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Relazione tra il recettore oculare e gli squilibri posturali

Disequilibri oculari e postura

Esiste una relazione bidirezionale tra funzione visiva e postura, infatti un'alterata funzione visiva può rappresentare una causa di modificazioni posturali che, nel tempo, possono creare problematiche al rachide e, viceversa, anche eventuali posture anomale assunte possono compromettere tutto il meccanismo della visione. Visione e postura sono quindi due meccanismi all'interno di un unico processo percettivo; va infatti ricordato che i muscoli degli occhi, del collo e di tutto l'apparato muscolare sono intimamente collegati.

Per questo qualsiasi alterazione visiva si ripercuote, inevitabilmente, su tutto il sistema tonico posturale rischiando di innescare meccanismi disfunzionali e, conseguentemente, dolore. Miopia, ipermetropia, astigmatismo, anisometropia, eteroforie sono tutti disturbi dell'apparato visivo che interagiscono sul sistema tonico posturale.

La miopia è un difetto di rifrazione dovuta ad una maggiore densità dei mezzi rifrangenti dell'occhio oppure ad un'eccessiva convessità del cristallino acquisita a causa del continuo guardare oggetti molto vicini. L'immagine di oggetti molto lontani si forma un po' prima della retina per cui la loro visione appare indistinta e sfocata, mentre la visione degli stessi a breve distanza resta chiara e distinta.

L'ipermetropia è un'anomalia dell'accomodazione dell'occhio in cui i raggi luminosi provenienti da oggetti distanti, anziché arrivare correttamente sulla retina, si focalizzano oltre di essa, rendendo perciò la visione sfocata e confusa a tutte le distanze. Tuttavia, quando il difetto è lieve, l'occhio riesce a correggere naturalmente il difetto attivando perennemente il meccanismo di accomodazione in modo che la visione risulti chiara e nitida come in un occhio normale (emmetrope), anche se questo continuo sforzo spesso affatica gli occhi.

L'astigmatismo è un disturbo che comporta una minore nitidezza visiva causata da una deformazione della cornea (che non risulta più perfettamente sferica) o da un'alterazione delle strutture interne del globo oculare. Di conseguenza le immagini risultano più o meno deformate sia che esse siano vicine sia che siano lontane.

L'anisometropia è la condizione in cui i due occhi presentano refrazioni diverse: un occhio è emmetrope (normale) e l'altro ametrope (con un vizio di rifrazione), oppure il tipo o il grado di ametropia sono diversi nei due occhi.

Le eteroforie sono disturbi legati ad alterazioni della motilità oculare che si traduce in un non ottimale allineamento degli assi visivi (strabismo). Mentre quando gli occhi risultano sempre disallineati in una determinata direzione si parla di eterotopie (strabismo manifesto), si parla di eteroforie propriamente dette nel caso in cui gli occhi deviano solo in determinati momenti mentre normalmente non si manifestano grazie al meccanismo di fusione oculare (fissazione di un oggetto).

La deviazione sarà dunque meno grave in quanto non è costante e resta nascosta, ma ad essa va comunque posta particolare attenzione perché potrebbe slatentizzarsi e divenire, ad un tratto, una deviazione manifesta.

Le eteroforie vengono distinte in esoforia, exoforia, ipoforia ed iperforia.

- Viene detta esoforia la condizione in cui gli occhi tendono ad iperconvergere, ossia a deviare eccessivamente verso l'interno. Si riscontra spesso in presenza di un'ipermetropia non corretta o di un'elevata miopia. A volte la causa può essere uno spasmo accomodativo, cioè una costante permanenza dei muscoli oculari in accomodazione, conseguenza di un eccessivo uso della vista da vicino.
Anche stati emotivi conseguenti a traumi o situazioni difficili possono portare all'esoforia che rappresenta sempre un atteggiamento di introversione (ci si chiude in sé stessi restringendo il proprio spazio visivo);

- si intende invece col termine di exoforia la condizione in cui gli occhi tendono a deviare verso l'esterno. Esistono due tipi di exoforia: una da insufficienza di convergenza e una da eccesso di divergenza. Nel primo caso (insufficienza di convergenza) gli occhi fanno fatica a volgersi l'uno verso l'altro (cioè a convergere) via via che l'oggetto si avvicina al viso; nel secondo caso (eccesso di divergenza), invece, gli occhi convergono bene da vicino ma, quando si guarda lontano, anziché
mantenersi paralleli, tendono a divergere eccessivamente: un occhio in particolare perde il controllo e devia verso l'esterno.

Entrambi i tipi di exoforia possono essere riscontrati combinati insieme (diplopia);

- viene definita ipoforia la varietà di eteroforia consistente nella deviazione verso il basso dell'occhio escluso dalla visione;

- si intende per iperforia la tendenza al disallineamento degli occhi in cui l'asse visivo di un occhio è più alto rispetto all'occhio controlaterale.

Le quattro condizioni di eteroforia appena descritte possono trovarsi anche concomitanti, per cui si potrà parlare di iperesoforia (occhio che devia verso l'alto e l'interno), di iperexoforia (occhio che devia verso l'alto e l'esterno), di ipoesoforia (occhio che devia verso il basso e l'interno) e di ipoexoforia (occhio che devia verso il basso e l'esterno). [...]

Questo brano è tratto dalla tesi:

Relazione tra il recettore oculare e gli squilibri posturali

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Informazioni tesi

  Autore: Angelo Pancaro
  Tipo: Tesi di Master
Master in Master di primo livello in Posturologia
Anno: 2017
Docente/Relatore: Gaetano Agliata
Istituito da: Università Telematica Pegaso
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 41

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Parole chiave

sport
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squilibri posturali
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