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Tecniche innovative di svezzamento per vitelle bufaline

Valutazione dell’uso dei calf starter

Nei vitelli bovini, gli starter sono mangimi di avviamento somministrati al vitello a partire dai primi giorni di vita. Le caratteristiche più importanti di tale concentrato, destinato a essere assunto nelle prime delicate fasi di vita, devono essere l’elevata qualità delle materie prime e l’altissima appetibilità. Un buon mangime di avviamento dovrebbe presentare un’elevata percentuale di proteine (20-22% circa), e una quota di fibra non superiore al 9-10%.

I prodotti amidacei dovrebbero essere introdotti preferibilmente sotto forma fioccata o schiacciata in quanto tali trattamenti tecnologici consentono di migliorare la digeribilità degli amidi e di ridurre i rischi di disordini enterici. La presenza nella miscela di una certa quota di polvere di latte scremato, nella misura del 5-8%, ha il duplice vantaggio di assicurare l’apporto di proteine nobili e di favorire l’assorbimento del calcio e del fosforo attraverso la riduzione del pH intestinale. Tra l’altro, il latte in polvere, come altri prodotti zuccherini come il melasso, ha la prerogativa di migliorare l’appetibilità dell’alimento, incentivandone la prensione precoce.

Diverse sono le variabili che contribuiscono a differenziare l’appetibilità di un calf starter rispetto ad un altro e quindi la sua assunzione da parte del vitello. Il programma di somministrazione del latte è un primo parametro da considerare: la quantità che viene somministrata e soprattutto la percentuale di proteine e grasso influenzano notevolmente l’assunzione successiva del calf starter. Segue poi la disponibilità di acqua che è un nutriente essenziale per il vitello e la sua assenza compromette l'assunzione del mangime di avviamento.

Altri fattori sono le formulazioni e in particolar modo la forma fisica del mangime di avviamento, nonché il peso alla nascita del vitello, il suo corredo genetico e persino il sesso che può avere un effetto differente sull’assunzione. Da non tralasciare, la custodia, la gestione e l'ambiente in cui il vitello vive hanno un grande impatto sul modo in cui l’animale consuma il mangime offerto. E’ importante, inoltre, fare una distinzione tra appetibilità di un alimento, preferenza per esso e assunzione dello stesso: un alimento è gradevole al palato quando presenta un buon sapore, il termine “preferenza” è usato invece per descrivere un alimento di cui gli animali si nutrono in maggior quantità o quello che l'animale seleziona inizialmente.

Non è detto che un alimento appetibile venga preferito e, viceversa, un alimento preferito sia appetibile. Esistono una serie di fattori che possono influenzare l'appetibilità dei calf starter:

- gli aromi: sono spesso aggiunti ai calf starter per migliorarne l'appetibilità e l'assunzione. L'agente aromatizzante più comunemente usato è il melasso liquido (di canna o di barbabietola), che viene aggiunto alla miscela prima della cubettatura o può essere spruzzato esternamente al cubetto al termine della sua produzione e prima della miscelazione finale. Talvolta, è aggiunto melasso essiccato alla miscela di alimentazione prima della pellettatura.

La quantità di melasso da aggiungere è però ancora in discussione: molti produttori possono aggiungere solo una quantità limitata di melasso (5-7% della formula) per calf starter prima che si verifichi il deterioramento delle caratteristiche di trattamento, alcuni allevatori più importanti, potendo giustificare la spesa di capitale, mescolano il pellet di calf starter con il concentrato e possono aggiungere molto più melasso arrivano a valori del 10% nei mangimi di avviamento.

Naturalmente, la formulazione di diete con percentuali così alte di melasso deve essere affrontata con maggiore accuratezza e giudizio dal momento che il melasso fermenta rapidamente nel rumine provocando drastiche riduzioni del pH ruminale. È importante distinguere tra ingredienti o agenti che migliorano l'assunzione da una migliore appetibilità e prestazioni migliorate.

Ad esempio, fornendo fonti di proteine altamente digeribili (come la farina di estrazione di soia trattata con il calore) non si hanno effetti sulla appetibilità, ma l'assunzione può incrementare perché i vitelli crescono maggiormente e mostrano un migliore appetito. Inoltre, i vitelli in buona salute consumano quantitativi superiori di calf starter rispetto ai vitelli malati. Oltre il melasso, sono stati valutati molti altri agenti aromatizzanti. Wing (1961) ha osservato un maggiore consumo di mangime aromatizzato rispetto a mangime insapore offerto a vitelli dalla nascita ai 90 giorni di età. Morril and Dayton (1978) hanno verificato che la preferenza per i mangimi aromatizzati è più evidente tra 31 e 60 giorni di età.

Waldern e Van Dyke (1971) hanno dimostrato che l’aggiunta del 0,2% di glutammato monosodico in calf starter ha determinato un aumento del consumo di mangime tra le 3 e le 6 settimane di età, ma una diminuzione del consumo a 11-12 settimane di età. Wallace e Riggs (1967) hanno trovato che i sapori aggiunti in misura significativa aumentano il consumo di mangime da svezzamento in vitelli Hereford.

