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Economia delle aziende operanti nel settore dell'elettronica e dell'informatica. Caso Apple

Struttura aziendale: tra marketing e comunicazione

Come si è già affermato, Apple ha una struttura aziendale che risulta essere di servizio innovativa, personalizzata e curata, ma allo stesso tempo anche “social” e relazionale rispetto ai propri concorrenti, poiché il livello e il tipo di interazione previsto è coerente con le aspettative di reciprocità dei clienti e degli stakeholders. Per approfondire il concetto. A fare la differenza sarà però la potente strategia marketing, come il fulcro di tutta la sua attività aziendale , che verrà esaminata nel seguente paragrafo, nel suo aspetto economico-gestionale.

La strategia adottata è composta da diversi elementi-chiave, che sono sintetizzati come una sorta di linee-guida per poter far acquisire all’azienda un alto livello di riconoscimento e devozione. Apple punta principalmente sui suoi prodotti, posizionandoli come «alternativa hippy ai device anonimi dei colletti bianchi» e si affida ad una conoscenza profonda e sofisticata dell’hardware e dei software, unitamente ad una grande fiducia nella potenza della comunicazione globale, a proprio vantaggio dei meccanismi interni dei media. Per citare un esempio di strategia utilizzata nell’organizzazione interna, Apple propone la vendita dei propri prodotti, non nei grandi magazzini, come accade per la maggior parte dei suoi competitors, ma a chi effettua l’acquisto nei loro store, con la possibilità di trovare un dispositivo realizzato e confezionato espressamente per lui e ottenendo esclusivamente il controllo di ogni singolo pezzo, in cui l’azienda è il solo costruttore che concepisce, produce e distribuisce i propri prodotti come sinonimo di grande ambizione, instaurando un rapporto privilegiato tra compagnia e clienti.

Il merito, oltre che dell’intrinseca modalità di vendita dei prodotti, è certamente da ritrovare in altri due fattori : il primo consiste nell’adozione da parte di Apple della locazione STAY YOUNG, in quanto ha sempre compreso quanto sia importante, per una compiuta fidelizzazione del cliente, poter contare su un target molto giovane, non a caso da diversi anni porta avanti una politica di incentivi per entrare nelle scuole e nei college degli Usa; il secondo, invece, riguarda il funzionamento dei prodotti, che si basa essenzialmente sulla sua facilità d’uso, perché se il design, il sistema operativo e l’interfaccia, poggiano su una filosofia complessiva di immediatezza e semplice eleganza, il cliente si sente soddisfatto e soprattutto gratificato.

La strategia di Apple non è solo innovazione, ma è anche differenziazione, come base delle performance superiori registrate dall’impresa, solitamente in termini di profittabilità, rispetto alla media dei suoi concorrenti diretti nel settore di riferimento, in un arco temporale di medio-lungo termine. La strategia di differenziazione consente ad Apple di vendere i suoi prodotti a prezzi più elevati rispetto agli standard stabiliti e, al contempo, di avere una clientela estremamente fidelizzata, in modo tale da anticipare i bisogni del consumatore, lanciando in esclusiva prodotti innovativi che fanno tendenza, che a volte creano nuovi mercati (iMac, iPhone) e sviluppano una forte brand identity in cui il consumatore s’identifica come parte di una collettività (es. lo slogan I’m a Mac).

La differenziazione non è limitata alle sole attività di marketing e vendita, ma coinvolge anche le altre funzioni (produzione, pre e post-vendita, innovazione futura del prodotto) come la rigida selezione delle materie prime migliori (es. cassa in acciaio inossidabile e vetro cristallino), attività di R&S tecnologica, volta al miglioramento continuo del prodotto (es. negli ultimi anni Apple ha sostenuto infatti una spesa di 2,03 miliardi di dollari solo investendo nella R&S) , produzione in ottica TQM per tendere ad un prodotto «zerodifetti», servizio di spedizione, post vendita e assistenza al cliente superiori (garanzia aumentata a 24 mesi).

Gli elementi di differenziazione, però, devono essere molto forti (basati su caratteristiche cui i buyer attribuiscono valore) e difficilmente imitabili (per evitare una sostanziale omologazione con i competitors), da indurre il consumatore, sensibile al brand ed alla sua unicità, ad assistere ad un rapido cambiamento tecnologico che offre opportunità di differenziare non solo il valore dell’offerta, ma anche il valore percepito della stessa. In conclusione, è possibile affermare che la strategia Apple è conforme agli obiettivi che il fondatore Steve Jobs si era prefissato agli inizi del nuovo millennio, nel momento in cui ha ripreso le redini della compagnia aziendale.

Non soffermandosi più sulla conclusione della guerra competitiva, la nuova strategia va oltre le tradizionali prospettive, prestando attenzione non a ciò che vogliono oggi i consumatori, ma quello che desiderano domani, dando vita ad una gamma di prodotti che hanno “rivoluzionato il mondo”, con cui è stata in grado di inventarsi, poiché si basa su una visione estetica, piuttosto che su una prospettiva limitata alle perdite e ai profitti. Il desiderio è soddisfare tanto i bisogni dei consumatori, quanto è la decisione di rimanere un sistema proprietario, in modo tale da garantire la superiorità sui suoi competitors.

Questo brano è tratto dalla tesi:

Economia delle aziende operanti nel settore dell'elettronica e dell'informatica. Caso Apple

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Informazioni tesi

  Autore: Melania Lepore
  Tipo: Laurea liv.I
  Anno: 2015-16
  Università: Università degli Studi di Foggia
  Facoltà: Economia
  Corso: Economia aziendale
  Relatore: Nunzio Angiola
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 89

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