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Il problema della ‘scientificità’ della psicoanalisi alla luce del dibattito fra epistemologia ed ermeneutica

La presente tesi si propone di prendere in esame, ripercorrendone le tappe storiche principali, il dibattito circa l'adeguata collocazione della psicoanalisi all'interno di un’ipotetica topologia del sapere scientifico, e la validità del suo apparato teorico.
Verranno ripercorsi i momenti cruciali dell'annoso ed insoluto diverbio fra i sostenitori della tesi di appartenenza della psicoanalisi all'ambito delle scienze, e perciò sottoponibile alla sperimentazione e alla verifica empirica, coloro che invece la collocano all'interno delle scienze dello spirito, sganciata dalla morsa costrittiva del metodo empirico-quantitativo proprio delle scienze esatte, ed infine quegli studiosi che hanno cercato di andare oltre le compartimentazioni superando le antinomie prodotte dalle due polarizzazioni.
Il percorso prenderà le mosse dalla polimorfa definizione di scienza e se ne metteranno in luce tutti i possibili mutamenti concettuali avvenuti nel corso dei secoli; lo scopo di tal esame è di dimostrare come non sia possibile riferirsi ad un unico immutabile paradigma scientifico d'interpretazione della realtà, e dunque come, nell'analizzare le credenziali epistemologiche della psicoanalisi, sia necessario delimitare l'ambito di riferimento della disciplina, poichè non esistono criteri univoci validi per tutti i differenti saperi.
Dopo aver esaminato le varie forme epistemologiche che il termine scienza può sottendere, ed ha effettivamente incarnato nel tempo, il capitolo si soffermerà sulla definizione di ermeneutica, la quale può essere considerata come il partner antitetico della scienza, all'interno della coppia dialettica costituita dai due concetti di scienza ed ermeneutica. Di quest’ultima se ne tracceranno sinteticamente gli esordi come disciplina e nuovo metodo interpretativo, le caratteristiche principali, e le varie specificazioni assunte per opera dei diversi studiosi a seconda del periodo storico.
Si giungerà infine alla trattazione dell'attuale corrente epistemologica, definita oggettualismo epistemologico, e al suo tentativo di fornire un'originale soluzione alla questione circa lo statuto della psicoanalisi, risposta nata dall'esigenza di conciliare e superare la parzialità sia dell'ottica ermeneutica che quella dell'approccio scientifico-riduzionista.

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INTRODUZIONE La psicoanalisi è scienza, come la fisica e la biologia, o appartiene al campo del sapere umanistico? Che cosa costituisce l'essenza della psicoanalisi? Si può affermare che essa sia una disciplina includibile entro il campo epistemologico delle scienze naturali, una scienza rigorosa dello psichismo umano e delle leggi del suo funzionamento normale e patologico, oppure un sapere ed una pratica non quantificabile, ma legata esclusivamente alle singolarità del soggetto in analisi? Il tentativo di dare una risposta alle presenti domande ha animato per molto tempo la riflessione sia degli psicoanalisti, a partire da Freud stesso, che di studiosi provenienti da aree culturali differenti, quali psicologi sperimentali, epistemologi, scienziati, i quali non hanno potuto evitare d'interrogarsi e prendere posizione attorno alla questione, pervenendo a delle conclusioni profondamente contrastanti, e non sempre completamente esaurienti. Fornire una soluzione accettabile al problema significa andare a definire il substrato fondazionale di quel sistema teorico-concettuale così complesso, e a volte confuso, che è la psicoanalisi, la quale ha sempre incontrato, se si eccettuano forzature, difficoltà nel collocarsi integralmente all'interno di un campo preciso del sapere, fosse esso quello delle "scienze della natura" (Naturwissenschaften) o delle "scienze dello spirito" (Geisteswissenschaften). La difficoltà d'inquadramento epistemico della psicoanalisi è legata al fatto che essa, fin dall'inizio, ha avuto la doppia pretesa di configurarsi, da un lato, come scienza della psiche umana, fondata sulla centralità dell'inconscio con le sue leggi costanti e i suoi princìpi di funzionamento, e, dall'altro, come pratica avente a che fare con delle particolarità della personalità umana irriducibili ad uno schema, uniche, le quali rendono, in un certo qual modo, non commisurabile il trattamento terapeutico. Lo stesso padre della psicoanalisi, come vedremo, pur mettendo in atto tutta una serie di mutamenti teorici e tecnici, non ha tuttavia mai rinunciato, neppure dinnanzi a certe contraddizioni evidenti, ad inscrivere la sua creazione nel solco delle scienze naturali.

Tesi di Laurea

Facoltà: Psicologia

Autore: Corinna Giulia Franchino Contatta »

Composta da 263 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 5073 click dal 20/03/2004.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.