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La formazione in Media Education: analisi dell'offerta formativa degli atenei italiani

La Media Education nella scuola

Lo stato della Media Education in Italia viene descritto in un rapporto commissionato dalla Commissione Europea (Perez Tornero, 2007b). L’autore sottolinea come la disciplina non sia stata presa in considerazione nel corso dei diversi tentativi di riforma dei curricula scolastici e lamenta che non vi sia una politica ufficiale e sistematica del Ministero dell’Istruzione in tale ambito.

Non essendo la materia inserita nel curriculum scolastico essa è stata a lungo insegnata nelle scuole e nelle università solo grazie all’iniziativa di alcuni insegnanti e professori, seguendo principalmente tre fasi:

1. Nella prima fase (anni ’50-’60) l’attenzione si è focalizzata sui film. In questo periodo alcune associazioni si sono poste l’obiettivo di portare il cinema nelle scuole cercando di riproporre nel contesto scolastico ciò che già avveniva in altri ambienti attraverso i cineclub;

2. Durante gli anni ’70-’80 l’interesse dei media educator si è spostato sulla televisione. In particolar modo l’attività si è concentrata sull’analisi dell’informazione e della pubblicità all’interno delle classi, attraverso lo sviluppo di metodologie semiotiche di analisi dei testi;

3. Dalla fine degli anni ’80 e gli anni ’90 fino ad oggi si è aperto un terzo periodo per la Media Education, in cui si sono poste in rilievo l’educazione al computer, la multimedialità e le nuove tecnologie, in particolar modo Internet e i telefoni cellulari.

In quest’ultima fase le abilità relative alle ITC vengono indicate come obiettivi principali dal Programma di sviluppo delle tecnologie didattiche nel sistema scolastico (1995) ma unicamente da un punto di vista strumentale. Alcune competenze relative alla Media Literacy possono essere rinvenute nei diversi livelli di istruzione nell’insegnamento dell’italiano.

Nella scuola primaria (6-11) prende il nome di “Educazione all’immagine” e tradizionalmente si riferisce ai linguaggi non verbali: disegno, fotografie, film.
Nella scuola secondaria inferiore (12-14) l’educazione ai media è generalmente affidata agli insegnanti di italiano, di arte e di tecnica, ma anche in questo caso, mancando un curriculum nazionale, il tutto dipende dall’iniziativa dei singoli. Ciò comporta che la Media Education si sviluppi a macchia di leopardo: vi può essere un’intensa attività dove è forte la sensibilità degli insegnanti, debole o del tutto assente invece, nel caso in cui vi sia disinteresse o non coinvolgimento degli stessi.
In ogni caso le pratiche di Media Education, dove svolte, si concentrano prevalentemente sull’analisi critica dei testi, tipica del paradigma strutturalista (che in questo scritto è chiamato col nome di approccio della lettura critica) ma non sempre in linea coi nuovi orientamenti della ricerca.
Nella scuola secondaria superiore infine, il principale interesse della Media Education è orientato all’Education Technology: le politiche pubbliche infatti, promuovono un approccio strumentale dell’utilizzo di media e tecnologie, in cui essi fungono da supporti all’insegnamento e all’apprendimento. Tuttavia anche in questo ambito molti insegnanti e molte scuole stanno sperimentano esperienze più innovative caratterizzate dall’approccio costruttivista, dalla multimedialità e dalla cooperazione on line (Perez Tornero, 2007b).

La discriminante maggiore che definisce gli approcci degli insegnanti italiani alla Media Education sembra essere l’età. Come sottolineato da Rivoltella, «mentre gli insegnanti più anziani tendono ad utilizzare una prospettiva protezionista ed inoculatoria, quelli più giovani sono aperti alle nuove possibilità offerte dai media» (Buckingham e Domaille, 2001, p. 48).

Questo brano è tratto dalla tesi:

La formazione in Media Education: analisi dell'offerta formativa degli atenei italiani

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Informazioni tesi

  Autore: Julija Stevanovic
  Tipo: Laurea liv.I
  Anno: 2012-13
  Università: Università degli Studi di Padova
  Facoltà: Scienze Politiche
  Corso: Scienze politiche e delle relazioni internazionali
  Relatore: Claudio Riva
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 124

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Parole chiave

formazione
media education
media literacy
educazione ai media
education technology

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