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La calzatura oggetto di civilizzazione e oggetto d'arte nella storia della moda

Informazioni tesi

  Autore: Patrizia Antonacci
  Tipo: Laurea liv.I
  Anno: 2007-08
  Università: Università degli Studi di Bari
  Facoltà: Design e Arti
  Corso: Scienze e tecnologie delle arti figurative, musica, spettacolo e moda
  Relatore: Paola Nitti
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 186

In questa tesi viene esaminata, in chiave simbolica e funzionale, la storia e l'evoluzione della calzatura dalla preistoria ai nostri giorni.
Vengono approfondite inoltre, storie contemporanee come quella di Salvatore Ferragamo, e calzature di nicchia come quelle dell'artigiano Albion.
La calzatura oggetto d'arte o business?
In un mondo in cui le scarpe sono diventate prodotto di consumo di massa, questi accessori hanno perso il significato di un tempo: l'industria moderna ha adempiuto al suo compito, ovvero alla produzione di grandi quantità a prezzi bassi.
C'è stato un tempo, però, in cui la scarpa è stata simbolo della forza della legione romana, del potere dei signorotti medievali o dell'oppressione della donna cinese.
Nelle società fortemente gerarchizzate, organizzate secondo caste ed ordini, l'abbigliamento era determinante e la calzatura rivelava la rispettiva magnificenza della civilizzazione.
James Laver ha rilevato lo strano rapporto esistente tra gli abiti (soprattutto quelli femminili) e l'architettura.
"È generalmente condiviso, per esempio, che la forma architettonica dominante nel Medioevo sia l'arco gotico, a sesto acuto. Analogamente, nel quindicesimo secolo, le scarpe degli uomini erano così lunghe che talvolta dovevano essere girate e legate alle ginocchia. L'acconciatura femminile anch'essa era a forma di guglia..."
Oggi il dinamismo del tacco in lega d'acciaio disegnato da Perugia fa parte di quello stesso design tecnologico esemplificato dal Ponte di Brooklyn, O il sandalo futurista di Ferragamo della collezione autunno-inverno 2008, ispirato al padiglione progettato da Frank Gehry della Serpentine Gallery di Londra.
Il confine tra arte e moda è talmente labile che, a volte, si confonde. Ma la moda è anche industria oltre che creatività. È stato proprio il padre della pop-art, Andy Warhol, ad abbattere i confini tra arte e prodotto ed ad affermare che il "business è la migliore forma d'arte".
Come scrive Patrizia Calefato, semiolinguista e docente nell'Università di Bari, in un articolo pubblicato sulla Gazzetta del Mezzogiorno: ..é proprio nella moda che si tramanda in modo speciale la "lezione" di Warhol di un'arte in pericoloso equilibrio tra pop e business, tra cultura del quotidiano e consumo.

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7 1.1 Le prime calzature Stabilire di chi siano le prime orme lasciate su qualche lembo di terra abitata da suole di scarpe comunemente intese non è possibile. L’uomo preistorico ovviamente non conosceva le scarpe: i segni dell’Età della Pietra a noi noti indicano piedi nudi. Ma i dipinti delle grotte scoperti in Spagna, risalenti al periodo del Paleolitico superiore (intorno al 14.000 a.C.), mostrano l’uomo del Magdaleniano con indosso stivali di pelliccia. Secondo il paleontologo francese, Padre Breuil (1877- 1961), l’uomo del Neolitico copriva i suoi piedi con pelli di animali per proteggersi dalle difficili condizioni ambientali: le tomaie in pelle di daino e le suole in pelle d’orso gli permettevano di percorrere lunghe distanze. Sicuramente le calzature preistoriche erano rozze nel design e funzionali all’uso e solo nell’Antichità la calzatura avrebbe acquisito una dimensione artistica e decorativa, diventando un reale indicatore dello status sociale; infatti le differenze tra calzature per signori o per servi, non erano visibili tanto nella foggia, quanto nelle sovrastrutture ornamentali. 1 Dalle prime grandi civiltà fiorite in Mesopotamia ed in Egitto nel IV millennio a.C., nacquero le tre tipologie base di calzature: la scarpa, lo stivale ed il sandalo. Un team di archeologi, scavando in un tempio di Bark (Siria), nel 1983 portò alla luce una scarpa d’argilla con la punta rialzata. Datata più di 3000 anni prima della nascita di Cristo, era prova del fatto che tale civiltà condivideva alcune caratteristiche con quella Sumera di Ur in Mesopotamia: calzature con le punte all’insù erano rappresentate sui sigilli mesopotamici dell’era Accadica intorno al 2600 a.C. Diverse dal modello siriano per una punta ben più alta ed abbellite da un pompon, in Mesopotamia questo tipo di scarpe divennero le 1 M.J. BOSSAN, Arte delle scarpe, Gribaudo, Savigliano 2007, p. 9

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Parole chiave

fashion
moda
arte
design
calzature
scarpe
stilista
storia della moda
ferragamo
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