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SCREENING FASHION - Il potere della moda sul grande schermo

Ispirazione… Subculture: le subculture nell'Era Pulp

Sebbene il riferimento alla cultura Pulp e ai vari generi cinematografici come gli spaghetti western, B–movies, Hong Kong action e polizieschi spieghino in parte il repertorio al quale Tarantino si ispira, è anche vero che il regista ambienta i film ai giorni nostri, dunque è bene considerare un'ulteriore riferimento: la moda contemporanea.

Il termine "Estetica Pulp" è ormai entrato nel parlare quotidiano e per tutti indica un abbigliamento fortemente stereotipato, appariscente, trash. Come d'altronde l'Estetica Pulp fa riferimento al fenomeno sia letterario sia cinematografico per cui eroi e antieroi erano rappresentati in maniera piuttosto dozzinale, poiché il pubblico, operaio e spesso non istruito, doveva cogliere immediatamente le caratteristiche del personaggio mediante abito, trucco e parrucco.

Nell'Era tarantiniana l'Estetica Pulp ha mutato il suo significato poiché nell'immaginario collettivo sono entrate nuove rappresentazioni che riflettono al contempo lo spirito del pulp ma anche il mondo di citazioni a cui attinge il regista.

Il pulp, come detto nel paragrafo precedente, è un genere popolare, di facile fruizione per temi trattati, linguaggio, costo del biglietto. Dal punto di vista del costume, i protagonisti pur mantenendo delle caratteristiche costanti, sia fisiche sia psicologiche (la ragazza della porta accanto è bionda gentile e innocente, e c'è sempre un uomo che vuol approfittarsi di lei), negli anni le hanno mutate, se non del tutto, almeno in parte.
Se nell'immaginario collettivo il detective indossa sempre l'impermeabile beige e possibilmente la lente d'ingrandimento nel taschino, in quanti film è stato rappresentato diversamente? Moltissimi, soprattutto oggi.

Tarantino, pur attingendo al genere, ne ha comunque attuato una rilettura, per questo regole, trame e ambientazioni sono state sovvertite. Per dirla usando i termini di Betsy Heimann, l'estetica pulp "si muove dal caotico al simbolico".
La potenza evocativa di queste nuove identità cinematografiche le hanno rese iconiche.
Ma allora, se non (solo) dal pulp, da quale universo ha attinto Tarantino?

Pur ambientando i suoi film negli anni Novanta, egli attinge costantemente dagli anni Settanta, portando sullo schermo usi e costumi di quel periodo.
La sfiducia nei confronti del futuro, i giovani serial killer statunitensi ripresi da Larry Clark, la fioritura dell'LSD e la diffusione in genere delle droghe sintetiche, gli attentati terroristici, il gusto della provocazione, il femminismo, la libertà sessuale, le subculture e il fenomeno antimoda, il background che ha portato alla creazione dell'America iperviolenta, patinata e comunque mistificata degli anni Novanta.
Surfer, skater, hippie, punk e rapper sono solo alcune delle subculture che convivono nell'universo tarantiniano.

Sebbene tra gli "effetti collaterali" annoverati nella visione dei capolavori del regista, talvolta figuri un'eccessiva violenza e una carica grottesca che porta lo spettatore a non credere in quella realtà, per Tarantino è fondamentale l'elemento realtà. I costumisti, come gli scenografi, ne seguono le direttive principali ma la ricerca è necessaria, per non tradirne il realismo.
Se consideriamo questo punto di vista, ci accorgiamo che i film di Tarantino traboccano di riferimenti allo streetstyle. [...]

Questo brano è tratto dalla tesi:

SCREENING FASHION - Il potere della moda sul grande schermo

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Informazioni tesi

  Autore: Virginia Spadaccini
  Tipo: Laurea liv.I
  Anno: 2013-14
  Università: Istituto Europeo di Design Roma
  Facoltà: Design e Arti
  Corso: Design della Moda
  Relatore: Paola Pattacini
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 105

FAQ

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Parole chiave

moda
cinema
quentin tarantino
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