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Il sistema Putin nella Federazione Russa

La prima guerra cecena

E' proprio per “normalizzare” un affare interno (una repubblica ribelle) che El'cin perse la faccia e subì una delle più cocenti sconfitte della storia russa, da paragonarsi solo alla “debacle” in Afghanistan. La prima guerra venne scatenata a seguito della dichiarazione d'indipendenza della Repubblica Cecena d'Ičkeria e condotta nel tentativo di "stabilire l'ordine costituzionale in Cecenia e di preservare l'integrità territoriale della Russia"; in realtà c'erano precisi interessi strategici ed economico-strategici: la crisi cecena impediva alla Russia di speculare sull'oleodotto che collegava i campi petroliferi del Mar Caspio al porto di Novorossijsk, sul Mar Nero, poiché costringeva le multinazionali del petrolio a cercare vie alternative a questa per far arrivare il greggio in Occidente, tagliando di fatto Mosca fuori dai giochi.
All'epoca la repubblica caucasica era terra fertile per signori della guerra, boss della droga ed estremisti di ogni genere. Il controllo che la Russia esercitava sul territorio si era pian piano affievolito e sovente i governatori locali scendevano a patti coi gruppi criminali in cambio di favori. Questa pratica, facilitata anche dal diffuso malcostume che durante El'cin imperversava, fece sì che le leggi federali in Cecenia avessero il valore della “carta straccia” e gettarono le basi per lo scollamento che si ebbe nel 1994. I soldati russi riuscirono a conquistare la capitale Grozny nel febbraio 1995, provocando 5000 vittime fra i civili ceceni a seguito dei massicci bombardamenti aerei; altri 20000 caddero a causa della guerriglia combattuta casa per casa fra le vie della città. Il conflitto si spostò poi nel sud dove le truppe russe, meglio equipaggiate, riuscirono intorno alla metà del giugno 1995 a conquistare gran parte del territorio ceceno. E' da quel momento che entra in scena Šamil Salmanovič Basaev; egli diventerà una delle figure di spicco della guerriglia cecena e nemico giurato della Russia. Il 14 giugno 1995 Basaev e la sua milizia sequestrarono un intero ospedale con 2000 persone all'interno nella città di Budionnovsk. La risposta russa non si fece attendere e culminò con l'assalto delle truppe speciali all'edificio; l'operazione si rivelò un fallimento e costò la vita a 121 civili. Cernomirdyn (l'allora Primo Ministro) cedette alle richieste dei sequestratori, che chiedevano il ritiro delle truppe russe dal territorio ceceno e l'avvio dei negoziati. Il cessate-il-fuoco fu firmato il 21 giugno 1995.
La bruciante sconfitta russa arrivava proprio in concomitanza con le elezioni presidenziali in Russia, dove il candidato uscente El'cin era tallonato dal rivale comunista Zjuganov e correva il serio rischio di non essere rieletto. In più, larghi strati della popolazione russa non approvavano la guerra e ciò giocava a netto sfavore del Presidente. A Zar Boris occorreva una pace dignitosa e una “exit strategy” convincente perciò fece di tutto perché si arrivasse ad un accordo. Il principale ostacolo alle trattative era Djokar Dudaev, prima presidente della neonata repubblica di Ickeria (1991) poi leader della resistenza cecena quando El'cin la attaccò. Nel 1996 egli venne individuato da un missile teleguidato russo e ucciso, anche se riguardo alla sua morte ancora permangono dei lati oscuri. Il primo conflitto ceceno si concluse il 31 agosto 1996 a seguito degli accordi di Khasav-Yurt ma portò con sé un pesantissimo bilancio: tra 40.000 e 100.000 Ceceni, in gran parte civili, e almeno 4000 soldati russi morirono; 500.000 furono i profughi tra i Ceceni; il tessuto economico della repubblica non si riprese mai più completamente e le principali città della Cecenia furono distrutte. Maskhadov, eletto presidente nel gennaio 1997, raggiunse l'apice della popolarità quando firmò il trattato di pace con Boris El'cin al Cremlino, il 12 maggio 1997, che sostanzialmente rimandava la decisione sullo status della Repubblica Cecena al 2001, cioè in coincidenza con la fine del mandato presidenziale del “corvo bianco”.

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Informazioni tesi

  Autore: Claudio Calini
  Tipo: Laurea I ciclo (triennale)
  Anno: 2008-09
  Università: Università degli studi di Genova
  Facoltà: Scienze Politiche
  Corso: Scienze internazionali e diplomatiche
  Relatore: Maria Grazia Bottaro Palumbo
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 165

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