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I controlli gestionali nelle pubbliche amministrazioni

Le direttive Berlusconi – Frattini

La vittoria del centro destra italiano alle elezioni tenutesi il 13 maggio del 2001 segna l'inizio della XIV legislatura, che vede il ritorno di Silvio Berlusconi alla Presidenza del Consiglio dei Ministri e di Franco Frattini al Ministero della Funzione Pubblica.
Il 15 novembre del 2001 viene emanata la direttiva "Berlusconi/Frattini", la quale, dopo aver preso coscienza delle criticità espresse dal "primo rapporto" del CTS, si adopera per garantire il funzionamento del nuovo modello di amministrazione, venuto fuori dal d.lgs. 286/1999.
All'interno della stessa, viene subito ribadito il ruolo fondamentale della direttiva generale annuale del Ministro descritta come la "sede naturale per definire e comunicare le priorità e gli obiettivi di ogni singolo dicastero, nonché del Governo nella sua interezza, sia alle pubbliche amministrazioni, sia, nella logica di trasparenza che caratterizza l'azione di governo, alla cittadinanza e all'elettorato".
L'insieme delle direttive dei dicasteri, andrà quindi a definire gli impegni prioritari assunti dal Governo nei confronti dell'elettorato.
Per ciò che concerne il processo di elaborazione della direttiva è indispensabile che esso si caratterizzi per la collaborazione e la condivisione degli obiettivi assegnati dagli organi politici ai vertici amministrativi, quindi in coerenza con le risorse affidate ai CRA.
Secondo aspetto affrontato dalla direttiva Berlusconi/Frattini riguarda la definizione degli obiettivi delle politiche pubbliche.
Viene qui operata una distinzione tra gli "obiettivi politici" e gli "obiettivi generali" delle singole amministrazioni, nel pieno rispetto di quel principio contenuto nella legge n. 142/90 e consolidatosi nel tempo.
La direttiva in esame, specifica come la direttiva del singolo ministero dovrà indicare le linee guida, quindi le priorità politiche dell'azione di Governo, indicando altresì, la convenienza di concentrarsi su un numero delimitato di obiettivi strategici, favorendo in questo modo la comprensione ai livelli di amministrazione subordinati.
Per incentivare la realizzazione degli obiettivi, vennero disposti all'interno della direttiva, dei programmi d'azione dove erano specificati i sistemi di monitoraggio indispensabili per verificare l'eventuale raggiungimento degli obiettivi programmati.
Infine, la direttiva si chiuse, riprendendo il tema del ruolo dei Servizi di controllo interno e del Comitato tecnico scientifico.
Ne veniva sottolineata l'importanza, attribuendo a quest'ultimi il compito di "assicurare la diffusione di meccanismi di pianificazione e controllo nella amministrazione. Essi costituiscono, infatti, all'interno degli uffici di diretta collaborazione del Ministro, l'unità organizzativa incaricata di monitorare l'attuazione degli indirizzi impartiti e di formulare indicazioni per migliorare la funzionalità dell'azione amministrativa ed assicurare coerenza e cogenza al processo di programmazione e controllo".
Per rendere ciò possibile, la direttiva, specificava che all'interno dei SECIN e degli uffici di supporto, vengano inserite professionalità con competenze ed esperienze, anche provenienti dal settore privato, in materia di programmazione e controllo. [...]

Questo brano è tratto dalla tesi:

I controlli gestionali nelle pubbliche amministrazioni

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Informazioni tesi

  Autore: Vito Conforti
  Tipo: Laurea liv.II (specialistica)
  Anno: 2012-13
  Università: Università degli Studi Roma Tre
  Facoltà: Scienze Politiche
  Corso: Scienze delle pubbliche amministrazioni
  Relatore: Eugenio D'Amico
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 149

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Parole chiave

controllo di gestione
controlli aziendali
riforma brunetta
controlli interni amministrazioni pubbliche
servizi di controllo interno
valutazione e controllo strategico
organismo indipendente di valutazione
commissione trasparenza e integrità
comitato tecnico scientifico
controlli burocratici

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