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La Psicologia del Web ed i correlati anatomo-fisiologici dell'Internet Addiction Disorder

La dipendenza dal punto di vista biologico

Il nostro sistema nervoso è sensibile all'azione di determinate sostanze le quali interagendo in particolare con i neuroni localizzati all’interno del “sistema limbico”, principale nucleo emozionale posto centralmente nel cranio, possono potenzialmente innescare stati emotivi quali per esempio il piacere, la gratificazione e più in generale condizioni emozionali positive, inoltre, anche specifici comportamenti possono innescare al pari delle sostanze meccanismi di possibile gratificazione ed appagamento, motivo per il quale vengono ripetuti in forma ritualizzata. Pertanto la dipendenza non è innescata solo da fattori comportamentali e/o sociali, ma come vedremo in questo paragrafo le componenti biologiche svolgono un ruolo importantissimo.

Una delle componenti più straordinarie del sistema nervoso è il “neurone”, questa cellula è un vero e proprio centro recettore ma allo stesso tempo anche propagatore di stimoli, mediante appunto le fibre nervose, ossia dei prolungamenti paragonabili ad una sorta di “autostrada” che veicola impulsi elettrici nel nostro organismo. Tali fibre si distinguono in dendriti e assoni, le prime definite anche arborizzazioni dendritiche hanno il compito di intercettare l'impulso nervoso convogliandolo mediante l'assone, ossia il corpo cellulare, verso i terminali sinaptici. L'assone è importante non soltanto per la sua funzione di spazio – conduttore, ma anche perché costituisce il luogo in cui il neurone raggiunge la sua soglia d'attivazione “potenziale d'azione”, utile al fine dell'espulsione del neurotrasmettitore, funzionale al meccanismo sinaptico (comunicazione tra neuroni).

È importante specificare che il segnale di conduzione subisce una trasformazione, variando da uno stato di natura elettrica ad un altro di natura chimica, possiamo quindi definire il meccanismo della sinapsi come una continua espulsione di un neurotrasmettitore, da parte dei terminali sinaptici della cellula nervosa, e della ricaptazione di tale sostanze mediante attivazione dei recettori dei dentriti di un altro neurone, verrà quindi a generarsi un nuovo potenziale d'azione funzionale alla secrezione di un ulteriore neurotrasmettitore. Nel momento in cui un individuo assume droghe, queste si insinuano proprio in questo passaggio interferendo con l’azione dei neurotrasmettitori. Dopamina, serotonina, noradrenalina, acetilcolina, acido glutammico e acido gamma amino butirrico (GABA), sono questi i neurotrasmettitori più importanti, ognuno è deputato a un funzione specifica : sensazioni di piacere e dolore, di fame e di sazietà, il desiderio sessuale, regolano i cicli di veglia e di sonno, l'ansia e in genere l'umore. Il neurotrasmettitore maggiormente significativo in tale argomento risulta essere la dopamina, quest’ ultima esercita maggiormente la sua funzione in relazione a stimoli incentivanti.

E' stata definita “il neurotrasmettitore del piacere” in quanto, nel momento in cui viene rilasciata nel centro della gratificazione, regola le risposte emozionali producendo un effetto piacevole e di euforia. Il centro di gratificazione non è solo centro di piacere ma è il luogo dove tutte le informazioni legate a una particolare esperienza vengono associate. Il fatto che si liberi dopamina nel centro della gratificazione, fa sì che il desiderio della droga diventi simile a un bisogno (come la fame o la sete) la cui soddisfazione diventa fondamentale, questo meccanismo in condizioni normali permette che si ripetano comportamenti essenziali per l’ adattamento e la sopravvivenza, ma nel caso specifico si genera la condizione di dipendenza.

Pertanto il nostro organismo, subisce una sorta di inganno da parte della droga, considerando l’effetto derivante dall’assunzione di tali sostanze di importanza fondamentale per la sopravvivenza. Le normali stimolazioni, quindi non derivanti da assunzione di sostanze psicotrope, terminano l’effetto di gratificazione dopo poco tempo, diversamente le sostanze d'abuso sono in grado di stimolare la trasmissione dopaminergica in modo continuo e ripetitivo. Le condizioni di continuità e ripetitività generano uno stato di adattamento da parte del neurone, diventando tollerante, con la diretta conseguenza che l’assuntore dipendente necessiterà di maggiori quantità della specifica droga per ottenere lo stesso effetto sperimentato all’inizio.

Quando la sostanza manca, il soggetto incombe nella sindrome d'astinenza, ossia in un profondo malessere fisico esplicato nella maggior parte dei casi con un bisogno incontrollabile e irrefrenabile di soddisfare quel desiderio, il craving. Tutte le sostanze che potenzialmente possono indurre dipendenza ma anche determinati comportamenti compulsivi, attivano le aree del piacere e della gratificazione, per cui si può affermare che la dipendenza è anche un processo biologico, intimamente correlato ai meccanismi di funzionamento cellulare.

Le ricerche condotte fino ad ora indicano anche che l’azione di ogni specifica droga (es. LSD, cocaina, allucinogeni), produce conseguenze diverse a livello di sinapsi, tuttavia il risultato finale prodotto da tutte le droghe è comunque lo stesso : maggiore quantità di dopamina rilasciata nel centro di gratificazione, e tale potente meccanismo sarebbe responsabile della “riprogrammazione” della nostra condizione comportamentale.

Inoltre recenti ricerche hanno dimostrato che la messa in atto di determinati comportamenti patologici come il gioco d'azzardo compulsivo, le abbuffate di cibo o l’utilizzo esagerato e incontrollato di internet, innescano, analogamente a quanto precedentemente descritto in relazione all’assunzione di sostanze psicoattive, un aumento di dopamina e in alcuni casi anche di serotonina sempre a livello del nucleo emozionale, sistema limbico. Tali scoperte hanno quindi un importanza considerevole, in quanto convogliano sempre più ricercatori al paragonare specifici comportamenti devianti e patologici al pari delle tossicodipendenze, sia sul piano biochimico che su quello comportamentale.

Questo brano è tratto dalla tesi:

La Psicologia del Web ed i correlati anatomo-fisiologici dell'Internet Addiction Disorder

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Informazioni tesi

  Autore: Daniele Galeandro
  Tipo: Laurea liv.I
  Anno: 2013-14
  Università: Università degli Studi Gabriele D'Annunzio di Chieti e Pescara
  Facoltà: Psicologia
  Corso: Scienze e tecniche psicologiche
  Relatore: Camillo Di Giulio
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 89

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