. Il modo in cui si acquisiva la cittadinanza può ricordare una primordiale forma di ius soli. La libertà di associazione senza armi fu dichiarata insieme alla libertà di petizione. Infine ma non meno importante i padri costituenti dichiararono proscritta la pena di morte. La Costituzione romana risultò composta da sessantanove articoli e otto principi fondamentali. La parte finale della ricerca è stata dedicata a uno studio comparativo, non esaustivo, tra la nostra Costituzione repubblicana del 1948 e quella romana. La nostra Costituzione risulta ovviamente più matura e risente del vasto territorio che è chiamata a disciplinare. Entrambe le Carte dichiararono l’indipendenza tra Stato e Chiesa. In Italia questo però avvenne con notevole ritardo, basti ricordare che solo quaranta anni dopo la Costituzione, la sentenza 203/1989 della Corte Costituzionale dichiarò un valore fondamentale la laicità dello Stato. Le differenze più marcate tra i due testi riguardano la scelta bicamerale compiuta nel 1948, il voto delle donne e il referendum del 1946, attraverso il quale furono gli italiani e scegliere la Repubblica e non l’Assemblea costituente come avvenne nel 1849. In appendice al seguente lavoro sono stati inseriti due utili strumenti alla ricerca, la prima appendice contiene semplicemente il testo approvato della Costituzione romana. La seconda appendice, invece, merita più attenzione poiché è stata svolta una ricerca originale mettendo a confronto i due testi preliminari di Agostini e Saliceti e il testo finale, articolo per articolo. Attraverso quest’approfondimento sarà possibile analizzare nel dettaglio quali singole disposizioni siano mutate, negli elementi sostanziali e negli aspetti grammaticali.

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6 Introduzione Roma 1849, un luogo e una data che dovrebbero immediatamente evocare nella mente del lettore ricordi scolastici al pari di altre tappe del Risorgimento italiano come la spedizione dei Mille del 1860 oppure la Breccia di Porta Pia del 20 settembre 1870. Così purtroppo non è nella maggio- ranza dei casi. L’esperienza della Repubblica romana del 1849 è troppo spesso stata argomento di nicchia a uso e consumo di storici e giuristi interessati a trattare i vari aspetti dell’esperienza repub- blicana. Eppure gli elementi per una storia avvincente erano tutti presenti: eroi nazionali come Ga- ribaldi e Mazzini, il coraggio di giovanissimi patrioti, la fuga di un sovrano assoluto, l’intervento di quattro eserciti contro un solo piccolo Stato appena nato e una gloriosa resistenza da parte della po- polazione. In aggiunta, dal punto di vista giuridico si potrebbero scrivere interi trattati analizzando le leggi originali create dai deputati romani, in materia costituzionale, sull’economia, sulla libertà e sui rapporti tra Stato e Chiesa. Abbiamo deciso di dedicare la tesi di laurea magistrale alla Repubblica romana e in partico- lare alla sua Costituzione. Questo testo, nonostante non fu mai applicato, si dimostrò uno dei più avanzati e democratici dell’Ottocento. Si è ritenuto di poter cogliere a pieno il senso del Diparti- mento di Scienze Politiche, proponendo un approccio multidisciplinare con particolare attenzione agli aspetti storici e giuridici. In questo lavoro tenteremo di far emergere spunti interessanti delle varie discipline e di proporre un risultato armonizzato dei vari temi trattati. Il motivo di questa scelta è stato il desiderio di approfondire la conoscenza sull’argomento. Era presente un interesse per la Costituzione romana già dal 2011, quando il presidente della Re- pubblica italiana, Giorgio Napolitano, il 17 marzo, inaugurò il muro della Costituzione presso il belvedere del Gianicolo. La nostra curiosità ha trovato un nuovo interesse grazie agli approfondi- menti proposti dal Professor Antonio D’Alessandri, relatore della tesi, durante il corso di “Storia della formazione degli Stati nazionali del XIX secolo”. Nel primo capitolo analizzeremo le vicende storiche legate a Roma. L’inizio del capitolo sa- rà dedicato a una rapida ricostruzione degli eventi del “Quarantotto” europeo e italiano, al fine di collocare il tema della nostra trattazione in un contesto storico e sociale ben definito. Il resto del ca- pitolo sarà dedicato all’esperienza repubblicana. Analizzeremo il periodo compreso tra l’assassinio di Pellegrino Rossi, avvenuto il 15 novembre 1848, e il ritorno del pontefice nell’aprile 1850. In quest’arco temporale descriveremo, in una prima parte, i mesi di smarrimento dovuti alla fuga di Pio IX, le elezioni dell’Assemblea costituente, la nascita della Repubblica e i rapporti con le altre

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