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La sfera pubblica e la sua reticolarizzazione. Dalle rivoluzioni liberali alla blog-politica del grillismo

Pseudo-democrazia del cyberspazio: "culture partecipative" vs. oligarchie mediatico-politiche 2.0

L'evoluzione delle reti telematiche da strumenti di calcolo ad ambienti di interazione sociale da "abitare" quotidianamente, ha reso possibile la nascita di comunità virtuali che riproducono nel web i tradizionali luoghi fisici di aggregazione sociale, indispensabili nell'esperienza socio-esistenziale di ciascun essere umano. Un punto cruciale che nessuno studioso può esimersi dal prendere in considerazione, quando decide di affrontare la questione delle "comunità in rete", è stabilire se esse debbano essere considerate reali o fittizie. A rendere inevitabile la disamina di quest'aspetto è l'ambiguità insita nell'attributo "virtuale" che adoperiamo per riferirci a tali comunità. Nell'immaginario collettivo, infatti, si tende quasi sempre ad associare l'espressione "virtuale" a qualcosa di ingannevole, di falso, se non addirittura di pericoloso. Questo pregiudizio, ancora oggi, stenta ad essere estirpato dalle nostre menti perché è supportato da una consolidata tradizione di ricerche incentrate sulla "comunicazione mediata dal computer", che nasce verso la fine degli anni '80, in concomitanza con la massiccia diffusione negli ambienti di lavoro di reti intra-aziendali, la cui prerogativa era quella di: migliorare la comunicazione tra i dipendenti, così da ottimizzare le loro prestazioni lavorative.
In perfetta consonanza con questa nuova filosofia efficientistica e organizzativa che domina il panorama lavorativo di quegli anni, nascono dei paradigmi di studio che seguono un "orientamento deterministico", finalizzato, cioè, a studiare l'impatto che la comunicazione mediata dal computer poteva avere sulla coordinazione dei gruppi di lavoro all'interno delle aziende, senza tuttavia tener conto dell'ambiente sociale in cui tale comunicazione aveva luogo, né delle caratteristiche personologiche degli attori sociali coinvolti nel processo comunicativo. A partire dagli anni '90, invece, quando la rete inizia a diffondersi nelle case, diventando a tutti gli effetti "un'esperienza quotidiana per milioni di utilizzatori in tutto il mondo", l'impianto deterministico del primo filone di studi è stato ampiamente smentito grazie all'ausilio di nuove metodologie di ricerca di tipo qualitativo, come ad esempio "l'etnografia digitale", che si avvale di pratiche empiriche, quali l' osservazione partecipante, per "recuperare il valore del contesto sociale e il suo influsso sui processi socio-psicologici presenti nell'interazione in rete". In particolare, gli studiosi hanno iniziato ad esaminare, dal punto di vista culturale, tutte quelle sfere di discussione plasmate "dall'agire comunicativo" degli individui all'interno della rete, per cercare di capire come queste nuove forme di socializzazione legate all'evoluzione tecnologica dei nuovi media, stessero riconfigurando le dinamiche relazionali degli esseri umani. In un primo momento, l'ingresso di internet nella vita ordinaria delle persone è stato guardato con sospetto dal mondo accademico, per tutta una serie di opportunità insidiose che offriva agli utenti, come ad esempio, quella di costruirsi innumerevoli identità on line: un'eventualità, questa, nella quale gli esperti di psicologia sociale hanno per molto tempo intravisto un tentativo di fuga dalla realtà destabilizzante per la strutturazione della personalità, che addirittura poteva condurre ad una "frammentazione del sé".
Questo atteggiamento disfattista degli studiosi nei confronti della rete, è stato definitivamente superato solo dopo la nascita dei Social Networks Sites (SNS) che, come ci suggerisce la parola stessa, sono delle reti sociali all'interno delle quali gli individui sperimentano "un diverso modo di fare società". Una definizione molto interessante ai fini della nostra indagine, ci viene proposta dalle ricercatrici nord-americane Danah Boyd e Nicole Ellison, le quali definiscono i "Social Network Sites" come dei:

servizi web che consentono agli utenti di costruire un profilo pubblico o semi-pubblico all'interno di un sistema chiuso, di articolare una lista di altri utenti del sistema con i quali condividere un collegamento, di consultare e "navigare" la propria lista di contatti e quella creata dagli altri all'interno del sistema.

Rispetto ai social media loro antesignani -come le chat-room o i forum on line-che permettevano agli utenti, con un semplice click, di attivare un'identità temporanea grazie alla quale poter comunicare in totale anonimato con degli sconosciuti incontrati in una dimensione virtuale, i social network hanno introdotto una novità socio-tecnologica senza precedenti. La loro peculiarità consiste, infatti, nell'essere delle "piattaforme sociali emotive per l'informazione e l'intrattenimento", all'interno delle quali gli individui, oltre ad instaurare nuovi legami, hanno soprattutto la possibilità di implementare le loro relazioni sociali già esistenti nella realtà. I social network hanno inaugurato un uso sociale della rete che ha progressivamente abbattuto quel confine invalicabile tra reale e virtuale, che ha sempre contraddistinto in chiave negativa, sia le ricerche sulla rete che la percezione maturata sul medium dai suoi fruitori. Il sociologo canadese Barry Wellman è stato il primo ad accorgersi di come questa "rivoluzione digitale" avviata dai social networks, non solo stesse cancellando la dicotomia tra reale e virtuale, ma avrebbe presto prodotto una sorprendente riconfigurazione nel modo comune di concepire lo spazio e le distanze.
Egli, in particolare, ha coniato l'espressione "individualismo reticolare" per denunciare il fatto che: nelle società post-moderne gli individui sono sempre più svincolati dal luogo fisico di provenienza e capaci di costruire, attraverso la rete, delle relazioni glocalizzate, che si svolgono, cioè, in un contesto globale ibrido, all'interno del quale, tuttavia, ciascun attore sociale conserva la propria appartenenza identitaria locale. Indubbiamente l'elemento più emblematico di questa svolta sociale della rete è rappresentato dal fenomeno delle comunità virtuali.

Questo brano è tratto dalla tesi:

La sfera pubblica e la sua reticolarizzazione. Dalle rivoluzioni liberali alla blog-politica del grillismo

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Informazioni tesi

  Autore: Bruna Valotta
  Tipo: Tesi di Laurea Magistrale
  Anno: 2012-13
  Università: Università degli Studi di Messina
  Facoltà: Lettere e Filosofia
  Corso: Filosofia contemporanea
  Relatore: Marco Centorrino
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 253

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