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L'Europa cambia l'Europa

L'Europa di oggi

Il vero punto di svolta nella creazione dell'Unione è rappresentato dal cosiddetto Trattato sull'Unione Europea, firmato dagli stessi dodici stati membri, che qui aprono finalmente le porte ad una politica di multiculturalismo vero e proprio, anche se non utilizzando mai questo termine. Questo avviene perché per la prima volta dalla fondazione della CEE gli stati membri si pongono oltre al problema della mobilità di beni, servizi e persone, quello dell'interscambio di cultura ed informazioni, rendendo così possibile l'integrazione di una politica multiculturale a quelle sulla mobilità. Già si ritrovano elementi di questo tipo precedenti a tale trattato, ma tali considerazioni non saranno mai abbastanza convincenti da spingere tutto il Consiglio europeo ad un'attuazione totale, fino al 1992. Il multiculturalismo è, come recita l'Enciclopedia italiana Treccani, un "Orientamento politico e sociologico volto a promuovere il riconoscimento e il rispetto dell'identità linguistica, religiosa e culturale delle diverse componenti etniche presenti nelle complesse società odierne", così a partire da questa concezione si può comprendere come il TUE abbia indirizzato l'Unione Europea verso questa strada. A Maastricht i paesi membri inseriscono sei nuove politiche comunitarie: reti transeuropee, politiche industriali, tutela dei consumatori, istruzione e formazione professionale, gioventù ed infine cultura. Con questi ultimi tre punti l'UE ha mosso i primi passi verso la creazione di un vero e proprio popolo europeo, ma la concentrazione dell'Unione sulla cittadinanza europea non si ferma qui.
Altro punto cardine di questo trattato è proprio l'istituzione di tale cittadinanza: essa va a rappresentare l'appartenenza ad un'unico blocco continentale, senza cancellare l'appartenenza degli individui a nazioni diverse. Questa è la grande differenza tra l'America e l'Europa: la prima nasce come federazione, all'interno della quale gli stati rinunciano ad una grande fetta di sovranità; in Europa invece, come detto, ogni nazione mantiene la propria. Anche per quanto riguarda la stretta dipendenza da un potere centrale, la differenza è chiaramente abissale: in Europa, il parlamento centrale, con sede a Bruxelles, dispone semplicemente delle direttive che gli stati provvedono ad attuare ognuno in maniera autonoma e particolare.
Le prime vere direttive riguardanti la protezione della multiculturalità arrivano a partire dal biennio '96/'97, quando in seguito al trattato di Maastricht la politica comunitaria che riguardava l'istruzione e la cultura si è confrontata con le considerazioni sull'insegnamento e l'apprendimento precoce delle lingue, avvalorate poi dalla grossa spinta alla libera mobilità di studenti ed insegnanti.

Questo brano è tratto dalla tesi:

L'Europa cambia l'Europa

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Informazioni tesi

  Autore: Gabriele Chignoli
  Tipo: Laurea liv.I
  Anno: 2013-14
  Università: Università degli Studi Suor Orsola Benincasa - Napoli
  Facoltà: Lettere
  Corso: Lingue e culture moderne
  Relatore: Bruna Di Sabato
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 30

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