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L’Intelligenza Artificiale e la consapevolezza di sé: i nuovi orizzonti dell’autonomia meccanica

Le società iperstoriche: l’avvento delle tecnologie di terzo ordine

Finora si è trattato della tecnica, scorgendone la nascita e lo sviluppo fino ad arrivare ai nostri giorni, dove il termine però sembra nascondersi spesso dietro quello di “tecnologia”. In effetti tecnica e tecnologia, sono concatenate tra di loro ma hanno significati completamente differenti. La tecnologia è frutto della tecnica, sistema di elementi tecnici che cooperano tra di loro per il funzionamento del sistema stesso. All’interno del dispositivo tecnologico, individuiamo quindi differenti tecniche, le quali una volta messe in moto lavorano da sole e in funzione del raggiungimento di uno scopo specifico. La grande differenza tra tecnica e tecnologia, risiede nel ruolo svolto all’interno del processo dall’essere umano. Nel primo caso è chiamato in causa lo strumento (pensiamo ad esempio a un semplice bastone), il quale necessita per assolvere alla propria funzione, dell’intervento umano e del suo controllo. Nel secondo caso invece non c’è una dipendenza del dispositivo dall’essere umano per quanto riguarda il funzionamento e il raggiungimento di scopi. Pensiamo ad esempio ad un orologio, oppure ad una Google Car (veicolo a guida autonoma), l’utente umano è necessario solo per attivare il dispositivo il quale poi risulta autonomo nel proprio funzionamento in base alla programmazione interna. Ovviamente esistono diversi gradi di tecnologia, partendo da dispositivi più semplici, fino ad arrivare a quelli che godono di maggiore autonomia. I robot più sofisticati come già accennato, hanno facoltà infatti di apprendere dall’interazione con l’ambiente e con se stessi, costruendo conoscenze sulla base di tentativi ed errori. Inoltre possiamo anche riconoscere loro la possibilità di prendere iniziativa, anche se all’interno di un recinto di programmazione.

Floridi nel suo Libro La quarta rivoluzione. Come l’infosfera sta trasformando il mondo, individua tre differenti tipi di tecnologie:
• tecnologie di primo ordine;
• tecnologie di secondo ordine;
• tecnologie di terzo ordine.

Le tecnologie di primo ordine rappresentano le tecnologie più semplici, in cui l’utente umano attraverso il loro utilizzo gode di un contatto “diretto” con la natura. Un esempio per tutti è quello dell’ascia, attraverso cui l’essere umano interagisce con il pezzo di legno da spaccare. Nelle tecnologie di secondo ordine invece, c’è un cambio degli elementi di interazione, o meglio la natura scompare e viene sostituita da una o più tecnologie. Quindi questo significa che l’essere umano attraverso una tecnologia viene a contatto con un’altra tecnologia, non più con elementi naturali. Un esempio può essere quello di una chiave, la quale per ottemperare al proprio scopo, deve interagire con un’altra tecnologia: la serratura. La stessa cosa avviene anche con le automobili, dove l’interazione con le strade asfaltate (altro elemento tecnologico) è necessaria alla mobilità del veicolo. Infine le tecnologie di terzo ordine, sono quelle con cui stiamo familiarizzando sempre più, e che allo stesso tempo sembrano però spingerci prepotentemente fuori dal processo tecnologico. Infatti parliamo di una rete di comunicazione tra più tecnologie, le quali dominano lasciando all’utente umano sempre meno voce in capitolo. Sono le ICT a rappresentare la tecnologia di terzo ordine più moderna, basti pensare al momento in cui dobbiamo stampare ad esempio un semplice file, per avere un quadro più chiaro. Infatti quando abbiamo necessità di utilizzare la nostra stampante, si mette in moto una comunicazione tra due o più tecnologie. Se il file è presente nella memoria del nostro smartphone, dobbiamo collegarlo al pc, il quale poi comunicherà con la stampante. Vediamo come quindi le tecnologie interagiscano tra loro attraverso la tecnologia stessa, e l’essere umano che prima rivestiva un ruolo centrale e determinante nel processo tecnologico, è spostato sempre più ai margini di questo. Forse siamo noi a diventare elemento di cui le tecnologie stesse si servono per comunicare tra loro, come ne è prova l’utilizzo di codici a barre. Questi infatti non sono realizzati per essere letti dall’occhio umano: ormai sembriamo asserviti alla tecnologia che ha bisogno sempre meno del nostro intervento per poter operare in modo autonomo. Consideriamo in questo discorso anche gli “elettrodomestici domotici”, i quali interagiscono da soli con l’ambiente circostante trasformandolo in un luogo migliore, e con le altre tecnologie, gestendo con precisione il riscaldamento e la fornitura d’acqua della nostra abitazione. Il ruolo rivestito dall’uomo è sempre più riduttivo, ridotto al minimo, pressoché insignificante allo sviluppo tecnologico. L’epoca in cui le tecnologie di terzo ordine hanno preso il sopravvento, è chiamata da Luciano Floridi, Iperstoria. Questa rappresenta l’ultimo stadio evolutivo del rapporto tra uomo e ICT, ma che deve essere considerato, alla stregua dei precedenti (presitoria e storia), come un avverbio che va a definire il modo in cui le persone vivono. O meglio ancora la modalità di interazione tra l’essere umano e le nuove tecnologie. Infatti ad oggi ci sono Paesi collocati nella Storia, dove le ICT pur essendo importanti, vengono sfruttate solo per comunicare dati e registrarli, senza essere connesse al benessere del singolo e della società stessa. Nell’iperstoria invece, troviamo tutte quelle società in cui le ICT sono essenziali e determinanti alla massimizzazione del benessere sociale e individuale. Parliamo di Paesi quali Canada, Francia, Italia, Germania, Giappone, Inghilterra e Stati Uniti ( membri del G7) che fondano quasi tutta la loro economia sulle nuove tecnologie dell’informazione, in particolare circa il 70% del PIL. C’è un radicale cambio di paradigma, dove tutta l’economia ruota intorno a beni assolutamente intangibili, immateriali ed effimeri.

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L’Intelligenza Artificiale e la consapevolezza di sé: i nuovi orizzonti dell’autonomia meccanica

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Informazioni tesi

  Autore: Giorgia Passi
  Tipo: Laurea I ciclo (triennale)
  Anno: 2020-21
  Università: Università degli Studi Roma Tre
  Facoltà: Filosofia
  Corso: Filosofia
  Relatore: Mario  De Caro
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 52

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intelligenza artificiale
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