L'aggiunta del 10% di lardo in una razione base ha diminuito l'assunzione di cibo comportando una minor crescita di vitelli bovini tra le 6 e le 12 settimane di età (Chandler et al., 1968). Miller et al. (1958) ha scoperto che gli oli di anice deprimono l’appetibilità del calf starter.

- la forma fisica: può influenzare l'appetibilità e l'assunzione. In letteratura, la maggior parte degli autori sembra indicare che i vitelli trovano più gradevole al palato il mangime strutturato, ovvero il calf starter contenente sia pellet sia cereali integrali o trasformati a vista. Va anche detto che, in generale, i vitelli consumano accettabilmente entrambe le forme. La maggior parte dei mangimi di avviamento sono pellettati o misti a fioccati e/o laminati. L’uso di pellet troppo duri o troppo morbidi influenza considerevolmente l'assunzione da parte del vitello, così come è stato dimostrato che i vitelli non preferiscono miscele starter finemente macinate. I calf starter, infatti, non dovrebbero essere polverosi, ammuffiti o privi di sapore. Ognuna di queste caratteristiche può comprometterne l’assunzione. Un calf starter ammuffito può anche influenzare la salute del vitello. Bach et al. (2007) affermano che alimentare i vitelli con uno starter pellettato è economicamente più conveniente della somministrazione di uno starter multiparticellare grazie alla maggiore efficienza di conversione degli alimenti.

- gli ingredienti: possono avere un effetto drammatico sulla appetibilità e sull’assunzione. Gli effetti concreti dipenderanno molto dalla reale composizione dei mangimi e dagli altri ingredienti nel mix. L’appetibilità del calf starter è solo un criterio per avere successo nelle performance produttive in quanto bisogna considerare che il mangime deve fornire nutrienti essenziali in relazione all’età.

Per la specie bufalina, esistono pochi lavori in letteratura che valutano l’utilizzo dei calf starter nei vitelli. Già negli anni ’70 (Ferrara et al, 1970; Romita e Da Silvia Dias, 1975) osservavano che i vitelli bufalini non si adattavano a consumare alimenti solidi (fieno e concentrato) se non dopo i 40 giorni di età. Da tale periodo allo svezzamento completo, però, l’intervallo risultava relativamente breve (circa 2 settimane). Nel 1988, Arora ha riportato per i vitelli bufalini indiani una situazione analoga: il mangime starter, sebbene offerto all’età di 4 settimane, non veniva consumato prima dei 45 giorni di età. Naga et al. (1969) osservavano, nel rumine di vitelli sottoposti a svezzamento precoce, la comparsa della popolazione mista dei protozoi ciliati non prima dei 40 giorni di età, periodo nel quale, secondo Sengar e Singh (1970), si completa lo sviluppo del complesso gastrico.

In Pakistan, Ahmad et al. (2004) ha confrontato due tipi di calf starter di cui uno con una composizione tradizionale a base di pula di riso, glutine di mais, girasole e melasso e l’altro con una composizione alternativa a base di mais, farina di semi di cotone, farinaccio di grano e melasso, dimostrando che i vitelli alimentati con quest’ultimo calf starter hanno avuto migliori performance di accrescimento. Gli stessi autori, nel 2010, hanno confrontato, in vitelli di razza Nili Ravi, tre tipi di calf starter differenti per la qualità dell’amido (mais, avena e mais+avena) rilevando che gli animali alimentati con il calf starter a base di mais hanno avuto performance migliori rispetto agli altri due gruppi.

In Italia, Zicarelli F. et al. (2007) hanno valutato l’incremento di peso vivo e le variazioni morfologiche di vitelli bufalini di sesso femminile divisi in due gruppi alimentati con calf starter a diverso tenore proteico (28,5% vs. 21,0% di proteina grezza sulla sostanza secca) non riscontrando differenze significative in merito ad accrescimento, peso vivo e variazioni morfologiche mentre hanno affermato che la fonte proteica dei calf starter è importante in quanto hanno accertato differenze significative della concentrazione di urea nel sangue.

In Egitto, Ahmed ed el-Shazly (1960) hanno dimostrato che l’effetto dello svezzamento anticipato utilizzando i calf starter aveva risultati favorevoli sul precoce sviluppo ruminale in vitelli bufalini senza causare effetti dannosi sulla loro salute.

Questo brano è tratto dalla tesi:

Tecniche innovative di svezzamento per vitelle bufaline

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Informazioni tesi

  Autore: Sara Consalvo
  Tipo: Laurea liv.II (specialistica)
  Anno: 2012-13
  Università: Università degli Studi di Napoli - Federico II
  Facoltà: Medicina Veterinaria
  Corso: Scienze e Tecnologie delle Produzioni Animali
  Relatore: Serena Calabrò
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 122

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